Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’EDITORIALE – CRONACHE DAL FUTURO DISTOPICO CHE CI ATTENDE (di Belinda Bruni e Massimo Selis)

ITALIA 2022: tutto il mondo è un set

Ore 7:30, la sveglia del cellulare mi dà il buongiorno. Perché in fondo è un buongiorno: la prima Pasqua in cui si torna davvero a lavorare.

Finisco la mia colazione, caffè doppio e pane con il miele, c’è bisogno di energia per arrivare a stasera.

L’aria è fresca fuori, ma è una bella giornata. Mi vesto leggero, mi allaccio le scarpe sportive.

Una sola cosa prima di uscire: il tampone salivare. Lo chiamo così perché l’acronimo inglese non sono mai riuscito a memorizzarlo. Metto la bacchetta sotto la lingua, aspetto tre minuti, il dispositivo elettronico collegato allo smartphone mi invia il risultato con data e ora: verde, posso uscire.

ACQUISTA il nuovo romanzo di Matteo Fais, Le regole dell’estinzione, Castelvecchi.
AMAZON: https://www.amazon.it/regole-dellestinzione-Matteo-Fais/dp/8832828979/
IBS: https://www.ibs.it/regole-dell-estinzione-libro-matteo-fais/e/9788832828979

Del resto, mio fratello, che fa lo scenografo nel cinema, me lo diceva da oltre un anno. Lui sì che non si è mai fermato, anzi spesso doveva rifiutare dei lavori. Già un anno fa, gli capitava di fare tre tamponi a settimana sui set.

«È normale» mi diceva, «ti abitui in fretta e puoi lavorare».

Oggi è così per tutti, anzi è anche meglio. Chissà perché non ci avevamo pensato prima.

Ore 10:30 arrivo al ristorante, sono il primo, sono il proprietario. Devo controllare tutti i miei dipendenti prima che entrino al lavoro. Routine quotidiana, un po’ noiosa. Pass verde, puoi entrare. Altrimenti a casa, in malattia, e devo correre a cercare un sostituto. E poi così, a pranzo e cena, con i clienti. Pass verde, puoi entrare, non ammetto eccezioni e non ho mai avuto un problema. Certo non ho più le serate di pienone come un tempo, ma almeno si lavora e in sicurezza.

ITALIA 2025: uno sciocco è per sempre

Ore 7:30, la sveglia suona, comincia un nuovo giorno. Un altro giorno uguale a ogni giorno. Faccio il tampone salivare dopo aver lavato i denti. Pass verde, posso uscire.

Ore 10:30, arrivo al lavoro. Non è più un ristorante e non sono più il proprietario: sono il semplice gestore di un franchising di cibo da asporto. Facciamo menù per tutte le esigenze: mediterranei, orientali, vegani. Una enorme cucina e una lunga finestra che dà sull’esterno, dove i clienti possono ordinare i loro menù. In fila, distanziati e con mascherina. Anche oggi chiedo il pass a tutti, ma non vedo più entrare i clienti. Siamo noi che entriamo a casa loro con il nostro cibo.

I miei colleghi hanno fatto tutti la stessa fine, magra consolazione certo. Non si va più al ristorante. “Attività non necessaria” ci hanno detto. È pericoloso abbassare la mascherina in pubblico.

I sacrifici per lavorare in sicurezza non sono bastati, sembra che non bastino mai.

Chissà perché mio fratello, però, ancora non salta un set.

CONTRIBUISCI ANCHE TU A SUPPORTARE IL NOSTRO GIORNALE
Caro amico lettore, come potrai immaginare, dietro questo blog ci sono diverse persone che collaborano agli articoli che tu quotidianamente leggi. Se desideri supportare la nostra attività, ti saremmo grati se volessi dare il tuo sostegno all’Iban IT53E3608105138290082390113. L’intestatario è Matteo Fais. Grazie di cuore, La Redazione.

Quella strana cosa di mettere in fila gli eventi e unirli con nessi causali e consequenziali, quella strana cosa chiamata logica, che apre le porte alla lungimiranza, è già oggi “attività non necessaria”. Perché, allora, insistere con tale sforzo venendo additati con i più fantasiosi epiteti quando si può navigare tranquilli nelle acque del non senso, della illogicità emotiva, del nuovo “Principio di Contraddizione”?

La nuova società corre molto veloce. È vero, spesso non facciamo in tempo a ipotizzare scenari futuri che già sono pronti a palesarsi. La lungimiranza non basta più da sola, se non è supportata da braccia e gambe che ostacolano questo nemico per riscrivere le storie del futuro.

Davanti ad un attacco così forte all’Umanità ci si alza in piedi e si esce allo scoperto.

Prima che la Vita stessa diventi “attività non necessaria”.

Belinda Bruni e Massimo Selis

GLI AUTORI

Massimo Selis e Belinda Bruni, incontratisi nel 1998 fra le grigie mura della Facoltà di Psicologia a Roma, hanno comunque deciso di vivere assieme e di generare nuova vita su questa terra. Consapevoli di tanto azzardo, negli anni si sono occupati di educazione e di promozione alla lettura per i ragazzi. Lui però non ha rinunciato alla sua prima vocazione di muoversi anche nel “territorio nemico” del cinema, dove confida ancora di poter dire la sua. Pubblicazioni sono apparse su: Quaderni della Sapienza (edizioni Irfan), la rivista d’arte Dionysos (edizioni Tabula Fati), Il Centuplo, Ad Maiora Media, L’intellettuale Dissidente, Culturelite e Il Pensiero Forte.

2 commenti su “L’EDITORIALE – CRONACHE DAL FUTURO DISTOPICO CHE CI ATTENDE (di Belinda Bruni e Massimo Selis)

  1. Grazie per la vostra lucida consapevolezza e per il vostro impegno nel cercare di salvare ciò che ancora di umano sopravvive in noi.

  2. Onorata di averti tra le mie amicizie Belinda..la segregazione ha avuto almeno il risvolto positivo di farmi conoscere persone meravigliose come te. Grazie per quello che fai, per dar voce ai miei sentimenti e pensieri, per l’impegno a salvare l’umanità da questo scempio immane.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.