Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

FALSE “BENEDIZIONI” AI VIP – QUEL QUALCOSA CHE NON TORNA… NEGLI ITALIANI (di Matteo Fais)

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L’Italia possiede un primato a livello europeo, quello del paraculismo. Siamo una Nazione che si presenta ogni volta vergine sul letto nuziale, ma col didietro sfondato. Fuor di metafora, ricorderete tutti i vip che, via social, incitavano il popolo a barricarsi ognuno dentro la propria dimora, in fede al principio del “Io resto a casa”? Sono gli stessi che, dopo, si facevano i selfie freschi di vaccino. La gente se l’era bevuta, ma poi…

Poi, insomma, sono saltati fuori casi come quello della cantante Madame, o della tennista Camila Giorgi, che avrebbero ricevuto false punture – forse neppure queste –, ottenendo così il green pass, grazie a un medico compiacente. E chi non ha sentito parlare, in quel periodo, di dottori e farmacisti che avrebbero accettato qualche banconota da cento in cambio di far figurare un’inoculazione mai avvenuta!

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Del caso in sé, ce ne frega tanto quanto. La magistratura farà il suo corso – ahahahahah non vi viene da ridere? Il punto è un altro. Ciò che risulta interessante è vedere come la gente si sia fidata ciecamente della gigantesca macchina che andava dal mondo politico a quello dello spettacolo, quel “Tutti uniti per sconfiggere la pandemia” al grido di “Andrà tutto bene”.

È curiosa, a volte, l’ingenuità manifestata dagli Italiani. Nel Paese dove, se inviti a cena un amico, quando vai a pisciare, ti porti a presso il portafogli e tendi un orecchio per cercare di capire che, nel mentre, lui non stia cercando di sedurre tua moglie, tutti sembrano prestar fede a cantanti e cantantoruccoli, i quali, se si azzardassero ad andare contro il sistema, finirebbero di lavorare dall’oggi al domani.

Il fatto è che il popolo, sovente, non è solo ingannato, ma proprio alla ricerca di qualcuno che lo circuisca nel migliore dei modi possibili, per sollevarlo da ogni ansia. Va da sé che è un po’ come andare a chiedere ai 4 amici che si scopano tua moglie, se lei ti tradisce. Sì, ecco, delle volte ci piace proprio fidarci di coloro ai quali sappiamo di non dover dare credito.

È uno strambo meccanismo psicologico, ma diffusissimo, e gli Italiani ci cascano sempre. Difficile trovare qualcuno a cui venga il dubbio di essere stato preso per i fondelli. Non per niente, abbiamo avuto Wanna Marchi e una classe politica da sempre degna del popolo che l’aveva eletta.

E no, tra i vaccinisti invasati e i “Io credo nella scienza”, non uno che abbia mai voluto ammettere, almeno in via ipotetica, che molti di quelli famosi abbiano fatto unicamente finta di porgere il braccio alla amorevole attenzione statale, perché così gli era stato imposto di fare. No, loro hanno creduto ai selfie con cerotto di ogni singola ugola canterina, o influencer con mascherina Dolce&Gabbana.

Similmente, a nessuno è sorto l’interrogativo del perché ci voglia un anno per farsi una tac, in caso di sospetto cancro, ma ci si possa vaccinare anche a mezzanotte, in una fiera aperta al pubblico. Eppure, si parla di domande a cui poteva avere accesso anche la mente più semplice. Ma niente, chi sollevava la questione era un complottista.

Certo, di rado si sono trovate le prove – ma, del resto, con tutto quel che è successo in Italia, le abbiamo mai trovate? Eppure, ogni tanto, qualcosa salta fuori, qualcosa che dovrebbe far riflettere, mettere la pulce nell’orecchio, punzecchiare la coscienza.

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La situazione ricorda da vicino quello sketch di Massimo Troisi, in cui il comico napoletano confessava a Pippo Baudo che lui avrebbe voluto Andreotti come padre, perché, se in Italia è successo di tutto, lui non si è mai accorto di niente, mentre il suo di genitore, se lui portava a casa una ragazza, sentiva l’odore, trovava persino un capello per terra.

Il fatto è che, se Andreotti poteva avere tutto l’interesse a non vedere certe cose – come del resto tanti hanno avuto la volontà a chiudere un occhio per ciò che avveniva dietro la luminosa Bandiera Rossa – bisogna essere proprio dei coglioni per far finta di niente quando la cosa ci riguarda da vicino. Viviamo indubbiamente nel più strano dei paesi possibili!

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi. Di recente, ha iniziato a tenere una rubrica su Radio Radio, durante la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana, intitolata “Il Detonatore”, in cui stronca un testo a settimana.

Un commento su “FALSE “BENEDIZIONI” AI VIP – QUEL QUALCOSA CHE NON TORNA… NEGLI ITALIANI (di Matteo Fais)

  1. Benvenuti nell’ obsolescenza programmata ; discorsi, fatti e circostanze di un paio di anni fa sono già merda secca. Comunque sono d’accordo sul discorso dei vips, del resto già dal Rinascimento gli artisti venivano coccolati e stipendiati dal potere. L’ unica differenza è che ci hanno lasciato capolavori, questi qui praticamente lanugine ombelicale.

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