Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA RELIGIONE DI CHI VUOL ABOLIRE L’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE (di Franco Marino)

Chesterton rimase immortale per aver detto che quando si smette di credere in Dio, non è vero che non si crede a nulla perchè è in quel momento che si crede a tutto. Con quel paradosso, quel grandissimo intellettuale inglese voleva spiegare come l’abbandono di una fede non coincida necessariamente col rigetto della mentalità fideistica.
L’uomo tende al pensiero religioso anche quando si dice ateo e laico. Del resto, anche l’ateismo è una religione. La religione di chi non ha religioni e, va da sè, vuole imporla al mondo perchè (ops) “una mela marcia guasta le altre”.
L’equivoco generato dalla confusione tra il non credere e l’essere atei, lo scorgo quando per esempio, chi mi conosce si sorprende nel vedere da parte mia, non credente, un profondo rispetto per ogni religione e ogni sua istituzione, a patto beninteso che sia ricambiato. Il mio infatti non è il rifiuto di Dio ma di una mentalità. Non è lo sguardo spocchioso, corrucciato e sarcastico dell’ateo stile Marx, Voltaire, Margherita Hack e Odifreddi. E’ qualcosa che si estende a tutti gli ambiti del sapere e del vivere. Io non credo nell’esistenza di Dio. Ma non credo nemmeno nella sua inesistenza. Semplicemente non credo. Credo soltanto a quello che so, facendo attenzione a non dogmatizzare nemmeno le evidenze.

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E’ con questo spirito che assisto alla proposta di togliere l’ora di religione dalle scuole. E a tal riguardo occorre essere realisti: se in una scuola religiosa l’indottrinamento ha un senso, in una scuola che dovrebbe essere laica, a meno che non si voglia virare verso una – ben più utile – disciplina che studi tutte le religioni, lo studio della religione cattolica può tranquillamente dirsi inutile. Il culto di Dio o di qualsiasi altra entità metafisica dovrebbe riguardare la dimensione privata. Questa dovrebbe essere la posizione di un paese davvero laico.
Se non fosse che la proposta di abolire l’ora di religione palesi una connotazione palesemente anticristiana e, paradossalmente, si inserisca in una “deriva fondamentalistica” che pervade ogni stanza del sapere.
Declinando la fiducia nelle taumaturgiche opere di Cristo, col covid si è ufficializzata la nascita di una nuova confessione religiosa: i testimoni di GeoVax. Che peraltro si associano agli avventisti dell’omosessualismo, ai talebani ecologisti di Greta, agli insciallah del nerismo e antibianchista di Black Lives Matter. Dinnanzi ai quali, guarda un po’ il caso, riceviamo costantemente inviti ad inginocchiarci. E con un’insistenza e un’arroganza che io nei preti non ho mai visto, almeno in quelli che ho conosciuto. E naturalmente non cito, per carità di patria, le tante piccole fedi – sportive, alimentari, tecnologiche, partitiche – che appestano il dibattito pubblico. Che non definisco “confessioni religiose” tanto per dire. Ognuna di queste dottrine ha caratteristiche del tutto proprie di ogni confessione religiosa. Un totem da idolatrare, un paradiso da suggerire, va da sè un inferno per chi trasgredisce, la fatwa e la scomunica rivolta ad ogni eterodosso. Nè è possibile alcuna discussione con chi non esercita la sua quotidiana professione di fede. In nome del covid, della legge zan, della diatriba berlusconiani contro antiberlusconiani, si sono rotte amicizie, parentele. Proprio giorni fa, su Twitter, un seguace del Dio Vax ha scritto testualmente “Ho deciso di togliere l’amicizia a quelli che non si vaccinano”.

Oggi il dibattito non è più sereno su nulla perchè il fondamentalismo invade ogni angolo del sapere. Senza spregio alcuno del ridicolo, gli apologeti del pensiero unico lamentano l’insegnamento obbligatorio della religione da parte della Chiesa – che in realtà non impone una cippa, il giovine può alzarsi e andarsene, cosa per la quale deve ringraziare quel cattivone di Craxi – ma nel frattempo permettono ad una cricca di meccanici del corpo umano, calati dall’alto, senza alcuna legittimazione elettorale, di cancellare secoli di conquiste civili e sociali. Sulla base di una narrazione che, giorno dopo giorno, contraddizione dopo contraddizione, acquisisce la sua reale dimensione farsesca. Non è un po’ ridicolo?

Allora la vera domanda è: perchè togliere l’ora di religione? Per insegnare alle persone a pensare con la propria testa oppure per sostituire Dio con gli idoli delle religioni moderne? Perchè, a dirla tutta, io di mio preferisco non inginocchiarmi mai. Ma se proprio devo farlo, meglio davanti a Dio che in nome dei terroristi di Black Lives Matter. O, peggio ancora, dinnanzi ai teocrati della dittatura sanitaria.
Quantomeno Dio mi promette un paradiso dove rivedere i miei cari estinti e vivere in beatitudine. Al massimo, Burioni mi promette qualche anno senza influenza.
Magari mentre muoio di fame anche grazie a lui.

FRANCO MARINO

2 commenti su “LA RELIGIONE DI CHI VUOL ABOLIRE L’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE (di Franco Marino)

  1. Bell’articolo.. anch’io, cattolica, la penso come te, ateo. Dio non ci obbliga, ci lascia libertà di scelta se seguire o meno i suoi insegnamenti. Mentre i nuovi dei ci obbligano, pena scomuniche varie e taglio dei diritti sociali,ad inginocchiarci, imbavagliarci, siringare il nostro corpo di non si sa ben quali schifezze mentre ci viene negata la cura farmacologica perché non testata, sperimentata dai grandi soloni, mentre si impone un siero (non vaccino) sperimentale … aggiungo un breve considerazione, da tempo ormai nelle scuole l’ora di religione è indirizzata alla conoscenza dei vari culti sopratutto alle medie. L’insegnamento della nostra religione è demandata alle parrocchie e si limita ad un’ora circa di catechismo settimanale, perlomeno qui in Friuli.. inutile dire che i ragazzini a mala pena conoscono l’ Ave Maria

  2. Credente…poco o nulla praticante…ma sono convinto, della libertà di credo…
    Purtroppo.. l’ignoranza dilaga,
    E i nuovi profeti, del vivere vaccinati e inginocchiati, sta facendo proseliti.
    Alla faccia della ragione.. personale…

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