Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

È LA FINE DEL BAR (di Andrea Sartori)

La maggioranza degli uomini è vigliacca e sadica. E lo è, purtroppo, anche la stragrande maggioranza dei commercianti per i quali ci siamo sbattuti nell’era Conte. In loro difesa, il sottoscritto si è preso una multa e si è fatto licenziare da “L’Informatore Vigevanese”.

Per capirci, a novembre sono stato convocato in commissariato, a Vigevano, su soffiata di un collega giornalista, per aver partecipato ad una “manifestazione non autorizzata”, a favore dei commercianti, contro le chiusure disposte da Conte. Lo rifarei? La risposta è nella vicenda che vi sto per raccontare.

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La mattina del 5 agosto, ultimo giorno prima dell’entrata in vigore delle Leggi Draghistissime, mi siedo al tavolino esterno di un bar di Gambolò per imbustare alcune copie da spedire del mio romanzo. Nel mentre, sento il gestore del bar che, con compiacimento, dice ad un avventore: “Da domani, entra in vigore il green pass”. Si percepiva nella sua voce la soddisfazione all’idea di apprendere il cartello “vietato l’ingresso ai cani e ai non vaccinati”.

Per un po’ io, futuro “ebreo”, cerco di tacere e trattenermi. Poi, a furia di sentir parlare di green pass, non resisto. “Quindi domani metterà il green pass. E non si vergogna?”. Questo borbotta qualcosa tipo “ma è una disposizione del Governo”.

Vede”, gli replico io, “mio nonno era un fascista. Uno convinto che, durante il Biennio Rosso, usava il manganello e l’olio di ricino, un amico personale di Cesare Forni. Aveva fatto la Marcia su Roma. Però, nel 1944, imboscò nella sua cascina una coppia di ebrei. Gli arrivarono i tedeschi in casa. Il Governo che lui aveva sostenuto era stato chiaro sulle Leggi Razziali”. Lui non capisce dove voglio arrivare, e mi parla del suo orticello. “Io rischio la multa”. “Mio nonno rischiava la fucilazione. Faccia lei”.

Intendiamoci: comprendo chi ha paura per la propria attività. Quello che mi aveva irritato era il tono compiaciuto del barista. Avesse detto “purtroppo ci sarà questa disposizione assurda, ma vedremo di metterci una pezza”, sarebbe stato molto diverso.

Io, comunque, imbusto i libri e vado a pagare. Tra l’altro, una brioche muffa me la fa pagare un euro e venti. E subito scatta rabbioso: “la mascherina” – per inciso, lui non la portava. Con uno sguardo di compatimento mi congedo così: “Ci rivedremo quando questo bar sarà in mano ai cinesi. Non creda che la sua obbedienza canina la salverà”.

Ecco, questi sono i commercianti per i quali ci siamo battuti. Come il proprietario del “Tasca” di Milano che intima ai non vaccinati di “fottersi”. La questione green pass va oltre la semplice faccenda sanitaria, i vaccinati o i non vaccinati. Questa è lo scalino subito dopo la mascherina. Abbiamo tutti più o meno ceduto alla museruola di regime, quantomeno per fare la spesa. Ora c’è l’upgrade. Dopo il green pass, avremo il lockdown per i non vaccinati. E dopo cosa? I lager? Le deportazioni? Fucilazioni di massa?

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Perché il discorso è questo: dire sì ad un potere tirannico, sperando che si fermi, è un’illusione. Winston Churchill sosteneva che era come nutrire il coccodrillo sperando di essere gli ultimi a venir mangiati. Ecco perché è necessario dire basta, perché è stata passata una linea rossa.

E i commercianti che si adegueranno a questa misura sperando di salvarsi, o addirittura godendo come questo barista, non si illudano. Draghi è lì per liquidare le piccole e medie imprese, mettendo magari, al posto del baretto, uno Starbuck’s. Ma forse, viste le reazioni, se lo meritano.

Andrea Sartori

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L’AUTORE

Andrea Sartori è nato a Vigevano il 20 febbraio 1977. Laureato in Lettere Antiche presso l’Università degli Studi di Pavia. Ha vissuto a Mosca dal 2015 al 2019 insegnando italiano e collaborando con l’Università Sechenov. Attualmente collabora presso il settimanale “L’Informatore Vigevanese”. Ha pubblicato con IBUC i romanzi Dionisie. La prima inchiesta di Timandro il Cane (2016) e L’Oscura Fabbrica del Duomo (2019) e, con Amazon, Maria. L’Eterno Femminino (2020)

2 commenti su “È LA FINE DEL BAR (di Andrea Sartori)

  1. È veramente una vergogna che ci possano essere omuncoli bastardi di questo genere
    ……. purtroppo la storia si ripete!!!!!!!!!😡

  2. Andrea Sartori, ti ammiro tantissimo per il tuo coraggio.
    I Geni del tuo trisavolo albergano in Te.
    Grazie per quello che fai per tutti noi.🔝❤

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