Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

I SOCIAL SONO UN MALE SOLO PERCHÉ NOI SIAMO IL MALE (di Matteo Fais)

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Alla gente piace da sempre raccontarsi la favoletta di un mondo malvagio in cui tutto è corrotto… Tutto tranne loro. Come se il mondo non fosse la somma di ciò che scelgono di fare le singole persone e lo specchio di queste.

I social non fanno eccezione. Lo schifo che in essi si deposita e pullula è, fuor di dubbio, la tragica fotografia di ciò che siamo. Il mondo della Ferragni esiste non perché c’è, come racconta il complottismo più idiota, un qualche ebreo – un classico –  brutto, cattivo e nasone che ci odia e vorrebbe disintegrare l’Occidente integerrimo, ma perché le persone lo amano, lo supportano e perpetuano felicemente.

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Con zero like, la donna senza qualità e il maritino smaltato tornerebbero a essere ciò che sono, esempi perfetti del nulla. Il problema è che loro sono l’immagine per antonomasia di ciò che la maggior parte vorrebbe essere, un colossale successo senza meriti. Ognuna di quelle persone che supporta la loro attività, con le proprie volontarie interazioni, porta sulle sue spalle la responsabilità di tutto questo schifo. I responsabili sono intorno a noi.

Eppure, questo è bene sottolinearlo, ci sarebbero, sempre in quegli spazi, soggetti che propongono contenuti di livello. Il fatto è che, pur essendo gratuitamente accessibili, non hanno la stessa diffusione – e un falso mito che l’accesso gratuito scateni la voglia di sapere nelle persone. La massa se ne disinteressa, malgrado contemporaneamente lamenti l’insignificanza di tutti i fenomeni mainstream.

È, infatti, sempre curioso notare come, pure i più grandi e indignati critici dei fenomeni estemporanei e frivoli, da Selvaggia Lucarelli alla cosiddetta Professoressa del Corsivo, siano ben felici di leggere un articolo in cui si motteggia questi, ma poco propensi a disporsi in ascolto se gli si suggerisce una qualche scrittore ignoto di grande valore.

In verità, insomma, la gente ama tantissimo lamentarsi, ma manca del momento della pars costruens, della voglia di edificare un’alternativa. Eppure, sarebbe possibile – oltre che auspicabile. Basterebbe, anche solo per protesta, acquistare per ogni Elisa Esposito, Alessia Lanza e Tina Cipollari, un Edward Allen, Jim Nichols, Andre Dubus, Holly Goddard Jones – se questi nomi non vi dicono niente, chiedetevi perché.

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Invece Facebook continua a essere il trionfo del meme stupido e del gattino melenso che fa venire voglia di annegarlo, mentre Instagram è il regno dei morti di fica che mettono like a tutte, quelle con 100 chili di sovrappeso come a alle disagiate con un grammo di scheletrico culo di fuori e i capelli viola.

Davvero, non è colpa di Zuckerberg. Anzi, chiunque abbia un po’ di cervello dovrebbe ringraziarlo perché involontariamente ci ha fornito l’ennesima prova di cosa sia l’umanità realmente, un insieme ancora decisamente infimo, dagli istinti basilari e il gusto discutibile. Basta guardare da vicino per rendersene conto. È sotto gli occhi di tutti.

Matteo Fais

Canale Telegram di Matteo Fais: https://t.me/matteofais

Instagram: http://www.instagram.com/matteofais81

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi. Di recente, ha iniziato a tenere una rubrica su Radio Radio, durante la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana, intitolata “Il Detonatore”, in cui stronca un testo a settimana.

2 commenti su “I SOCIAL SONO UN MALE SOLO PERCHÉ NOI SIAMO IL MALE (di Matteo Fais)

  1. come descrivi tu la realtà non lo fa nessuno, è spettacolare leggere i tuoi articoli. Pungenti, concreti.. li adoro. Menomale che ancora qualcuno che la pensa come te, come noi, esista. Certo che però le nostre vite sarebbero molto più semplici se fossimo animali semplici come sti tizi, come il 95% della popolazione mondiale ha dimotrato di essere. Ad ogni modo pare che l’Italia, al di la del fatto che tutto il mondo sia un letamaio ormai, sia un caso unico di bassezza e nullità. L’apoteosi del rovescio dei valori, della stupidità, della vanagloria

  2. Una che riesce a vendere una bottiglietta d’acqua a trecento euro conosce segreti ignoti pure a Wanna Marchi. Comunque se c’è gente che glieli dà cazzi loro, almeno si crea gettito per i miei periodi di NASPI 😁

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