Il Detonatore

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L’EDITORIALE – BUONA FESTA DELLA DONNA A QUELLE CHE, COME ME, NON HANNO BISOGNO DEL FEMMINISMO (di Clara Carluccio)

Se festeggio l’8 marzo è solo per avere un occasione di riunirmi con amiche che non vedo da tempo, farmi regalare fiori – sempre graditi –, e sfogare qualche insoddisfazione col sesso forte. Sì, io lo chiamo ancora così, non perché le donne siano inferiori, semplicemente trovo l’elemento della forza più confacente al maschio. Ma se l’uomo è, anzi, era, il sesso della virilità, la donna è quello della bellezza, dell’ospitalità, della dolcezza, della sensualità – anzi, era.

Non si tratta di una bellezza esteriore, che può esserci oppure no, ma di una capacità di armonizzare, rendere gradevole sé stessa e chi le sta vicino. Il potere procreativo, non solo fisico ma anche mentale, di prendere l’energia maschile e indirizzarla verso uno scopo.

C’è un bipolarismo ideologico che si contende le donne di oggi, spingendole verso uno o l’altro estremo, danneggiandole in entrambi i casi. Da una parte, il modello Barbie, esaltazione dell’artificio estetico, con migliaia di giovinette possedute dall’anima vuota e mediocre di Chiara Ferragni. Dall’altra, la donna sciatta, volgare, orgogliosa dei suoi shorts che scoprono i glutei, quella che urla per strada, che vede nella defecazione in luogo pubblico la sua massima espressione di libertà dal patriarcato.

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Che poi, questo benedetto patriarcato! Se ne poteva parlare un secolo fa, ma oggi le donne dovrebbero imparare a ragionare con il proprio rimasuglio di cervello e, soprattutto, cercare un confronto serio e leale con il mondo maschile, invece di ripetere a pappagallo slogan preconfezionati che hanno il solo scopo di accrescere l’odio tra i sessi. Vedrebbero così la degradante realtà di cui si sono rese complici, ma soprattutto, le ingiustizie di cui sono vittime anche gli uomini.

Se una donna vuole criticare un uomo, pur avendo tutte le sue condivisibili ragioni, dovrebbe quanto meno evitare di fare la pornostar sui social, fotografarsi décolleté e lato b, prostituirsi in discoteca in cambio di ricariche del cellulare e vestiti, farsi video dove si masturba per poi inviarli agli amici. Non serve a niente fingere una mentalità aperta, niente regole, niente aspettative, niente gelosie, “sempre libera degg’io folleggiar di gioia in gioia” come recita La Traviata, o elencare con orgoglio la lista di uomini con cui si è state, salvo poi mostrare chiari segni di squilibrio psichico, comprandosi un chihuahua da portare a spasso dentro un passeggino per bambini veri. Ecco gli effetti di Sex and the City! Almeno Violetta Valery, alla fine, torna ad amare e si dà a un solo, morendo tra le sue braccia. Oggigiorno, anche il più primitivo degli uomini, di fronte ad una cubista, mantiene più decoro di una donna che assiste allo spogliarello dell’8 marzo.

“Ringraziate che ci battiamo per l’uguaglianza e non per la vendetta”. Se una donna perseguita un uomo, e lo aggredisce gettandogli dell’acido in faccia, si fa al massimo 5 anni di domiciliari, un maschio se ne becca 20 di galera. Questa è uguaglianza? Persino le psicologhe, di dubbia serietà professionale, prendono le difese della stalker, più che dell’uomo che accusa terrore, insonnia, incubi.

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Inoltre, mai dimenticare la valenza politica del femminismo attuale. Quando Melania Trump, la “escort”, è stata insultata, quale femminista ha preso le sue difese? E per la “scrofa pescivendola” Giorgia Meloni? E per Francesca Totolo ed Enrica Perucchietti? Le minacce di morte non valgono per quelle che non si piegano al pensiero dominante? Per Pamela Mastropietro e Desire Mariottini, le ragazzine stuprate, uccise e fatte a pezzi da due extracomunitari di colore, il contatore dei femminicidi non è mai scattato, per loro nessun politico si è inginocchiato.

Stella Bertucci, licenziata e abbandonata dallo Stato dopo aver avuto un figlio. Mi raccomando, però, lottiamo per l’aborto e il diritto al mestruo, e buona festa della donna.

Clara Carluccio

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