Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

SILERI, SIAMO QUA, VIENICI A PRENDERE (di Clara Carluccio)

Curerei i no-vax come fossero miei fratelli”, così bofonchiava Sileri, vice ministro della salute, appena un mese fa. La sua persona è talmente scialba che risulta difficile usargli dell’ironia senza sentirsi in colpa. Credo che lo si possa riassumere in una principale peculiarità: la ruffianeria. Certo, prima o poi, anche il suo spirito missionario va esaurendosi. Si chiama Pierpaolo, mica Madre Teresa. Tant’è che ha sostituito i toni da Santa Messa in minacce da bulletto di prima media: “Ai no-vax renderemo la vita difficile”.

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È risaputo, solo gli scemi non cambiano idea. Recita un detto scemo. E così è stato. Lungi da me privare il nostro bambolone di blu vestito del suo argomento prediletto, ma gli si è mai fatto notare che anche i plurivaccinati non vivono molto distesamente? Certo, non sarà mai grave come quello che stanno subendo degli onesti cittadini trattati all’improvviso da criminali. Ma, adesso, persino chi applaude queste nuove norme inizia, lentamente, a sviluppare il sospetto che nemmeno la loro esistenza tornerà come prima. 

Staccano dal lavoro, si siedono al tavolo di un locale, credendo di godersi un meritato aperitivo, dopo ore di magagne. Poi, come in un blitz, si vedono circondare da forze dell’ordine che chiedono carta d’identità e lasciapassare vaccinale. Passeggiano per la via principale con gli occhi dei sorveglianti puntati addosso, per controllare che le mascherine siano ben indossate. In certi casi, se li ritrovano a pochi passi di distanza che gli fanno un cenno con la mano. In altri vengono pedinati finché il dispositivo anti ossigeno non ostruisce correttamente le vie respiratorie di tutti

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Troppe parole non servono più, ci si capisce al volo. In fondo, le nuove priorità imposte non lasciano spazio ad altri pensieri. Alla fermata degli autobus il vecchio controllore del biglietto è stato sostituito da posti di blocco. Carabinieri in cerca di green pass, più che di ladri, stupratori e spacciatori. Fortunatamente, lo slogan è vivere in sicurezza. E quando non si vuole scomodare la benemerita, prendono il comando ragazzini delle medie: pettorina di riconoscimento, qualche discorsetto sul senso civico, crocchette di ricompensa, ed ecco una gioventù traviata. Piccoli dobermann addestrati al segregazionismo e alla sorveglianza estrema. Senza eccezione alcuna. 

Prima o poi il potere si accanisce su tutti. Non ci sono cittadini più in alto di altri. Siamo tutti schiavi. I no-vax non hanno più una vita ma, anche gli altri, sono nel pieno di un regime militare. Semmai dovessero pentirsi di aver spinto per questo esito, pur di distruggere i non vaccinati, non vengano a lamentarsi. A differenza di Sileri noi siamo scemi e non cambiamo idea. Soprattutto, siamo complottisti, vi avevamo avvertiti da subito.

Clara Carluccio

Un commento su “SILERI, SIAMO QUA, VIENICI A PRENDERE (di Clara Carluccio)

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