Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’EDITORIALE – ADDIO VECCHIO PERVERTITO – ELEGIA FUNEBRE PER LARRY FLYNT (di Matteo Fais)

L’uomo era sordido, bieco, con un sorrisetto a tratti ripugnante. Ora è morto e, se un paradiso esiste, lui certo è stato spedito nella direzione opposta.

No, non vi racconterò la storia di Larry Flynt, il fondatore di una delle riviste più discutibili della storia, Hustler Magazine, un YouPorn ante internet, dallo squallore glamour e, manco a precisarlo, strumento di diffusione delle peggiori idee progressiste – quelle sì veramente oscene, più di un orifizio vaginale sbattuto in copertina. Se vi interessa la sua vita, andate su Wikipedia.

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Flynt era un pornografo, un uomo con un mastodontico impero fondato sulle brame frustrate della popolazione maschile mondiale. Figa, sborra, denaro e cazzi che arrivano da ogni direzione. Non c’è niente di eticamente rilevante nelle sue pubblicazioni. Aveva solo capito su cosa fare leva, ovvero sul fatto che tutti gli uomini sono porci e molte donne meretrici. Hustler Magazine assecondava tutto ciò e con la sua veste esteticamente glitterata rendeva meno pesante per ognuno la propria ossessione per la sessualità in un mondo liberato, spogliandola dalla patina fosca del senso del peccato.

Ma, della discussione estetica, ci importa ben poco, come della morale spicciola da parroco di campagna – tutti quanti ci siamo fatti una sega con un rivista o un film a luci rosse, inutile fare i santi. Ciò per cui il creatore di Hustler andrebbe ricordato è, semmai, per la sua epica battaglia in favore della libertà d’espressione, molto ben rappresentata nel film del 1996, Larry Flynt oltre lo scandalo.

Probabilmente, lui per primo non intendeva spendersi in tal senso per un qualche alto principio ma unicamente fare soldi – del resto, è stato lui per primo a dichiararlo . Il punto è che molte volte, semplicemente limitandosi a vivere la vita che si è scelto, ci si trova a fare i conti con i censori. E fu fin dai primi incontri con questi che Larry sviluppò un libidinoso gusto per la provocazione, fino ad arrivare alla sfida contro il televangelista Jerry Falwell, messo alla berlina in una pubblicità parodia del Campari nella quale gli si faceva rivelare di aver avuto il suo primo rapporto sessuale da ubriaco, con la madre. La causa giunse fino alla Corte Suprema e Flynt vinse.

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Al netto della gratuità di un simile attacco, e dei tanti abbagli per i Democratici americani, bisogna riconoscere all’uomo di aver portato avanti una grandiosa lotta per il free speech e l’idea secondo cui, per usare le sue stesse parole, “si paga un prezzo vivendo in una società libera, il prezzo di dover tollerare anche ciò che non ti piace”. Come non essere d’accordo, soprattutto di questi tempi, di censura dilagante – giustificata da milioni di coglioni.

Ma al multimilionario va riconosciuto anche il merito di aver avversato il bigottismo femminista che certo non lo risparmiò per la visione della donna che la sua rivista veicolava. Non si dimentichi, inoltre, che a suo tempo i magazine come Hustler davano spazio – e denaro – a tanti scrittori emergenti che andavano a bussare alla sua porta per poter pubblicare, tra la foto di un culo e due bocce, i loro racconti. Bukowski, tanto per citarne uno, fu tra questi.

A sinistra, in copertina, si annuncia la presenza di una storia hot scritta da Charles Bukowski. A destra, una delle interviste che il noto magazine fece all’autore di Storie di ordinaria follia.

Larry difese la sua libertà di essere osceno, impresentabile e moralmente deplorevole, da Sinistra. Purtroppo, sul versante opposto, sono pochi i casi di chi si batte con altrettanta convinzione per un diritto che non sia unidirezionale, quale quello di essere totalmente antitetici a un personaggio simile, ipocriti conservatori sessualmente repressi, antiabortisti, in una parola – come ci chiamano loro – medievali.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Da ottobre, è nelle librerie il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

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