Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

IL GOVERNO TECNICO NON ESISTE (di Franco Marino)

Esistono vaccini che durano tutta la vita. Poi ce ne sono alcuni, come quello contro il tetano che durano per pochi anni. E dunque vanno successivamente rinnovati. Per non parlare di quelli contro il covid che, ora che sono arrivati, già si stagliano all’orizzonte nuove varianti provenienti da chissà dove. Questo non vale solo in medicina ma anche per i grandi flussi di pensiero.
Il candido pensa “Un popolo non può ripetere gli stessi errori che lo hanno inguaiato” poi si accorge che questo vale soltanto per un breve periodo. Se per esempio oggi si candidasse un partito che per conquistarci ci dicesse che “uno vale uno” e che “l’onestà tornerà di moda”, verrebbe preso poco sul serio perchè la delusione incarnata da chi è salito al potere attraverso questi fatui slogan è troppo fresca e il vaccino ancora in azione. Ma si può stare certi che tra una decina d’anni qualcuno in grado di riconquistare un successo con slogan qualunquistici riproporrà i medesimi risultati. Del resto, il “qualunquismo” stesso non è mica invenzione dei grillini. Esso nasce dall’Uomo Qualunque di Giannini che negli anni Quaranta conquistò un considerevole successo cavalcando slogan, appunto, qualunquistici per poi, cooptato dalla DC, sfarinarsi con altrettanta rapidità. Quindi anche il Movimento 5 Stelle è il frutto di un vaccino scaduto.
Analogamente, se solo qualche anno fa qualcuno avesse parlato di “governi tecnici”, sarebbe subito entrato in funzione il vaccino, stroncando l’ipotesi sul nascere. Oggi invece l’idea che i governi tecnici siano l’unica speranza di questo paese si sta ripresentando sul proscenio. Mario Draghi, anche presso una parte dell’antisistema, viene visto con una certa positività e dunque il vaccino sta perdendo la sua “memoria”.


Tutte queste considerazioni portano a parlare del governo tecnico. La cui credibilità concettuale nasce da una lunga serie di errori. Dalla convinzione che non esistano governi tecnici alla convinzione che i governi tecnici non siano politici, passando attraverso l’idea che ogni problema abbia una soluzione e che la scienza sia abitata da persone disinteressate e volte al bene. Un cumulo di errori in uno solo.
Partiamo da due stelle polari: tutti i governi sono sempre tecnici. I ministri sono solo i front-man di un dicastero che, in quanto tale, è tecnico per eccellenza. Il potere esecutivo, cioè di far eseguire le leggi, è per definizione tecnico. Anche quando la direzione è affidata ad un politico di razza. Del resto, nessun tecnico dispone di conoscenze polisettoriali tali da farlo definire un competente totale. I ministeri sono mandati avanti da una pluralità di burocrati che conoscono il mestiere.
La seconda stella polare è che i governi tecnici sono sempre politici. Perchè la tecnica non è politica. La tecnica spiega come si può fare qualcosa. Ma è solo la politica a decidere l’opportunità di fare qualcosa. Se io per esempio decido che l’Italia deve uscire dall’Euro o dalla NATO, i tecnici non sono quelli che mi dicono che uscire dall’Euro sia una follia, un errore, un crimine blablabla, bensì come farlo. Indipendentemente dalle conseguenze. E ovviamente una tecnica per l’uscita dall’Euro c’è. Nel momento in cui un tecnico mi dice che non bisogna farlo, che farlo sarebbe una follia, ha tutto il diritto di dirlo ma valica la sua dimensione di tecnico per divenire un politico.
Un virologo non ha alcun titolo per dire che un intero paese va chiuso in casa, che un’intera categoria di persone vada vaccinata. Ha il titolo di spiegarmi come il virus del Covid si diffonde, come funziona il vaccino, quali sono i rischi. Nel momento in cui pretende di decidere se chiudermi in casa, smette di essere un virologo e diventa un politico.

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E questo fa giustizia di un altro pregiudizio ossia che ogni problema abbia una soluzione, che possano darla i tecnici, che i tecnici siano competenti a priori e che la competenza faccia di un politico un grande politico.
In tal senso, l’Italia è il paese messo peggio di tutti perchè affetto da una serie di mali incurabili: un debito astronomico, una giustizia che scoraggia ogni investimento, una burocrazia che rompe le scatole ad ogni cittadino, salvo poi latitare quando davvero occorre – cioè quando un gruppetto di sconsiderati disinnesca il freno di emergenza di una funivia, mandando al Creatore quindici persone – un sistema di poteri e contropoteri che la rendono ingovernabile. E sono mali incurabili perchè per curarli occorrerebbe che l’Italia diventi un’altra cosa rispetto a quel che è oggi. Non più dunque una colonia statunitense ma un paese compiutamente sovrano. Ma come si può dire al pover’uomo malato di cancro che l’unica salvezza è reincarnarsi in un’altra specie immune ai tumori? Senza contare che spesso molti medici guadagnano più dall’incurabilità di una malattia che dall’effettiva guarigione del paziente. Come nella gag di Ficarra che dice a Picone: “Il medico è un mestiere disgraziato perchè se il paziente guarisce, perdi il paziente, se muore pure. Infatti il segreto è tenerlo in agonia”. E questo introduce l’ultimo errore: l’idea che la scienza sia sempre al servizio del bene, sempre e comunque.
Gli scienziati, come i magistrati, non sono i teorici del Bene assoluto. Non sono sempre animati dalla nobile arte del sapere. Sono esseri umani come gli altri. Mangiano, bevono, defecano, copulano. Hanno nobiltà e meschinità. Hanno interessi, hanno scheletri nell’armadio e dunque possono essere ricattabili da chi ha interesse a comprare le loro sentenze. Un verdetto scientifico come quello giudiziario non solo non è detto che equivalga alla verità assoluta ma può essere anche indotto da un ricatto o da interessi economici. L’idea stessa che se uno scienziato ci dica qualcosa o se un magistrato dichiari colpevole un cittadino, ci si debba mettere sull’attenti e considerarla verità assoluta, è un’emerita cretinata. La scienza ha sicuramente migliorato la durata della vita e il suo benessere – senza peraltro sanare i mali dell’anima, chè col progredire della miscredenza si sono moltiplicati – ma si è resa protagonista anche di terrificanti nefandezze. Era la cosa principale da capire dei totalitarismi novecenteschi e non è stata capita.

Essendo quelli descritti sopra pregiudizi sconclusionati, puntualmente all’impatto con la realtà si svela il bluff.
Cos’è dunque il governo tecnico? E’ il nome edulcorato con cui si definisce un paese a cui è stata tolta la libertà di scegliersi i propri governanti. Ma a cui non può essere confessata la verità, onde evitare di ufficializzare un regime che di fatto legittimi eventuali resistenze.
Draghi non salverà questo paese perchè il paese stesso, per salvarsi, dovrebbe cambiare pelle e perchè con ogni probabilità salvare l’Italia non è interesse di Draghi. Quel giorno scopriremo che il re è nudo.
E anche in quel caso, il vaccino durerà poco.

FRANCO MARINO

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