Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

“SIETE INSETTI”: LA PUBBLICITÀ DI NETFLIX E IL LIVELLO DI PARANOIA DEGLI ITALIANI (di Matteo Fais)

D’accordo che a pensar male si fa peccato, ma non si sbaglia quasi mai, come sosteneva quella mente diabolica di Andreotti. Però la paranoia e le manie di persecuzione sono una cosa seria, per cui il bonus psicologo andrebbe seriamente esteso a buona parte del popolo italiano.

Ciò devono aver ben compreso quei figli di buona donna di Netflix che, a Roma e Milano – a quanto pare, anche in altre città –, hanno pensato bene di dar vita a una campagna pubblicitaria molto aggressiva per lanciare la serie Il problema dei 3 corpi. Nelle stazioni dei treni è comparsa sui monitor la frase “Siete insetti” che, sempre stando a quanto si dice, verrebbe pronunciata nello sceneggiato in questione. La cosa ha subito fatto trasecolare i passeggeri i quali, invece di cercare di capire, sono corsi sui social network.

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Ora, è noto che su Facebook e spazi affini si trovano per la maggior parte panzane e che tanta gente cerca di far soldi, o quantomeno di raggranellare un minimo di notorietà, sparandola il più grossa possibile. Ecco dunque che i boccaloni italioti hanno cominciato a gridare allo scandalo: “Oramai, ce lo dicono chiaro e tondo cosa pensano di noi, non siamo nient’altro che insetti da schiacciare”; “L’incubo distopico si sta realizzando sotto i nostri occhi”; “Per loro, siamo solo carne da macello”.

Sì, insomma, sono stati tirati in ballo i soliti: americani, ucraini, russi, Putin, Israele, gli immancabili poteri forti, il “LORO” generico e tutte le manie complottiste oggi di moda. Roba da manicomio! Comunque l’ideale per chi sulla debolezza mentale e l’ignoranza ha costruito la sua fortuna, confermando con la propria autorità di cartone le ossessioni più cupe di chi, nella visione dell’imminente fine dell’Occidente, ha trovato un modo per dar senso alla propria esistenza.

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È incredibile constatare come ci siamo ridotti. Viviamo come neppure sotto una guerra, con il timore di svoltare l’angolo, volendo scorgere messaggi cifrati ovunque. Certo, i nuovi media non aiutano in tal senso. Chi vuole trovare echo-chamber, per vedere avvalorata anche l’idea più balzana, non ha che l’imbarazzo della scelta tra pagine, persone, e gruppi chiusi. Lì, altri cento disadattati come lui, seguendo il metodo del cherry picking – cioè selezionando info ad arte –, gli faranno credere, per convincere meglio anche sé stessi, qualsiasi cosa, pure che gli asini volano.

Il fenomeno è purtroppo sempre più diffuso. L’abbiamo visto anche quando è stata uccisa la povera Giulia Cecchettin. Chi sosteneva che l’ex fidanzato Filippo Turetta non era mai esistito, che si trattasse di una figura creata dall’AI. Altri parlavano di una presunta affiliazione della sorella al satanismo. E tutto perché il padre della ragazza ha – questo sì, è vero – fatto troppa spettacolarizzazione intorno all’omicidio della figlia.

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Bisogna al contempo far notare che il complottismo spicciolo – non la saggezza di Andreotti, sia ben chiaro – è il perfetto alleato dell’italianità, come una certa dieta lo è del cancro. Esso, in un popolo tendenzialmente pigro e poco propenso a farsi rispettare dal Potere, induce quell’astenia più adatta a placare sul nascere ogni azione concreta di rivolta e a restare seduti sul divano per lamentarsi su X anche di come è sorto il sole il giorno.

Di una cosa bisogna dare atto ai pubblicitari che hanno lavorato per conto di Netflix: pur essendo dei grandissimi paraculi, l’hanno tirata in quel posto a tutti, comprendendo la debolezza degli spettatori – la loro trovata è l’hashtag del giorno. Bravi. Maligni, ma davvero astuti.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni).

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