Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

ANTISISTEMA O ABILI VENDITORI DI FUFFA? (di Matteo Fais)

Se esiste un tipo di persona da cui guardarsi più che dal demonio, quello è l’idealista. Lui o ottiene la palingenesi dell’umanità domani o si spazientisce e gli sale la pressione. Il suo animo è troppo grande per le piccole conquiste quotidiane.

Ma, più di tutto, il suo ego ipertrofico non gli consente di evitare la ricerca delle lusinghe immediate. E, molto facilmente, quando capisce che non cambierà il mondo in uno schiocco di dita, comprende altrettanto in fretta che potrà comunque sfruttarlo per farci qualche soldino.

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Purtroppo, è così. Libri, dischi, apparizioni televisive e radiofoniche. Anche il malessere costituisce una cospicua fetta di mercato. Ci sono un sacco di persone che cercano conferma di ciò che pensano – spesso senza alcun fondamento – in un prodotto dell’industria culturale che sia ben confezionato. In particolare, l’ignorante, convinto che ci siano feti aborti e frullati nei vaccini, o alberi tagliati per far diffondere meglio le onde del 5G, comprerà sempre il professore o professorino che abbia steso in bella prosa le sue paranoie più ingiustificate.

Sovente, quando tutti gli spazi di successo sono presi da una parte, basta spostarsi dall’altra e una propria nicchia, alla fine, la si crea. Basta avere una minima dote intellettuale, essere un fasullo con una marcia in più e riuscire a imbastire un discorso dalla struttura forte, pur parlando di insensatezze, ed ecco che il gioco è fatto, la presa per il culo cucita ad arte. Si possono persino, immaginate, vendere i propri libri su Amazon e dichiararsi anticapitalisti.

In tutto ciò, chi paga sono solo coloro che hanno un minimo di razionalità e concretezza. Del resto, la gente ha bisogno di sogni a basso costo, di masturbazioni intellettuali che non comportino grossi impegni, da consumarsi preferibilmente nel dopocena o al cesso, guardando lo smartphone.

State certi che, se uno dovesse andare a promettere la luna, gli tributerebbero molti più applausi di quelli che riceverebbe colui che, senza grandi sparate, andando a contrattare un aumento di 5 euro l’ora per i camerieri, ne portasse a casa 2,50. Le favolette funzionano sempre e l’impossibile eccita molto più del probabile

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Così, oggi, ci troviamo circondati da venditori di fuffa con la kefiah in testa e il kalashnikov caricato a salve. Gente che è contro tutto e a favore delle più strambe utopie; che parla di microchip nei vaccini senza averne mai visto uno in tutta la vita; che “non c’è la democrazia”, come se chi siede in Parlamento fosse stato votato dai marziani e non dagli italiani. 

Questi non sono contro Draghi o l’ennesimo Governo a trazione PD, anche quando il PD non ha vinto. Sono, semmai, ciò di cui il Potere ha bisogno. Poco ma sicuro, hanno trovato il loro spazio. 

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

 

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