Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’EDITORIALE – IL RICCO CHE SPIEGAVA LA VITA AI POVERI, OVVERO BILL GATES E LA CARNE SINTETICA (di Matteo Fais)

Ciao povero, tu ancora non lo sai ma sei cattivo. Non sei neppure ecofriendly. Anzi, te ne batti proprio i coglioni. Giri impunito con una FIAT del 1999. Ma lo sai che così inquini? Che significa che non puoi permetterti un’auto di quelle ultramoderne a impatto limitato? Perché, non potresti forse usare i piedini per spostarti? Cattivo! Lo vedi che sei proprio malvagio. Pensi solo al tuo lavoro di merda e la mattina, al risveglio, non hai come prima preoccupazione le sorti del pianeta. Non fai neppure gli scioperi del fridays for the future insieme alla mitica Greta.

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A ogni buon conto, sai una cosa, non mi va bene che ti mangi tutta quella carne schifosa da discount. Ma hai idea di quanta anidride carbonica venga generata da certi allevamenti? Sei senza etica e senza coscienza.

No, bello mio, così non si può continuare. Su questo pianeta siamo in troppi, viviamo per un tempo infinito e di ciò dovremmo sentirci in colpa. Bisogna cominciare a darci una regolata – e scusami se non muoio io in tua vece. Per esempio, potresti cominciare a mangiare la carne sintetica a cui, presto, cominceranno a lavorare le mie aziende…

Ecco, qualcosa di molto simile sembra dire con un insopportabile tono paternalistico il caro vecchio Bill Gates – anzi, sta cretinata della carne sintetica l’ha proprio messa nero su bianco, senza limitarsi a pensarla. Secondo il milionario, per chi non avesse ancora capito, lo sbaglio è vostro. Se qualcosa non funziona, la colpa non è di quelli come lui, ma di voi che siete troppo poco abbienti per dedicarvi ai problemi veri che travagliano le loro giornate, tra un caffè da 200 euro e un bicchierino di champagne da 500.

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Il problema è che Bill Gates può percularci in questo modo perché noi siamo così cretini da prestargli ascolto, da considerarlo un guru per aver messo su un sistema operativo che funziona peggio di una minchia dopo quattro bottiglie di vino. Invece, dovremmo rispondergli con sonore pernacchie e rutti di birra scadentissima dell’Eurospin. Se fossimo un mondo di persone con un po’ di palle, i moralizzatori con i miliardi verrebbero mandati dove meritano con il loro ecologismo contro natura attuato sempre con il fondoschiena altrui. E, per protesta, tutti insieme, un giorno alla settimana, ci rifiuteremmo di fare la differenziata. Tanto, spesso, è lo stesso camion che passa a prendere i più diversi rifiuti e, altrettanto spesso, questi vengono venduti ai cinesi per lo smaltimento che loro non fanno, limitandosi a buttare tutto nell’oceano. Non cascate nella trappola del senso di colpa. Non fatevi fregare.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Da ottobre, è nelle librerie il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

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