Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

ENNESIMO SPOT CONTRO GLI UOMINI, PER DISTRUGGERE L’OCCIDENTE (di Matteo Fais)

Questo mondo è oramai irrimediabilmente degenerato e corrotto. Puoi andare a una banca del seme, come dichiara Carmen Consoli nell’intervista per cui è stata tanto elogiata, e scegliere, in spirito di pura eugenetica, una fialetta di sborra surgelata, in ragione delle caratteristiche del donatore. Chi lo vuole biondo, chi bruno, chi amante di Bach, chi dei Rolling Stones. Però, se saluti una che corre al parco con “Ciao, bella”, sei un molestatore.

Al contempo, puoi entrare su un sito di streaming porno e segarti su ogni aberrazione possibile e immaginabile, mentre qualcuno fa tutto in tua vece a Los Angeles. Ma guai a dire a una “Ciao, tesoro, possiamo conoscerci?”.

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È chiaro che quanto si vede nel nuovo spot antimolestia creato dal Comune di Manchester (https://video.corriere.it/esteri/spot-inglese-molestie-sessuali-donne-pensi-che-tutto-questa-sia-ok/8a4d23d8-61a0-11ec-b501-5738353be174), in Inghilterra, ha dei punti di esasperata ambiguità. In tutte queste pubblicità, sembra sempre che l’uomo sia un animale sbavante e sessualmente sovraeccitato.

Certamente, l’uomo, oggi come oggi, subisce una sovraesposizione a contenuti erotici, in ogni ambito, dalla strada alla televisione, per non parlare ovviamente del web. Noi siamo fondamentalmente degli animali mitragliati da una quantità irricevibile di stimoli che, per la maggior parte – per non dire quasi totalmente –, vengono poi frustrati. Tutto ciò è troppo per qualsiasi essere sano e in salute, senza che, di conseguenza, si sviluppino comportamenti nevrotici, manie autodistruttive, dipendenze senza speranza. Per farla molto semplice, è come trovarsi perennemente di fronte a delle portate terribilmente invitanti, senza poterne mai consumare neppure una.

No, avanti così, non può finire bene. E, oltre al danno, la beffa. Mi viene in mente Chiara Ferragni che, oggi – o era ieri? Boh – posta la sua foto in perizoma e, provocatoriamente, chiede “Chi vincerà il premio per il commento più sessista?”. E ho citato lei, ma ne avrei potuto menzionare altre 15 mila. Insomma, rispondere “Che culo!” – e, ripeto, rispondere – a una che posta la foto del culo, secondo loro, è sempre e comunque molestia.

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Sembra chiaro che tutto ciò, oltre a non avere alcun effetto sui veri molestatori – che se ne sbattono ampiamente di ogni spot antiviolenza –, serve unicamente a spegnere e mortificare qualsivoglia espressione vitale del maschio Occidentale. È il suo desiderare a voler essere messo fuori legge. Tra parentesi, non si comprende, senza tentare maldestramente approcci anche stradali, come dovrebbe fare una persona a conoscere una potenziale partner nella realtà urbana sempre più segnata da una solitudine siderale, da un atomismo sociale che è iato inaggirabile.

Finiremo, come in La teoria svedese dell’amore, soli come cani, privi di famiglia, ma a posto con la nostra coscienza, per non aver mai disturbato una donna che passava lungo la via.

Matteo Fais

Canale Telegram di Matteo Fais: https://t.me/matteofais

Chat WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

3 commenti su “ENNESIMO SPOT CONTRO GLI UOMINI, PER DISTRUGGERE L’OCCIDENTE (di Matteo Fais)

    1. Come si può prendere sul serio il suo commento quando usa un epiteto denigratorio per indicare l’altra metà della popolazione umana? E non si ripari dietro il falso sarcasmo, giacché tale epiteto risulta creato ed abusato ad arte dalle vaginazi. Per quanto mi riguarda, in quanto Uomo, le rimando indietro il “maschietto”, e spero di non essere il solo a farle tale rimboccarsi rimessa.

  1. Mi sembra strano, ma stavolta sono totalmente d’accordo con quanto scritto da Fais. Si demonizza la normalità della vita con annessi e connessi per privilegiare dei surrogati e delle imposture.

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