Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

IL FOLLE MONDO IN CUI MIA KHALIFA DÀ CONSIGLI SUL MATRIMONIO (di Matteo Fais) 

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Nel mondo in cui si stiamo vivendo, dal punto di vista del popolo ignorante, ogni autorità è caduta, ma non nel senso che – come dovrebbe essere  – essa è stata posta in discussione, interrogata, giustamente non considerata come un ipse dixit. No, a questo punto, su qualsiasi faccenda, uno vale l’altroanything goes, per dirla secondo il mondo anglofono.

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Persino Mia Khalifa, l’ex pornostar, oramai, non solo è autorizzata ad avanzare la propria posizione, ma c’è molta più gente che pende dalle sue labbra – pende, non gocciola – che da quelle di un Ratzinger o un qualunque pensatore di rilievo.

Durante l’estate, è venuto fuori un video in cui la ragazza, convintasi, dato il seguito, di essere una maître à penser, pontifica sul matrimonio, forte dei tre che ha alle spalle, malgrado la giovane età. 

Dalla sua prospettiva, un simile gesto è poco più di un atto burocratico che consiste nel firmare qualche scartoffia di natura legale, dunque una scelta facilmente revocabile alla prima infelicità. Esattamente come, guardando un altro video, sostiene che “man are cheap and easy”, perché ha sempre avuto ogni uomo che desiderava – senza neppure capire che è riuscita unicamente a portarlo a letto, non ad averlo, non a fargli superare la prospettiva che lei facesse fondamentalmente la puttana prima di incontrarlo.

Naturalmente, il matrimonio non è niente di ciò che questa giovane donna, con un chilometrico curriculum alle spalle – e sul frontale -, pensa nella imbarazzante superficialità delle sue idee. Come fa dire Andre Dubus a uno dei suoi personaggi, in Non abitiamo più qui, già solo parlando del sesso: “aver aperto le gambe, per me, è una promessa”.

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Andre Dubus, Non abitiamo più qui, Mattioli 1885.

Infatti, il vero problema inizia molto prima della compromissione matrimoniale, oggi affrontata con intollerabile leggerezza. La convinzione diffusa, che un rapporto di una sera possa essere vissuto come fosse senza conseguenze, è una pietosa illusione del nostro tempo. 

Cosa succederebbe se la persona con cui hai condiviso le lenzuola fosse in punto di morte? Solo un animale potrebbe considerare, nella oscura luce della fine, una scopata come una semplice scopata. Davvero, l’estrema e terrificante possibilità del suo dolore non risveglierebbe niente dentro? Vedere il soggetto in questione riverso su un letto, immaginando il cancro e le sue metastasi che lo consumano dall’interno, siamo sicuri che ciò non smuoverebbe niente nel nostro animo?

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Il dolore avvicina tanto quanto il piacere. Ed è folle ritenere, anche per un uomo dotato di una minima sensibilità, che entrare carnalmente in una persona susciti il medesimo effetto dello stringergli la mano in un incontro di mezzo minuto. Solo uno psicopatico potrebbe pensare al corpo dell’altro come differente da lui/lei, in luogo della manifestazione materiale della sua essenza, un qualcosa entro cui si può transitare senza un seguito. Senza voler difendere la monogamia – che è folle -, il sesso non potrà mai essere un qualcosa da fare tanto per fare, se non nell’illusione di un mondo che vorrebbe convincerci dell’inutilità delle nostre esistenze, del nostro essere nel mondo, con tutto ciò che di traumatico ad esso si accompagna.

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La donna che penetro, quella a cui vengo in bocca, quando improvvisamente mi fissa negli occhi, con il mio cazzo tra le cosce o tra le labbra, afferma l’esistenza di una libertà, di un mistero, di un abisso che sempre mi resterà almeno in parte estraneo, ma è, di cui posso scorgere o figurarmi il patimento e il terrore al cospetto dell’orrore del trapasso.

Il matrimonio non è per tutti, questo è poco ma sicuro. È il caso di pensarci mille volte e, solo allora, lanciarsi nell’avventura, tentare il folle volo della comunione delle anime. Se lo si deve vivere come un qualcosa di immediatamente reversibile, come suggerisce Mia Khalifa, meglio davvero dedicarsi alla pornografia.

Matteo Fais 

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi. Di recente, ha iniziato a tenere una rubrica su Radio Radio, durante la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana, intitolata “Il Detonatore”, in cui stronca un testo a settimana.

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