Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

DI QUANTO SOSTENUTO DA FELTRI, COME AL SOLITO, NON AVETE CAPITO NIENTE (di Davide Cavaliere)

È da malaccorti uscire di casa per due ore lasciando porte e finestre aperte? Sì. Passeggiare alla due di notte, soli, in una strada malfamata è da imprudenti? Sì, anche. Alzare il gomito fino a svenire sui divanetti di una discoteca è, quantomeno, da sconsiderati? Certo che lo è. 

Sono tante le azioni che giudicheremmo frutto dall’ingenuità, della mancanza di prudenza, della spericolatezza, dell’irresponsabilità, tranne una: l’accompagnarsi ripetutamente con uomini avvezzi all’uso della cocaina. Quest’ultimo fatto è divenuto un atto di libertà o di perdonabile disattenzione.

Era questo ciò che Vittorio Feltri tentava di dire nel suo polemico articolo su “Libero”, in merito alla ragazza stuprata da tal Genovese. Apriti cielo. Nell’Italia del Duemilaventi, evocare il buon senso è un peccato mortale, un modo sicuro per attirarsi gli strali e le ire delle Erinni e della Baccanti della rete – Scanzi incluso.

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Io andrei anche oltre, sicuro di avere dalla mia la logica, ovvero che Feltri è stato pure troppo buono nel suo scritto. Ha qualificato la diciottenne come “ingenua”, quando dovrebbe essere definita “irresponsabile”. Essere vittime di stupro non assolve dalla propria avventatezza.

Chiariamo meglio. A diciotto anni, non si è né bambini né adolescenti, si è giovani donne o giovani uomini. A diciotto anni si può andare in guerra, si può guidare un potenziale strumento di morte quale l’automobile, si può detenere legalmente un’arma, si può esercitare l’elettorato attivo e passivo, si può abortire o cambiare sesso. A diciotto anni non si è innocenti “fanciulli”, non si prendono caramelle dagli sconosciuti senza la volontà di farlo.

La donna in questione, la vittima del brutale stupro, si era recata ripetutamente a festini con uomini di quaranta e cinquant’anni – praticamente individui dell’età di suo padre –, dediti all’uso della cocaina e di chissà quali altre sostanze. Nessuno l’aveva costretta a recarsi da quei milionari, vi andava di sua spontanea volontà. Giravano voci inquietanti sulle feste di Genovese, ma non è servito come deterrente. Per partecipare alle sue serate, c’erano le liste d’attesa.

Per una donna, soprattutto se giovane e bella, bazzicare talune compagnie è come gettarsi in un tratto di mare infestato dagli squali. Non bisogna avere alle spalle cent’anni d’esperienza per sapere che, quarantenni cocainomani su cui circolano voci di abusi sessuali, non vanno frequentati. Inutile trincerarsi dietro al presunto “senso di onnipotenza della giovinezza”, perché qui si tratta di evitare una violenza carnale e non oso immaginare atto peggiore per una donna.

Inutile anche esclamare “certe cose non devono accadere”. Non viviamo in un mondo utopico e ideale, ma in una realtà che assomiglia a un Eden capovolto. Il Male esiste, in mezzo a noi si trovano stupratori, pedofili, assassini, sadici, rapinatori, lenoni, sequestratori e tutte le variegate forme assunte dalla perversità umana. Bisogna imparare a proteggersi da soli. Possiamo comprendere un bambino o un incapace che diventino vittime di un criminale, ma non chi ha fatto il suo ingresso, da tempo, nell’età della ragione. Le strade sicure non le fanno le donne libere, che puntualmente finiscono nelle mani del macellaio di turno, ma il buon senso e l’accortezza.

Educare alla possibilità che il Male sia sempre lì, in agguato, e non al migliore dei mondi possibili, dove tutto finisce bene. Perché le cose non si concludono sempre in bellezza. Questa vicenda sia un monito agli ingenui di tutta Italia.

Davide Cavaliere

L’AUTORE

 DAVIDE CAVALIERE è nato a Cuneo, nel 1995. Si è laureato all’Università di Torino. Scrive per le testate online “Caratteri Liberi” e “Corriere Israelitico”. Alcuni suoi interventi sono apparsi anche su “L’Informale” e “Italia-Israele Today”. È fondatore, con Matteo Fais, del giornale online “Il Detonatore”. 

2 commenti su “DI QUANTO SOSTENUTO DA FELTRI, COME AL SOLITO, NON AVETE CAPITO NIENTE (di Davide Cavaliere)

  1. Concordo in tutto.
    Feltri può essere equivocato solo da chi è in malafede essendo, tra l’altro, uno dei pochissimi giornalisti ad avere il dono della chiarezza e della semplicità di scrittura che non dovrebbe prestarsi ad equivoci di sorta.

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