Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

GIUSTIZIOPOLI: UNA SCOPERTA TARDIVA (di Franco Marino)

Diversi anni fa subii una truffa molto importante, attorno ai 6000 euro. Una cifra che credetti di spendere per una giusta causa e che mi fu invece sottratta da un programmatore senza scrupoli che decise di intascarsela e di smettere totalmente di rispondere ai miei messaggi. Quando decisi di denunciarlo, l’avvocato mi disse, contro il suo interesse, che sarebbe stato semplicemente tempo perso. E che anzi, per come aveva organizzato la cosa – e per come mi ero mosso io – avrei corso addirittura il rischio di perderla e di dover pagare i danni al truffatore. Se per assurdo, oggi un giudice si destasse e mi desse ragione, facendomi tornare indietro quei soldi, sicuramente non li rifiuterei perchè comunque mi tornerebbero utili. Ma il danno morale e materiale provocato è irreversibile e non potrebbe essere compensato nemmeno da un risarcimento che equivalesse al doppio. Tanto che ho deciso di dimenticarmelo e persino di rinunciare ad augurare al gaglioffo di spendere quei soldi in medicine. Che tra l’altro, si dice dalle mie parti, chi augura il male agli altri, rischia di trovarsi il suo dietro la sua porta.

E’ con questo spirito che assisto alle rivelazioni che da circa un paio di anni saltano fuori sulla sporcizia morale e materiale della magistratura italiana.
Per anni, il commentatore garantista e diffidente verso lo scandalismo giustizialistico, ha scritto circa la dubbia genuinità di certe inchieste e di certe bolle mediatico-giudiziarie, beccandosi querele, convocazioni presso le procure, perquisizioni. Scoprire tardivamente, a danni ormai compiuti, che esistano giudici consapevoli che un individuo abbia agito onestamente e nel rispetto della legge ma che ciò nonostante debbano attaccarlo, venire a sapere che esistano logge massoniche dietro i cerberi della magistratura militante, lascia stupito soltanto chi davvero credeva alla storiella dei giudici sempre imparziali, sempre onesti e sempre orientati verso una perenne palingenesi morale, eroi del Bene contro il Male rappresentato dalla politica. E’ una truffa che va avanti da trent’anni e che non verrà messa in discussione neanche in questa circostanza. Peraltro molto simile a Tangentopoli.
Si identificano qua e là capri espiatori (Palamara, Davigo) illudendo il popolo bue che infilzandoli e mostrandoli al pubblico ludibrio, la magistratura ne uscirà purificata, senza che l’opinione pubblica capisca che, stavolta come allora, il problema non sono i singoli ma il sistema. Malato quello della magistratura come era quello della politica.


Tangentopoli e Giustiziopoli sono fratelli, figli di una stessa madre di poco commendevoli costumi. Ossia una costituzione praticamente identica a quella di Weimar in Germania – con l’unica differenza che il Presidente della Repubblica in Germania era eletto dai cittadini – dunque scritta per un paese uscito sconfitto da una guerra mondiale (la Germania la prima, l’Italia la seconda) i cui punti salienti sono l’impotenza del potere esecutivo e l’indipendenza dei cosiddetti “organi di garanzia” quali la magistratura e, appunto, il capo dello stato. Indipendenti rispetto alla politica interna ma ovviamente infiltrabili dai paesi stranieri. Tanto Tangentopoli nasceva sostanzialmente da un potere esecutivo castrato dalle burocrazie locali quanto Giustiziopoli nasce dall’infantile convinzione che la Politica sia il Male ma per fortuna ci sono i giudici opliti del Bene che interverranno a fare pulizia, senza che nessuno si chieda se essendo i magistrati esseri umani come i politici, non siano anch’essi potenzialmente ricattabili e corruttibili. O semplicemente, anche essendo galantuomini, non siano semplicemente influenzati dalle proprie convinzioni personali, rendendo così la presunta neutralità del giudice un puro miraggio moralistico.


Trattandosi di un sistema disegnato per governare contro il nostro paese, era inevitabile che prima o poi saltassero fuori le contraddizioni. Il problema è che sono emerse “troppo poi”, a danni ormai consumati. Non avevamo bisogno delle rivelazioni di Palamara e neanche di scoprire l’esistenza della cosiddetta Loggia Ungheria, per scoprire che la magistratura è corrotta, così come non avevamo bisogno di Tangentopoli per scoprire che in Italia c’era la corruzione. Tutti i danni che la tardività di queste – sospette – prese di coscienza ha provocato, sono irreversibili. Il paese ha perso influenza geopolitica, ricchezza, sovranità. Oggi più che mai, dopo trent’anni di “magistratocrazia” il paese è più povero e nubi minacciose si addensano all’orizzonte.
Credete davvero che serva a qualcosa scoprire l’ovvio? Come del resto avviene anche col covid, chi voleva capire ha capito sin dal primo momento, chi non vuole capire non capirà mai. Il cornuto che trova sua moglie a letto col suo migliore amico, se non vuole capire di essere cornuto, troverà sempre una scusa per non vedere la realtà. Magari penserà che i due si stanno allenando per un incontro di arti marziali, come in una commedia di Carlo Verdone.


Il problema di ora è come mettervi riparo. E, almeno da questo punto di vista, nella sua impossibilità realizzativa – perchè si tratterebbe di mettere d’accordo l’intera classe politica – la soluzione è molto semplice. Si chiama presidenzialismo. Si chiama magistratura sottoposta al potere politico come in tutti i paesi democratici.
La magistratura, quando formalmente indipendente, lo è solo nella misura in cui viene rapportata col potere politico locale. Ma nulla garantisce che non sia infiltrabile dai servizi segreti dei paesi stranieri e, specialmente in riguardo alla nostra giustizia, la convinzione di tutti – e, per quel poco che può contare, anche la mia – è che i magistrati siano sovente stati, più o meno consapevolmente, manovrati dai servizi segreti di paesi stranieri.
Tutti i paesi realmente sovrani, Stati Uniti, Russia, Francia, Turchia, Israele, Gran Bretagna, Svezia, hanno magistrature che, per un verso o per l’altro, direttamente o indirettamente, rispondono alla maggioranza parlamentare quando addirittura non al potere esecutivo di ogni azione.
Le istituzioni politiche italiane sono invece, da decenni, sotto il ricatto costante della magistratura. Che può inquisire ad orologeria questo o quel politico, scatenare scandali mediatici, decidere la decadenza di questo o di quel funzionario pubblico, in un sistema che ovviamente adegua le scelte più strategiche della politica ai desideri di quei poteri che eterodirigono la magistratura.

Se non si corregge questo punto, è assolutamente inutile indignarsi per Palamara o per le varie logge che animano le correnti della non giustizia italiana.
Come sarebbe inutile ricevere un risarcimento di 6000 euro per una truffa che di danni me ne ha provocati molti di più.

FRANCO MARINO

6 commenti su “GIUSTIZIOPOLI: UNA SCOPERTA TARDIVA (di Franco Marino)

  1. La mia convinzione… è…
    Che, nonostante tutto..continuano imperterriti per la loro strada .
    Puoi dire o fare…ma sempre loro saranno giudici di se stessi.. quindi!!
    Dittatura giudiziaria…programmata…con o senza virus..di sorta

  2. Palamara, Davigo, capri espiratori , specchietti per le allodole per chi non vuole capire, per chi non si rende conto del marciume e del silenzio assenso del presidente mMattarella.. pochi quei magistrati che osano denunciare e ostracizzati di conseguenza. La mer… tracima e non vedo soluzione

  3. Mi chiedo spesso: esiste davvero “Il sistema perfetto”?
    Ogni sistema prevede un notevole contributo umano, e noi, tutti, siamo corruttibili. Dipende solo dal prezzo.

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