Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA DESTRA DOVREBBE FINIRLA DI FARE TERRORISMO PSICOLOGICO SULL’EDUCAZIONE SESSUALE DICENDO FALSITÀ  (di Matteo Fais)

Certo i tempi sono decisamente mutati e il progressismo più idiota è trionfante… Però, ragazzi, dovremmo tutti quanti rilassarci un pochino! Soprattutto, la Destra dovrebbe evitare di rendersi ridicola denunciando una costante e totale degenerazione dei costumi, con toni che neppure la vecchia Democrazia Cristiana.

Proprio ieri, apprendo un famoso giornale italiano di quella parte politica, si parlava di bambini che, in Svizzera, verrebbero educati a masturbazione, uso di sex toy ficcati in culo, cambi di sesso e via dicendo. Sfortunatamente per loro, veniva anche indicato il nome dell’opuscolo che, incidentalmente, è disponibile in lingua italiana, per chi volesse indagare – il titolo è Hey You, proprio come una famosa canzone dei Pink Floyd (https://shop.sexuelle-gesundheit.ch/img/A~1825~3/10/1825-03_Hey-You.pdf?xet=1647593732000)

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Tanto per cominciare, contrariamente a quanto si scrive, esso non è destinato ai bambini, bensì agli adolescenti dai 12 ai 18 anni, insomma a coloro che cominciano a sperimentare, di solito, le prime interazioni sentimentali e sessuali. Fino agli anni ’90 del secolo scorso, tutto ciò avveniva in comitiva, con il concorso di un edicolante compiacente che, dopo aver assistito alla colletta di 10 ragazzini, consegnava loro un giornaletto pornografico. Era così che si scopriva la penetrazione, spesso doppia, tripla, quadrupla, l’eiaculazione maschile e la vagina femminile.

Il tutto era certamente molto più violento e impattante di un opuscoletto, quale quello distribuito in Svizzera, in cui si dice che “anche decidere di non avere rapporti sessuali è un tuo diritto”, mentre i giovanissimi dodicenni di allora conoscevano solo la storia di Lola “troia di alto bordo che vuole cazzo da tutti”.

A sfogliare i fogli incriminati e, meglio ripeterlo, destinati ad adolescenti che comunque, volenti o nolenti i genitori, sperimenteranno il sesso di lì a breve, esattamente come negli anni ’80 e ’90 – e pure ’70 e ’60 a dire la verità -, non sembra ci sia molto più di una descrizione simil medica di cosa fare per evitare gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili.

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Eccettuato questo ridicolo linguaggio fatto di desinenze sostituite dagli asterischi, oramai diffuso ovunque, nessuno viene invitato a cambiare sesso a tutti i costi. Si dice semplicemente che in Svizzera esistono due sessi, ma alcune persone nascono con genitali confusi. Per il resto, si trovano frasi stile manualetto motivazionale tipo “si può assomigliare agli*alle altr* e allo stesso tempo mantenere la propria individualità. Questo può essere difficile, tanto più che ogni gruppo ha le sue norme e i suoi valori” o considerazioni ovvie come “Mentre sono alla ricerca del proprio posto in un gruppo, a scuola, nella società, ad alcune persone può accadere di essere emarginate ed escluse perché apparentemente inadeguate”.

Sì, c’è tanto politicamente corretto. Si sostiene anche che, se senti di voler indossare abiti da donna e sei maschio, non te ne devi fare un cruccio – infatti, verrebbe da dire che sono cazzi tuoi se ambisci a fare il pagliaccio. Per il resto, non vi è niente di male nel insegnare ai giovani “se il flirt non viene ricambiato oppure viene interrotto, devi accettarlo”, o che “non possiamo obbligare nessuno ad amarci. Molte persone hanno vissuto un amore non corrisposto, fa parte della vita, in questi casi è normale essere tristi”.

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Anche ad andare a indagare nel profondo, non si trova niente di sconvolgente: “alcune persone si conoscono durante una serata e vanno a letto insieme, altre preferiscono frequentarsi prima” – perché, non è forse vero? Qui, l’unico interrogativo che sorge è se ci fosse realmente bisogno di un opuscolo e gli adolescenti non fossero già a conoscenza di tutto ciò.

Salvo l’elenco del fatto che esistono differenti metodi anticoncezionali e la penetrazione può essere orale, vaginale e anale, o perpetrata a mezzo di un sex toy e l’esistenza di malattie sessualmente trasmettibili – caspita, che novità! –, niente di sensazionale. L’unica cosa che emerge chiara e inequivocabile è la paranoia della Destra, con il suo incubo per un mostro che, se ci si svegliasse, si comprenderebbe non essere mai esistito se non nella propria fantasia.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi. Di recente, ha iniziato a tenere una rubrica su Radio Radio, durante la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana, intitolata “Il Detonatore”, in cui stronca un testo a settimana.

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