Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

NELLA TERRA DI DRUSILLA, OVVERO L’ITALIA È UNA NAZIONE CHE SI TRAVESTE DA PAESE NORMALE (di Matteo Fais)

In Italia, sembra ci sia un solo e gigantesco problema: “meglio il culo (maschile) o la fica (femminile – almeno spero)?”. Ah, se fossimo in un Paese normale! Ma qui di normale non c’è niente. Le case popolari non vengono assegnate; i giovani e meno giovani sono precari o disoccupati; le associazioni che distribuiscono pasti gratuiti hanno la fila fuori che corre lungo tutto l’isolato e oltre; la maggior parte degli stipendi e delle pensioni non supera i 1000 euro.

In tutto ciò, noi di cosa parliamo per giorni e giorni? Di un signore travestito da donna che, per carità, può fare come cazzo gli pare – è proprio il caso di dirlo – ma, da lì a condurre una battaglia di civiltà, ce ne vuole proprio di coraggio di questi tempi. Eppure, pare non ci sia niente di più cogente da discutere, come se due, seduti alla mensa della Caritas, coinvolgessero tutti gli altri disperati al loro fianco in una discussione accesa e tonante sulla questione se sia preferibile la fica pelosa o rasata. Un delirio, insomma!

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Purtroppo, il Belpaese è questo: un infinito discorso ozioso, una masturbazione senza eiaculazione, un festival trash che inizia a febbraio per poi continuare tutto l’anno. Il nostro unico orgoglio, sul piano internazionale, sono i Maneskin. Roba che i vecchi Nomadi, guidati dal grandissimo Augusto, sarebbero da considerare patrimonio dell’umanità, a paragone, e Lucio Battisti dovrebbe avere una statua al centro di San Pietro, in Roma, ed essere pubblicamente venerato, ogni santa domenica, durante l’omelia del Cane Bianco.

Intanto, il green pass si insinua come nuova normalità. Ma, appunto, qui si parla di ogni cazzo, fuorché di quello che ci troviamo nel didietro. E già si borbotta di prolungare la follia oltre il 31 marzo. Insomma, ci stanno pian piano abituando all’idea di una nuovo credito sociale di ispirazione cinese. La libertà a punti, a meno di non volersi vestire da donna se si è uomini.

Certo, per qualsiasi persona sana di mente è incredibile pensare a quanto possano rivelarsi coglioni gli italiani, ma non bisogna mai compiere l’errore di sottovalutare l’italica idiozia o equiparare gli altri alla propria consapevolezza. La massa fugge la realtà e la responsabilità per ogni divertissement che la sollevi dal dover ammettere di non capire niente di ciò che la circonda.

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L’Italia, c’è poco da fare, è un travestito che inscena la normalità dell’esser donna, che pretende di vedersi riconosciute le mestruazioni che non ha, il diritto alla gravidanza per cui non è strutturato e via delirando. Sì, da noi e in tutto il mondo occidentale, la normalità è abominio e la differenza è norma. Tutto è capovolto. Non ci rimane che camminare a testa in giù, familiarizzare anche noi con il sovvertimento di ogni regola elementare.

Nel nuovo regime della libertà sessuale dire a una “Ciao, bella” è molestia, mentre presentarsi vestiti da donna, pur avendo il cazzo, è motivo di vanto. Intanto, gli intellettuali – de sinistra, ovviamente -, fanno l’esegesi del discorso di Drusilla e dibattono intorno ai concetti di “unicità”, “personalizzazione”, “individualismo” e “coscienza di classe”. Un profluvio di minchiate, solo perché uno col pistolino, combinato come una vecchia zia, ha detto di essere diverso dagli altri – perché, c’era pure bisogno che lo specificasse?!

A questo punto, o facciamo una guerra santa, o speriamo nell’arrivo in massa degli estremisti islamici. Tanto, in entrambi i casi, noi moriremo nel modo più ignominioso. Meglio, comunque, che venga ristabilito un ordine e il progressismo sia cancellato con le fiamme.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

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