Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’INTRODUZIONE DEL DIVORZIO È STATA UN DANNO PER COLPA DEI CONSERVATORI (di Matteo Fais)

Il più grande errore sta nel credere che la libertà non vada costruita, perfezionata, continuamente tenuta sotto controllo e arginata dalle sue derive. La gente non vuole la libertà come responsabilità, bensì come un liberarsi dal pensiero di qualcosa. Il che equivale a ottenere in eredità una fortuna, senza poi volersi curare di amministrarla e cercare, per quanto possibile, di non scialacquarla nel giro di qualche mese in spese folli.

Sì, il divorzio, introdotto oramai la bellezza di cinquant’anni fa, è stato una grande conquista civile per tutti. La gente si è ubriacata di questa sensazione positiva, perdendo di vista che la battaglia era appena cominciata, dimenticando che la macchina non poteva essere lasciata a sé stessa.

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Ovviamente, tale critica è indirizzata prevalentemente al fronte conservatore. Questo si intestardì nel tentativo di fermare il naturale corso della storia, nel voler riportare indietro il mutamento antropologico in atto in qualsiasi società complessa, per poi dichiararsi battuto e cominciare il consueto piagnisteo del “non c’è più religione”, “l’Occidente è al capolinea”, “la famiglia è finita” – che attira tanto consenso morale ma, in ultimo, non produce alcun risultato concreto.

La sciocchezza alla base di tutto stava, come al solito, nel pensare di poter prosciugare il fiume, invece di cercare di indirizzarne il suo corso verso i propri campi – la tipica assenza di prospettive della Destra. Al contrario, in modo molto più intelligente, la Sinistra e il fronte progressista, dopo aver guadagnato il traguardo, hanno lavorato alacremente nei decenni per far avanzare la conquista principale – per esempio per ridurre gli iniziali 7 anni di attesa a 6 mesi o un anno, a seconda che la cosa sia consensuale o giudiziale.

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La Destra, che di occasioni ne avrebbe avute tante, si è dichiarata battuta lasciando degenerare tutto fino all’attuale condizione, in cui un uomo, quando divorzia, praticamente non ha più alcun diritto e si vede portare via anche le mutande che gli sono rimaste nella valigia di cartone. Invece di salvare il salvabile, arginare il colpo, insomma porsi alla testa della storia e guidarla, se n’è colpevolmente disinteressata.

Eccoci, dunque, all’oggi, con le persone – uomini in particolare, manco a dirlo – che al solo pensiero di andare all’altare, anche giustamente, se la fanno sotto, o che, prima di fare un figlio, ci pensano sessantamila volte, fino a ritrovarsi con la chioma ingrigita e l’entusiasmo di un pensionato.

Tutto ciò grazie a una galassia conservatrice che non ha mosso un dito per reagire, che si è limitata a vellicare i bassi istinti della folla al grido fanfaniano di “Le vostre mogli finiranno per scappare con le cameriere”. Il divorzio lo volevano tutti, anche chi votò contro di esso, esattamente come le nostre nonne, nate sotto il Fascismo, se non prima, hanno usato ogni mezzo lecito e illecito per costringere i mariti a mandare le figlie a studiare, così da non divenire, come loro, serve più o meno amate di un uomo. Tutto ciò era inevitabile checché se ne possa dire. La società contadina era finita, un nuovo mondo ci si parava innanzi e i vecchi schemi non erano più adatti a quell’inedita contingenza.

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Adesso, con tutte le follie introdotte da progressisti e femministe, correggere il tiro sarà incredibilmente difficile. Ora, ci ritroviamo a dover dare il mantenimento anche a un figlio con il quale non abbiamo alcun legame di sangue, se una stronza ci ha fregati e noi ingenuamente l’abbiamo riconosciuto. E nessuno che faccia qualcosa, che introduca, per esempio, l’obbligatorietà del test del DNA, per garantire che, quantomeno, non ci si debba sobbarcare economicamente i pargoli altrui. Per non parlare di tutte le altre situazioni assurde, quando si hanno figli e si viene abbandonati dalla consorte!

La Destra dorme, fa l’indignata ma non coagula le forze e il malcontento sparso in società per mutare lo stato di cose. Tutto ciò anche perché, parlandosi fuori dai denti, quella parte politica non vive di proposte e battaglie reali, ma di mal di pancia causati dagli errori della controparte. I conservatori sono i veri nichilisti del nuovo millennio.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni)

Un commento su “L’INTRODUZIONE DEL DIVORZIO È STATA UN DANNO PER COLPA DEI CONSERVATORI (di Matteo Fais)

  1. Ottimo articolo . Particolarmente importante l’accenno al test del DNA obbligatorio e gratuito per tutti i neonati, oltre al diìvieto assoluto della donazione di sperma per fecondazione eterologa

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