Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA CONTROINFORMAZIONE DEL TERRORE (di Andrea Sartori)

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Che il mainstream si nutra di terrore lo si è evinto dai tempi di Apophis. Che cos’è? Un asteroide e, per un breve periodo, nel 2004, gli astronomi stimarono che questo corpo celeste avesse il 2,7 per cento di possibilità di impattare la Terra nel 2029, con conseguenze simili a quelle dell’estinzione dei dinosauri. Quasi subito nuovi calcoli ridimensionarono l’allarme riducendolo a zero, ma per anni i giornali camparono su Apophis dandone la collisione praticamente per certa.

Non dovrebbe aver colto di sorpresa la narrazione terroristica dei media che parlava di un’influenza come della peste del Manzoni o di un esercito scalcinato, come quello russo, quale di un’armata capace di conquistare l’Europa.

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Ma non si può non notare che spesso la controinformazione campa dello stesso terrore speculare. Intendiamoci, non è che le basi non esistano. Che l’era pandemica sia stata caratterizzata da un tentativo autoritario, da parte del Potere, è cosa talmente scontata da risultare banale. Ma senza perdersi in astrusi complottismi, basta conoscere un attimo la storia. Ogni stato d’emergenza è un’occasione per instaurare un regime. Gli esempi sono innumerevoli e si parte addirittura dal colpo di Stato oligarchico ad Atene, nel 411 avanti Cristo, fino alla dittatura emergenziale di Silla a Roma, per giungere a casi più vicini nel tempo e più noti come il colpo di Stato del 18 brumaio, la situazione seguita al delitto Matteotti e l’incendio del Reichstag.

Quale il problema? L’aver creato una contronarrativa del terrore per mantenere vivo l’interesse. Ad esempio, alcuni hanno spesso parlato di emergenza infinita, lasciando comprendere che la dittatura sanitaria sarebbe stata perpetua, immaginando uno scenario in cui le mascherine sarebbero rimaste per sempre. Chi l’ha fatto aveva semplicemente compreso che parlare di filosofia non rende (in realtà dipende dal modo in cui tratti la materia: lo storico Barbero e il fisico quantistico Rovelli sono diventati best seller, senza bisogno di speculare sul terrore, pur avendo anche loro idee politiche di cui non fanno mistero) e allora si è buttato sull’orrore controinformativo, ben sapendo che tutto sarebbe andato per il meglio finché questo si fosse mantenuto.

Molti hanno speculato e speculano sul terrore. Un conto è il sacrosanto opporsi a tentativi autoritari, un altro incaponirsi su questo. Ho collaborato per Visione TV, finché c’era da contrastare lo status quo, smettendo quando ho compreso i doppi fini politici, come che, oramai, il sito si reggeva sulla paura perenne. Finita quella pandemica, ora c’è quella bellica. Se domani Putin e Zelensky arrivassero a un accordo, troverebbero un’ulteriore emergenza. È ovvio che questi personaggi abbiano solo questo e quindi vi sia in loro l’interesse a mantenere vivo un senso di panico diffuso.

Poi si creano allarmi allucinanti come quello del restare senza gas a causa della guerra o la prospettiva atomica. Paure irrazionali: qualora la Russia lanciasse la bomba, riceverebbe immediatamente la risposta nucleare e quindi, a meno che Putin non sia un pazzo suicida, questo non accadrà. Nel caso del gas e dell’aumento dei costi, si tratta di pura speculazione che prende il conflitto a pretesto.

Ricordo quando, vent’anni fa, frequentavo la figlia di un noto scrittore defunto. Questa ragazza chiese fondi per poter far pubblicare gli inediti del padre. Le dissero di no con una scusa surreale: non ci sono soldi a causa della guerra in Iraq. Anche in Russia ci sono state operazioni speculative simili: all’inizio delle ostilità, avevano fatto schizzare carta igienica e grano (molto usato da loro per la colazione) a prezzi stellari, sostenendo di aver esaurito le scorte. Non era vero, e questi beni sono tornati sugli scaffali. I prezzi si abbassarono, ma non tornarono più come prima del 26 febbraio 2022. L’estate scorsa, si fece una simile speculazione, in Italia, sull’acqua gassata, avanzando la scusa che vi fosse penuria a causa della siccità. E poi riapparì sugli scaffali.

E poi si creano i “messia” a tavolino, come Trump e Putin. Che Trump abbia tenuto a freno i mastini della guerra è vero, ma da qui a dipingerlo in chiave mistico-escatologica ce ne passa. La mitologia di Putin è ancora più inspiegabile, dato che ha fatto applicare misure analoghe a quelle dei governi occidentali, come Qr Code e riconoscimento facciale sulla metropolitana di Mosca. Ora è pure legato a doppio filo alla Cina, la Nazione che ha inventato crediti sociali e lockdown –ed è lui l’anello debole fra i due. Chi crede alla storia della Russia liberatrice non è meno ingenuo di chi spera nell’America della salvezza.

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Questa narrazione di totale fantasia ha portato le persone che, in era pandemica, avevano forse capito cos’era lo Stato, a illudersi nuovamente sulla possibilità di poteri buoni e sul bisogno di un salvatore. Questi speculatori hanno agito in maniera simile al mainstream, creando una situazione di terrore che ha una presa incredibile sulle menti deboli, dipingendo scenari terrificanti “a meno che…”. E questo significa accettare un regime diverso da quello propagandato dai media ufficiali. Mentre esso propone un totalitarismo tecnocratico più moderno, questi ripropongono ancora vecchi schemi autoritari novecenteschi di Destra e Sinistra. È comunque tutta merda.

La soluzione? Leggere, ma non informazione. Compratevi qualche buon libro, ascoltate musica e coltivate interessi al di fuori del perimetro tracciato da questi 4 cialtroni, che non fanno altro se non far leva sulle vostre ansie e paure.

Andrea Sartori

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L’AUTORE

Andrea Sartori è nato a Vigevano il 20 febbraio 1977. Laureato in Lettere Antiche presso l’Università degli Studi di Pavia. Ha vissuto a Mosca dal 2015 al 2019 insegnando italiano e collaborando con l’Università Sechenov. Attualmente collabora presso il settimanale “L’Informatore Vigevanese”. Ha pubblicato con IBUC i romanzi Dionisie. La prima inchiesta di Timandro il Cane (2016) e L’Oscura Fabbrica del Duomo (2019) e, con Amazon, Maria. L’Eterno Femminino (2020)

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