Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

INCEL E FEMMINISTE, ORAMAI, SONO DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA (di Clara Carluccio)

incel

PREMESSA: quanto segue non vuole costituire minimamente un attacco all’intera galassia della Manosphera. Bisogna, però, naturalmente, tenere ferma la linea di demarcazione tra chi desidera semplicemente analizzare la dialettica delle interazioni tra i sessi e chi si è costruito una sorta di falsa coscienza del proprio disagio, mascherandola da filosofia pura. In sostanza, la critica è rivolta a una certa parte di follower e partecipanti che, alla dovuta attenzione antropologica, fanno seguire una preoccupante espressione di psicopatia.

“Vedo la gente morta” sospira il bambino del film Il sesto senso. “Vedo le donne scopare” guaiscono certi Incel. I celibi involontari, il sabato sera, proiettano sul muro della loro mente manicomiale il film sui sabba in cui, tutte le femmine del mondo, si radunano in discoteca per accoppiarsi – loro dicono al bagno – con una ristretta parte del genere maschile, i cosiddetti Chad o Tommy. Terminato il brutale e truculento rituale ipergamico – dicesi ipergamia il ricercare persone più belle di sé -, queste brinderebbero alla faccia degli esclusi, in un paranoide recital immaginario. 

Ecco uno spaccato del loro pensiero, con un post che ripropongono settimanalmente, nei loro gruppi, praticamente ogni weekend: “Oggi sarà sabato sera e le donne già si stanno preparando per i chad. Ricordate che la ragazza che vi piace, anche quella col visetto d’angelo, questa sera si farà sfondare da uno slayer alto 1,90 x 90 kg con cazzone da 20, dentro un cesso lurido di una discoteca. Il 90% delle donne stasera scoperà o con lo slayer appena conosciuto o col proprio ragazzo (ovviamente bello), questo lo fanno dai 15/16 anni […] Ricordate che se non avete fatto esperienze prima dei 20 anni avrete sempre dei rimpianti, una psiche danneggiata, non sarete mai normali. Chi pensa che non sia finita è un povero illuso”.

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Il resto della settimana, invece, seguono lo sceneggiato Matrimonio a prima vista in cui si istruiscono a processare la bellezza altrui, con assegnazione di voto, sulla base di fenotipo e dimensione del cranio, affinché tutti imparino ad abbinarsi con il proprio pari estetico. Il tre deve andare con il tre, il cinque con il cinque, in una sorta di stringente logica di burocratizzazione della sessualità. Come se l’amore fosse un concorso di bellezza e non un processo in cui l’attrazione si muove secondo percorsi imperscrutabili – per cui, si può amare anche uno meno bello, magari perché si scorgono in lui caratteristiche altre che esulano dalla mera gradevolezza estetica.

Individuando nella libertà sessuale la principale fonte del loro isolamento, auspicano l’intervento dello Stato, a mezzo di una pedagogia prossima al lavaggio del cervello, affinché le NPNon Persone, sigla con cui hanno etichettato le donne, si redistribuiscano o vengano forzatamente spartite tra il genere maschile. 

Individui con grossi problemi relazionali giustificano la loro personalità fallimentare dietro ideologie maschiliste e dittatoriali, atte a considerare ogni donna come una poppante da educare – oltre che una spregevole baldracca. L’apprendistato consiste nel farsi piacere uomini precedentemente scartati da tutte le altre, per i più svariati motivi: timidezza eccessiva e gravemente inibente, difficoltà a sostenere lo sguardo altrui o una qualsiasi conversazione, balbuzie, nervosismo, insicurezza, oppure, cosa peggiore di tutte, codardia. Codardia di chi parla a metà, codardia di chi non si fa carico delle proprie azioni e opinioni, codardia di chi riversa le colpe sempre e solo altrove. Però, il problema è la troppa libertà delle donne! Credeteci!

Discorsi deliranti anche sul versante femminista, da cui le boldriniane cercano di convincere la società che “ogni donna è bella così com’è”, dall’obesa prossima al collasso all’anoressica di 30 chili con le ossa semi polverizzate.

Se, per Totò, è la morte a livellare l’umanità, per le suffragette del ridicolo anche una Anna Mazzamauro – la signorina Silvani dei film di Fantozzidiventa una pari estetica di Adriana Lima.

Altrettanto agghiacciante è la teoria per cui ogni uomo sarebbe un potenziale stupratore. Come per i sabba troieggianti del fine settimana vagheggiati dagli incel, esisterebbe un vero e proprio culto della violenza di genere che vedrebbe gli adepti del testosterone andare in giro con, sottobraccio, la Bibbia delle sevizie da praticare su ogni donna in circolazione.

Incel e femministe vogliono farci credere che, quel desiderio profondo, oscuro, irrazionale che ci compenetra e spinge verso una persona anziché un’altra, sia unicamente frutto di un condizionamento sociale che va estirpato e riplasmato a colpi di proibizioni. Esigono di indirizzare l’attrazione verso soggetti prestabiliti da loro. 

Peccato che, tra i decerebrati che appoggiano questa ambizione, non ce ne sia uno – o una – che compia davvero il sacrificio di essere obbligatoriamente assegnato a una persona indesiderata agli altri. Tutti tuonano contro la libertà individuale, ma nessuno se ne lascia privare per fondare la società che sogna

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È fondamentale capire che è in circolazione una preoccupante quantità di soggetti psichiatricamente esplosivi e danneggiati. Queste ideologie diventano il disperato pretesto per giustificare le proprie anomalie mentali e comportamentali, aggravandole inevitabilmente. 

Il tratto comune e veramente maniacale tra femministe e incel sta in un tentativo di disciplinare la libertà sessuale arrivando al controllo, qualcosa di molto simile a uno scenario distopico, a metà tra Il Mondo Nuovo e 1984, in cui l’erotismo non può più esplicitarsi senza vincoli, con il solo limite di non ledere l’integrità fisica altrui – uno pretende che alle donne debbano piacere tutti gli uomini, le altre vorrebbero imporre di trovare attraente qualsiasi femmina sul pianeta.

Chiunque sia ancora dotato di un minimo di raziocinio, uomo o donna che sia, prenda assolutamente le distanze da certi movimenti, gruppi o fenomeni, se non vuole finire a vaneggiare di stupri e ipergamia.

Clara Carluccio 

Un commento su “INCEL E FEMMINISTE, ORAMAI, SONO DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA (di Clara Carluccio)

  1. Il discorso è molto generalizzato, ci sono incel che non sono misogini, io sono incel perché faccio schifo, ma per questo non odio le donne ma credo fortemente nella redpill, non tutti i redpillati sono incel, anzi. Purtroppo nella comunità redpill ci sono molti malati di mente misogini che rovinano la reputazione dei redpillati giustificando l’idea delle nazi-femministe che la redpill sia misoginia. La redpill non ha nulla a che fare con la misoginia, redpill non c’entra nulla con essere incel.

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