Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI – BISOGNA AGIRE (di Matteo Fais)

C’è una cosa che mi colpisce sempre, quando leggo voracemente le storie dei terroristi rossi, al netto della mia distanza ideologica. Vi è ogni volta un momento nelle loro vite in cui questi arrivano a comprendere che, semplicemente, certe idee non possono andare incontro a negoziazione. Per tal motivo, quasi tutti partivano dal PCI per poi prenderne le distanze, buttarsi in movimenti extraparlamentari e abbracciare infine la lotta armata. Su per giù tutti, abbandonavano anche la famiglia, quando l’avevano, nella piena convinzione che le loro idee non dovessero essere subordinate ad alcun tipo di priorità personale.

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Insomma, per farla breve, a una vera convinzione può essere sacrificato tutto, persino la stessa vita di chi professa un certo credo. In tal senso, sono d’accordo con Sartre, il filosofo francese, il quale sostiene che siamo sempre liberi, anche al campo di sterminio, liberi di una libertà che può spiengere a gettarsi contro il filo spinato elettrificato per esprime la propria assoluta contrarietà a quel destino di morte e infamia che c’è stato imposto.

La situazione politica attuale mi pare possa essere tranquillamente interpretata secondo tale visione. Il green pass e l’obbligo vaccinale coatto vanno rifiutati, costi per quel che costi. Similmente, chiunque voglia imporlo o lo sostenga, come per esempio un comune cittadino, va allontanato e respinto senza alcuna remora.

Questa è una guerra, una situazione di per sé emergenziale. Ogni persona deve essere costretta a palesare da che parte sta. La logica del volemose bene non può avere diritto di cittadinanza, pena trasformarci in masochisti. Se vogliamo rifiutare l’obbligo, dobbiamo al contempo respingere come appestato chiunque voglia imporcelo. Parente, amico, o fidanzato non importa. Le regole della normale dialettica democratica sono saltate. O vincono loro, o vinciamo noi, tertium non datur.

Perciò bisognerebbe cominciare a prendere in mano questa situazione, che di giorno in giorno va sempre più degenerando, e fare muro. Se non ci facciamo vedere compatti e disposti a tutto, loro ce la faranno a imporre follie che ancora non riusciamo neppure a immaginare.

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Del resto, il problema dell’Italia è proprio questo: la contrapposizione è sempre troppo fiacca e limitata nel tempo. Dovremmo iniziare a bloccare strade, fare casino, segnare un confine netto tra chi è con noi e chi è contro di noi. Ma, ripeto, bisogna avere i coglioni di farsi odiare. Non si può fare, all’italiana, che siccome la tua ragazza si incazza, perché sabato sera non la puoi più portare a mangiare la pizza, allora ti vaccini. Fanculo alla ragazza. E se la zia ti ripete di inocularti per la sua sicurezza, meglio dirle “Sai cosa, zia? Ci rivediamo al tuo funerale”.

Guardate che se non agiamo subito, se stiamo ancora lì a guardare e tergiversare, tra tre anni non sappiamo cosa potrà succedere. Se, al momento, vi sembra assurdo ciò che abbiamo vissuto, non avete idea di cosa potrebbe essere. Diamoci una mossa, questo cazzo di green pass è realtà e va fermato adesso.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

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