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LA PATRIMONIALE: UNA RAPINA A MANO ARMATA E UN’IDEA IDIOTA DI UNA CLASSE POLITICA DI IDIOTI (Franco Marino)

Mio padre, che fu un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, amava dire che il Fisco non è capace di fare marketing e di rendersi gradevole. Nel ribadire l’importanza delle tasse – che anche io, che non lavoro per l’agenzia delle entrate, non mi sono mai sognato di negare – sosteneva che era sbagliato il principio di colpire direttamente i consumi e i beni dei cittadini, che avrebbe invece sostituito con “Tassa sulla sanità”, “tassa sulla scuola”, “tassa sulla pubblica amministrazione”, “tassa sulla spazzatura”, “tassa sulla pubblica sicurezza”, per abolire invece ogni tipo di tassa patrimoniale, di successione, di IVA, di IRPEF e quant’altro.
In sostanza, diceva che se i cittadini avessero pagato le tasse presentate in questo modo, avrebbero capito che le tasse servono allo stato per finanziare quei servizi essenziali che sono alla base del concetto stesso di stato, mentre se un cittadino si vede appioppare tasse su beni di sua proprietà, sui suoi consumi, è automaticamente portato a pensare che esse siano il dispetto di uno stato cattivo e ladro.
Il ragionamento di mio padre, nella sua teorica linearità e ineccepibilità, si scontrava con un altro fattore da lui non considerato: col tipo di tassazione da lui proposto, i cittadini si sarebbero trovati a dover misurare direttamente la qualità sempre più declinante dei servizi e a quel punto, paradossalmente, i cittadini sarebbero stati ancor meno disposti a pagarle.
C’è dunque il sospetto che, fatto il rapporto tra dare e avere, la patrimoniale rappresenti il modo migliore per non dover mostrare il cittadino quanto i servizi essenziali siano ridotti a mal partito.
Ma resta comunque vero il principio che se lo stato si comporta con fare punitivo, i cittadini si difenderanno in maniera ostile contro di esso.

La patrimoniale rappresenta, in estrema sintesi, il conto programmato con largo anticipo come effetto di questa grande farsa che è stata la pandemia covid-19. Si tratta del resto di una tassa che colpisce, come due piccioni con una fava, due cose di importanza strategica per i tanti predatori stranieri: risparmio e patrimonio immobiliare. Che l’Italia possiede in quantità enormemente superiore rispetto ad altri paesi europei.
Ogni volta che ci si accorge che lo Stato avrebbe bisogno di più soldi (cioè sempre) qualcuno dice “Mettiamo la patrimoniale!”; oppure “Tassiamo di più le rendite finanziarie!”. Oppure tutte e due le cose. E sono proposte stupide, anche quando le fa il più illustre degli economisti. La prova è che nessun governo dei decenni recenti le ha attuate. Non tutti i ministri delle Finanze possono essere stati degli incapaci e non tutti i governi possono essere stati composti da idioti.
Queste idee nascono dall’infantilismo di chi non conosceva la storia. Fino alla Rivoluzione Industriale, difatti, la ricchezza era costituita essenzialmente dalla proprietà della terra e il figlio del possidente (soprattutto il primogenito) era ricco già per nascita; mentre il povero, anche meritevole, ben difficilmente usciva dal suo stato. Ancora ai tempi di Rousseau la ricchezza non era vista come qualcosa da creare dinamicamente ma come la causa prima delle disuguaglianze sociali: qualcosa di stabile, come la terra; non da produrre ma da “andare a prendere”. E’ su questo principio che la Russia sovietica l’abolì. Ma questo stato di cose è stato largamente superato dalla storia e sarebbe inutile parlarne se non avesse lasciato delle tracce: gli ignoranti di economia, ancora oggi, reputano che se uno diviene facoltoso è perché ha tolto qualcosa al povero. Per gli analfabeti la ricchezza è un’entità invariabile i cui spostamenti sono a somma zero.
Oggi, la maggior parte delle volte, la ricchezza è il frutto del lavoro di chi la possiede: e se il padre è un imprenditore di successo o un grande professionista, non è detto che lo siano i figli. E men che meno i nipoti. Intere famiglie (una su tutte la famiglia Rizzoli) si sono rovinate perchè un erede non era all’altezza dei suoi ascendenti. E infatti costoro, mancando delle qualità dei genitori, tornano quasi sempre allo stato di gente qualunque. Se non peggio.

In generale il patrimonio non è più qualcosa che si possiede perché lo si è ricevuto dagli avi e toglierne una parte a qualcuno non è un atto di giustizia ma una rapina. Se un imprenditore ha guadagnato una fortuna e con quella, oltre ad avere capitali investiti in Borsa, si è comprato palazzi, ville liberty e yacht, bisogna sempre tenere conto che su tutto ciò ha pagato tasse ed imposte. La fortuna è il guadagno netto e la patrimoniale sarebbe un’imposta applicata a redditi che hanno già assolto il loro dovere fiscale. Con la patrimoniale gli si sottrarrebbe, in tutto o in parte, ciò che è suo. Mentre è premiato chi ha portato i capitali all’estero e chi ha speso tutto in lussi e divertimenti. O chi non fa nulla perchè tanto sa che lo stato, come osasse levare il capo, gli leverebbe anche le mutande.
Questa aberrante tassa vendicativa nasce dal principio marxista per cui il ricco è tale perché è disonesto. Togliergli “il suo” corrisponde a porre rimedio ad un’ingiustizia. Per questo si parla di “ridistribuzione” della ricchezza: perché si ipotizza mitologicamente una prima ingiusta distribuzione in cui i poveri furono sfavoriti. Cosa che in buona parte è stata vera finché la ricchezza è stata il latifondo ma che non è più da secoli.
Oltretutto non si tiene conto che ogni provvedimento fiscale ha influenza sull’economia.
Se un Re dicesse: “dal primo gennaio tolgo tutto il denaro in circolazione”, inevitabilmente tutti spenderebbero quel denaro in beni o servizi non diversamente da quando, all’estero, si è alla fine di un viaggio e allora si cerca di liberarsi di una moneta che non può essere convertita in Italia. Non aumentando la produzione di beni e servizi – che anzi verrebbe frenata dal terrorismo fiscale – i prezzi salendo alle stelle produrrebbero un’inflazione mostruosa, la nazione andrebbe in rovina e chi percepisce uno stipendio fisso, rischierebbe di maledirlo perchè con quello morirebbe di fame.

La leva fiscale va usata con accortezza. Se nessuno ha adottato la patrimoniale è perché tutti sanno benissimo che porterebbe solo guai. E non ne parliamo se si tassassero le rendite. Innanzitutto perchè ciò potrebbe applicarsi solo per le nuove emissioni e ogni applicazione retroattiva sarebbe oltre che incostituzionale, una violazione del contratto sottoscritto. In più, nessuno comprerebbe le nuove omissioni. Il che, specialmente in un momento storico in cui le finanze sono a rischio, in cui già oggi non attraiamo investitori stranieri, sarebbe una follia.
Il risparmio è protetto dalla nostra Costituzione perché non solo conduce alla creazione dei capitali che sono investiti in Borsa e poi nell’industria, ma anche perché permette l’acquisto di immobili e di altri beni importanti, smuovendo le acque di un’economia stagnante. E il principio alla base del ragionamento è ovvio. Se i cittadini sapessero che, mettendo qualcosa da parte, poi lo Stato glielo toglie, cercherebbero di spendere fino all’ultimo soldo: da un lato producendo inflazione, dall’altro togliendo capitali alla produzione industriale e infine, non comprando i suoi titoli, facendo fallire lo Stato.

Quando non si hanno le minime competenze di economia, che si tratti di essere uno studente della Bocconi o anche un semplice piccolo imprenditore, provvedimenti sulla cui natura fallimentare vi è il consenso unanime di tanti tecnici, vedono invece l’entusiastica approvazione di tutta quella classe politica che sull’ignoranza ha invece costruito le sue fortune politiche.
E che qualche volta costruisce anche un governo.

FRANCO MARINO

3 commenti su “LA PATRIMONIALE: UNA RAPINA A MANO ARMATA E UN’IDEA IDIOTA DI UNA CLASSE POLITICA DI IDIOTI (Franco Marino)

  1. Se ne accorgeranno tutti i sinistrorsi che sono tali finché non li tocchi nel portafoglio.
    Quello che mi consola è che il PD con questa manovra perderà un sacco di voti !

  2. La cosa grave è che noi cittadini dobbiamo subire sempre senza potere reagire.Abbiamo solo il voto per difenderci, infatti vince la destra e governa la sinistra, vince la sx e governa la dx. Mahhhhhhhhhhh?

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