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L’EDITORIALE – QUEL CREDO PERICOLOSO CHE SI FA LARGO IN OCCIDENTE (di Davide Cavaliere)

Dopo la decapitazione del docente francese Samuel Paty da parte di un islamista ceceno, ci sono altri due docenti che hanno dovuto abbandonare il lavoro a causa delle minacce ricevute. Sono Didier Lemaire e la belga Nadia Geerts. Due nuovi casi che, ancora una volta, rivelano il fallimento della società multiculturale. I valori liberali della laicità e della libertà di parola non possono convivere con l’Islam.

 L’Islam è incompatibile con la democrazia occidentale. È una fede totalitaria, che pretende che ogni parola del Corano sia presa alla lettera, che ogni comandamento in quel libro sia seguito, che gli uomini musulmani considerino Maometto – un guerriero assetato di sangue dedito al matrimonio con le bambine – come un modello di perfezione da imitare.

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Nonostante gli europei abbiano accolto – e ospitato, nutrito e vestito – gli immigrati musulmani, quest’ultimi preferiscono vivere separati dagli infedeli e continuano a considerarli nemici. I quartieri islamici d’Europa odorano di odio e tirannia.

In troppi, ovunque in questa spompata parte del mondo, hanno dimenticato la notte di Capodanno di sei anni fa, quando a Colonia e in altre città tedesche, bande di immigrati musulmani tra loro coordinate hanno aggredito sessualmente centinaia di donne.

Da allora, la popolazione musulmana del vecchio continente ha continuato a crescere, si sono formate più “no-go zone” ed è aumentata l’incidenza dei crimini violenti commessi da gang di giovani musulmani. Ci sono stati grandi atti di terrore jihadista a Parigi, Bruxelles, Berlino, Barcellona e in molti altri luoghi.

Il tutto avveniva mentre il Partito Democratico milanese eleggeva a consigliere comunale Sumaya Abdel Qader, donna legata ai Fratelli Musulmani, un’organizzazione jihadista, e Torino diventava la capitale italiana della finanza islamica.

In Italia, non mancano nemmeno le influenze turche. Nell’Islam italiano, c’è chi sostiene il populismo islamista e neo-ottomano di Erdoğan. Il Caim, cioè il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano e Monza e Brianza, collabora con Diyanet, la Direzione degli affari religiosi di Ankara.

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L’organizzazione dei musulmani nel nostro paese è sorprendente: si attestano quattro moschee, novecentosei luoghi di culto, trecentoquaranta associazioni, per un totale di milleduecento sigle.

L’islamizzazione dell’Europa avanza di anno in anno, infiltrando le istituzioni culturali, economiche e politiche. L’odio musulmano aumenta, benedetto dai proventi del petrolio. Possiamo solo lottare o soccombere.

Davide Cavaliere 

2 commenti su “L’EDITORIALE – QUEL CREDO PERICOLOSO CHE SI FA LARGO IN OCCIDENTE (di Davide Cavaliere)

  1. Quanta verità. E quanto coraggio ci vuole oggi a dichiarare queste ovvietà sotto agli occhi di tutti, ben sapendo che le autorità, per non parlare dei prostituti di regime che ne spargono la propaganda buonista e accogliona sui giornali e tg, per codardia pura e semplice nulla faranno per proteggere chi si esponga così facendo alle ritorsioni dei rappresentanti dell’islamismo in terra europea.

  2. Complimenti… Parole oserei dire “sante”… Quasi impronunciabili senza essere additati di ogni aggettivo dispregiativo da parte dei soliti buonisti, artefici o complici del decadimento dell’identità occidentale.

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