Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LE PAURE DEGLI ANTIDEMOCRATICI: DAL CASO VANNACCI ALLA DIFESA DEI POLIZIOTTI MANGANELLATORI (di Matteo Fais)

A rischio di suonare generalisti, bisogna dirlo: gli Italiani sono quasi tutti dei fascistelli di infimo ordine – non fascisti, perché il Ventennio ha troppa dignità culturale rispetto al popolo che, solo incidentalmente, ne ha ospitato la nascita.

Naturalmente, dire che sono dei fascistelli significa sostenere che si tratta di democratici a intermittenza. Ci sono quelli contrari al green pass, che scendevano in piazza a gridare “LIBERTÀ” e, poi, te li ritrovi a dire “Ilaria Salis? La devono far marcire nelle carceri di Orbán quella troia sinistrata maledetta”.

CONTRIBUISCI ANCHE TU A SUPPORTARE IL NOSTRO GIORNALE Caro amico lettore, come potrai immaginare, dietro questo blog ci sono diverse persone che collaborano agli articoli che tu quotidianamente leggi. Se desideri supportare la nostra attività, ti saremmo grati se volessi dare il tuo sostegno all’Iban IT53E3608105138290082390113. L’intestatario è Matteo Fais. Grazie di cuore, La Redazione.

Siamo circondati da questa gentaglia. Non per niente, abbiamo avuto uno dei più potenti partiti comunisti di tutta Europa, il PCI, una costola dell’URSS in seno alla nostra nascente democrazia. Sono gli stessi che, oggi, impazziscono e chiedono la ghigliottina per il povero Generale Vannacci, la cui unica pecca è di essere un inutile ideologo da bar, quello che rimane scioccato dalla pelle dei negri, fino a inventarsi stratagemmi vari per toccarla e constatarne la consistenza.

Gli Italiani sono così, sempre a chiedere condanne, bavagli e roghi di libri. Non uno che si affidi alla ragione, alla capacità critica, alla forza e alla pazienza richiesta dalla tolleranza. Picchiare, manganellare, censurare! Davvero, è un caso se, dopo la Guerra, non siamo finiti nell’orbita sovietica, probabilmente solo una questione geografica, per cui siamo andati automaticamente, d’ufficio, sotto l’influenza degli Americani. Il Vaticano e una posizione propizia hanno evitato il peggio, senza comunque impattare su una mentalità malata, distorta, deviata.

L’ESORDIO POETICO DI MATTEO FAIS È ACQUISTABILE ALL’INDIRIZZO: http://www.delta3edizioni.com/bookshop/poesia/405-l-alba-e-una-stronza-come-te-9791255141198.html

Cova un timore della libertà e della democrazia, in questo Paese, che fa paura. Di fronte a un testo, se dice qualcosa che ci spaventa, noi non pensiamo a demolirne le tesi, ma a farlo mettere fuori commercio, a condannare l’autore per evitare che altri manifestino altrettanto coraggio. Mica come Charles De Gaulle che su Jean Paul Sartre disse “On n’emprisonne pas Voltaire” (“Non si arresta Voltaire”).

Noi, a seconda della parte politica per cui teniamo, auspichiamo e difendiamo i poliziotti manganellatori, senza pensare che sotto le loro sferzate potremmo finirci a nostra volta. Alla comprensione, per sveltire le cose, preferiamo sempre la violenza, il delegare a una forza cieca la gestione di questo turbinio incomprensibile che è la dialettica democratica.

ACQUISTA il nuovo romanzo di Matteo Fais, Le regole dell’estinzione, Castelvecchi.
AMAZON: https://www.amazon.it/regole-dellestinzione-Matteo-Fais/dp/8832828979/
IBS: https://www.ibs.it/regole-dell-estinzione-libro-matteo-fais/e/9788832828979

Quanta paura che alberga in noi Italiani per esserci ridotti a questo livello. Persino i cattolici sono oramai giunti a una nuova follia da Santa Inquisizione. Pensate che, per un’animazione senza senso intitolata Hazbin Hotel, ambientata all’inferno, una specie di Nightmare Before Christmas fatto male, hanno scatenato la fine del mondo, sostenendo che questa trasmetta “una distorta concezione del peccato e incoraggiare una normalizzazione dell’occultismo, aumentando il rischio che le persone, in particolare i giovani, si avvicinino a pratiche magiche, cerchino di interagire con entità maligne fino ad aderire a una visione satanista della realtà” (https://lanuovabq.it/it/allarme-hazbin-hotel-la-serie-tv-che-riabilita-i-demoni). Ve lo immaginate voi uno che, dopo aver visto una serie televisiva in forma di animazione, si mette a invocare il demonio? Suvvia, in nome di Cristo, non si possono dire tante stupidaggini!

Questa è l’Italia, questi i nostri connazionali! Praticamente, degli invasati preda di una paranoia spinta, votati solo a mettere a tacere qualunque esperienza culturale – o presunta tale – che causi in loro il minimo sconcerto e inquietudine. Ma, sul serio, pensiamo di imporci nel mondo seguendo questa strada?

Matteo Fais

Canale Telegram di Matteo Fais: https://t.me/matteofais

Instagram: http://www.instagram.com/matteofais81

Facebook: https://www.facebook.com/matteo.fais.14

Telefono e WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni).

Un commento su “LE PAURE DEGLI ANTIDEMOCRATICI: DAL CASO VANNACCI ALLA DIFESA DEI POLIZIOTTI MANGANELLATORI (di Matteo Fais)

  1. Condivido l’articolo, tranne il passaggio in cui si paragona Ilaria Salis e il reato che avrebbe commesso – non ricordo se erano percosse o lesioni – a coloro che manifestavano contro il greenpass senza commettere (ma semmai subendo) reati.
    Se l’aspettarsi che un reato venga punito secondo le leggi del Paese in cui è commesso – purché ci sia un giusto processo e non si violi la dignità umana – è da fascistelli, allora anch’io lo sono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *