Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

MARIASOFIA FEDERICO, LA DONNA CHE HA SCELTO VOLONTARIAMENTE L’HARD (di Clara Carluccio)

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Certo Mariasofia Federico, tutto sembrava, in principio, tranne una maiala. Ma è questa la rivoluzione del porno: svelare le perversioni inaspettate di una ragazza qualunque.

Un tempo, guardando Moana Pozzi, si vedeva che la carriera di pornodiva rappresentava, più che altro, un destino inscritto nel DNA. Una sola donna, ma tanto fradicia di Eros, da rendersi inarrivabile per tutte le altre. Oggi, l’industria dell’hard ha diluito quella carica atavica in tante personalità minori ma più vicine all’uomo comune. 

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Non avendo proprio tutti i torti, poveraccio, il padre si è detto molto turbato per la sua piccola Mariasofia che, da ligia scolaretta del reality Il Collegio, ha presto sviato su OnlyFans per una carriera da sex worker. Già così sembra una trama alla Alvaro Vitali. Ma, anche il genitore 1 della Federico, accusa il “pensiero unico” di avergli plagiato la figlia. 

Tra propaganda, ipnosi di massa e poteri forti, a furia di parlarne, questa roba diventerà un’attenuante, una sorta di semi infermità mentale con cui scagionare qualsiasi eunuco che si lasci trasportare dagli eventi.

Ma, nonostante questa pandemia di disabilità cognitiva, quello del porno rimane l’unico settore in cui è impossibile lavorare se non si è davvero portati. E Mariasofia Federico, tutto sembra, tranne una che non sa quello che fa.

La moda, la curiosità, il fascino per la trasgressione – quale, poi, oramai? -, può giocare un ruolo iniziale nell’attirare un’innocente fanciulla verso il peccato. Ma cari genitori – padri, soprattutto -, a vostra figlia basterà una sola esperienza per capire se ha la vocazione al mestiere o un disturbo della personalità. 

Essere brandita in malo modo – o bueno, dipende dai gusti – da qualche erotomane microcefalo non è una cosa che si prende alla leggera. E, la ragazza dell’incesto, di occasioni ne ha avute diverse. Ma ne avrà di migliori, visto che sta per domiciliarsi al maneggio del maniscalco più abile al mondo, Rocco Siffredi. Degustatore, ai tempi, anche della Santa dell’osceno, la sopracitata Moana. C’è poco da rifugiarsi nella disperata consolazione del “pensiero unico”. A Mariasofia, quello che fa, piace. Il suo livello di gradimento è facilmente fruibile da tutti.

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Questa, dunque, non è la storia di una giovane che vuole darsi all’hard, ma di un dramma familiare che si esprime in molti più ambiti. L’opinione pubblica non si lasci ingannare dalla gravante della pornografia. Quando i figli non attendono le aspettative dei genitori, si innesca un circuito di delusione, senso di colpa, frustrazione che sgretola entrambi.

Utopicamente, bisognerebbe procreare perché si ama la vita, e si ritiene che questa, anche nei momenti peggiori, valga sempre la pena di essere difesa e vissuta. Quando ci si lascia terrorizzare dal rischio della sostituzione etnica, dai discorsi reazionari in difesa della famiglia tradizionale o dal bisogno di placare le proprie solitudini, ne può solo conseguire un disastro. 

La lezione più grande e spietata che tutti noi dobbiamo imparare – ma, al momento, il signor Federico più di tutti – è accettare le scelte altrui. Senza affidarsi ad azioni o sogni dittatoriali a buon mercato e alla propaganda come debole scusante.

Questa metamorfosi della porno attrice, da collegiale a diva, non è da intendere come un declassamento della professione, ma un inevitabile disvelamento di quelle che sono diventate, oramai, le comuni pratiche erotiche riscontrabili nell’intimità di quasi tutte le coppie. “Non lo fo per amor mio ma per dare un figlio a Dio”, così ragionavano, le nostre povere nonne. Vero? Mentre i mariti cercavano soddisfazioni nelle case di tolleranza.

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Signor Federico, non sia timido. Anche lei, in vita sua, come tutti gli uomini, avrà smaniato per accompagnarsi a donne che, a letto, facessero i grandi numeri e avrà contribuito, nel suo piccolo, alla graduale liberazione sessuale di cui, oggi, tutti lamentano la degenerazione. 

Non pianga per la scelta di vita di sua figlia. Ne sia orgoglioso perché, senza saperlo, ha cresciuto la donna perfetta che sa come far felice ogni uomo.

Clara Carluccio

L’AUTRICE 

Clara Carluccio nasce a Milano, nel 1985, e risiede attualmente in provincia di Brescia. Per errore di gioventù studia alla scuola agraria del quartiere Comasina di Milano, incidentalmente ubicata in prossimità dell’istituto Paolo Pini, il manicomio in cui venne rinchiusa la poetessa Alda Merini. Dopodiché, decide di perfezionare la sua conoscenza del mondo tra lavori precari e umilianti della peggior specie. Si trova così a svolgere mansioni quali: Oss in una RSA, segretaria, barista, guardarobiera in discoteca non guardata da nessuno, cameriera ai piani, cuoca incapace in un centro disabili, domestica – non dite colf – in nero e banconiera al supermarket declassata poi al semplice ruolo di scaffalista inutile al mondo e a se stessa – il tutto con un contratto da stagista. Suo malgrado, colleziona infruttuosi corsi di cucito, danza quale tribal fusion e contemporanea, naturopatia. È appassionata di lingue straniere, in particolare inglese e portoghese. È approdata a “Il Detonatore” dopo vari messaggi di stalking rivolti all’indirizzo di Matteo Fais. La trovate su Facebook e Instagram, ma non riesce a postare i suoi link.

Telefono: +393516990430

Emailclaravirgola@gmail.com 

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