Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

UN PAPA “INCONTINENTE” E IN CERCA D’AUTORE (di Matteo Fais)

Quest’uomo ha un problema: malgrado gli 87 anni, non ha ancora capito cosa vuole fare da grande. Diversamente da personaggi come Ratzinger o Wojtyla, la gente l’ha visto salire al soglio pontificio un po’ dal nulla – volgarmente, chi cazzo lo conosceva prima.

Bergoglio, palesemente, non era pronto per ricoprire un ruolo al vertice della Chiesa Cattolica. Troppo confuso! È il tipico caso di persona che si ritrova in una certa posizione senza sapere neppure lui come sia successo. Ricorda un po’ il Billy Ray Valentine, interpretato da Eddie Murphy, in Una Poltrona per Due, quando, da barbone, si vede proiettato nel ruolo di pezzo grosso di Wall Street: va a naso, si affida alla buona stella; vive, insomma, all’arrangio come aveva sempre fatto.

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Ecco, Bergoglio è qualcosa di molto simile. Non ha un pensiero, non sa neanche lui dove sta messo. Come tutti coloro che non hanno niente da dire, un qualcosa per cui vivere o morire e neppure una minima idea di cui farsi forte, lui sorride. Fa la parte del bonaccione, di quello che non può essere violentemente mandato a fare in culo perché innocuo. Non stiamo, insomma, parlando di un Ratzinger, uno con una visione strutturata, con studi teologici seri alle spalle. O quantomeno un Wojtyla che, se non altro, data la diversa contingenza storica, si è potuto far forte di abbracciare la lotta al comunismo. 

Questo Papa, invece, è un po’ come quell’amico, che in una serata in comitiva, è d’accordo con tutti per non essere contro nessuno. Lui è a favore della lotta contro il cambiamento climatico, quindi in parte vicino a quelli di Ultima Generazione. Al contempo, però, è anche contro l’aborto, perché comunque all’interno della Chiesa ci sono ancora alcuni conservatori. Naturalmente avversa il precariato per non mettersi contro i sindacati. E, poi, vuole essere vicario di Cristo in terra, ma senza giudicare i gay, per avere dalla sua anche la comunità LGBTQ+. In ultimo, come accaduto l’altro giorno, non può fare a meno di dimostrare di essere uomo del popolo, quindi si lascia scappare la battuta greve sulla frociaggine nei seminaristi, in un incontro a porte chiuse della CEI, che si confondeva pericolosamente con una serata al bar tra gente avvezza al grapin. 

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Insomma uno nessuno e centomila Francesco – la bipolarità a lui gli fa un baffo! Se la grande astuzia del Demonio consiste nel fare credere di non esistere, quella di Papa Bergoglio sta nello sparare cazzate contraddittorie senza che nessuno possa comprendere chi si cela dietro a quei paramenti bianchi abbacinanti. Infatti nessuno ha capito se quest’uomo sia un Papa o un mattacchione, Greta Thunberg invecchiata male dopo una transizione di genere non riuscita, oppure se si tratti di un turista che non parla molto bene l’italiano. 

Sta di fatto che il signor Jorge Mario riesce ogni volta a far parlare di sé senza mai esprimere un pensiero che si muova oltre i 160 caratteri del vecchio Twitter, un pensiero insomma che è un pensierino, una battuta, un calembour che non fa ridere, una minchiata che poteva sparare anche vostro zio con la terza media, quello assunto, non si sa per quale assurdo giro, alle Poste Italiane. 

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Bergoglio, in tal senso, è esattamente un uomo del suo tempo. Come un qualunque influencer, si ritrova a essere citato ovunque senza aver detto niente di rilevante, in ragione del suo mero esistere e ricoprire un ruolo. 

Ha ragione Benigni, sicuramente potrebbe candidarsi in politica essendo anche lui uno sprovveduto che ce l’ha fatta. Anzi, scomparsa Chiara Ferragni, probabilmente, ci resta solo lui. 

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni)

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