Il Detonatore

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COSA CI DICE LA M@@@@ D’ARTISTA DI MANZONI SULLA SOCIETÀ ATTUALE? (di Andrea Italiano)

Se vogliamo capire il nostro tempo, la società che siamo, abbiamo nell’arte contemporanea un formidabile mezzo conoscitivo. Formidabile quanto frainteso o addirittura sconosciuto. Perché cos’altro è questa se non lo specchio di un’epoca e degli uomini che la producono e la richiedono? La nostra società è sostenuta da una concezione pragmatica, razionalista e materialista dell’esistenza. Una democrazia produttivista, retta da un capitalismo consumistico, in cui i valori di ricchezza e benessere si situano al primo posto della scala. 

Il culto dell’immagine, il conformismo dei comportamenti, la tensione al livellamento delle classi, il relativismo della morale, l’abbandono della sfera spirituale a favore della sfera quotidiana e “alimentare”, la tendenza alla “monetizzazione” dei rapporti sentimentali: questi sono gli assi portanti del nostro vivere e questi sono i valori che necessariamente riverberiamo nelle attività rappresentative

Ecco, se questa è la società contemporanea, l’arte contemporanea è ugualmente liquida, mobile, relativa, effimera, di consumo. Manifesto dell’arte del secondo Novecento italiano è stata la Merda d’Artista di Piero Manzoni (Milano, 1933-1963), la scatoletta (o meglio le scatolette, nel numero di novanta, numerate e firmate) nella quale l’artista ha inscatolato i propri escrementi (anche se il dubbio sull’esistenza dentro le scatole dei suoi stronzetti è sempre stato forte) vendendoli al mondo (che li ha comprati a cifre astronomiche) come sommo prodotto della sua creatività. Quali che siano le interpretazioni di questa “trovata”, quali siano i giudizi dei critici e del popolo, la Merda di Manzoni è stata ed è qualcosa di importante. Perché ci dice come viviamo. Noi non viviamo, noi consumiamo, noi siamo attratti da ciò che il mercato vende, specialmente se il prodotto è firmato, è garantito, è reso popolare, è avvertito come importante, come necessario. Che sia un diamante o una scatola di merda, l’importante è che il prodotto sia alla moda, sia una merce di scambio valida, certifichi che chi la possiede appartiene – in maniera del tutto integrata – alla sua comunità. 

Tutti amiamo distinguerci, essere diversi, stravaganti, ma la cosa che davvero vogliamo è essere normali – una pecora integrata nel gregge – e per esserlo siamo disposti a tutto. Possedere un’auto di lusso, non importa se acquistata a rate o in contanti, afferma la democraticità della nostra società, a differenza di cento anni fa, quando solo la classe più abbiente poteva permettersi mezzi di locomozione. Manzoni, inscatolando le sue deiezioni, afferma che la nuova società italiana è pronta a comprare di tutto, a caro prezzo, a prezzo della vita se necessita, anche la merda, l’importante è che essa sia firmata da un nome noto, da un artista. Perché la firma è certificazione dell’appartenenza al gregge. 

Ma l’arte non si limita a rappresentare, naturalmente. Sfuggendo alla volontà del suo stesso creatore l’arte giudica, l’arte non è moralista ma è un’azione morale, perché è eterna. E quando una società è disposta a comprare la merda a prezzi addirittura centuplicati rispetto a quanto l’artista stesso aveva stabilito, l’arte ci dice una cosa inesorabile: viviamo in un tempo di merda. E noi siamo uomini di merda.

Andrea Italiano

Un commento su “COSA CI DICE LA M@@@@ D’ARTISTA DI MANZONI SULLA SOCIETÀ ATTUALE? (di Andrea Italiano)

  1. La ” chiosa” mi sembra che dica tutto.
    Eppure voglio essere ottimista, voglio pensare che quella ” democraticità” che Andrea Italiano individua nel possedere e nel consumare oggetti ” di valore” , questo desiderano tutti,anche se si tratta solo di merda, purché firmata, possa traslare finendo su un altro piano, quello della democraticità sociale.
    Per cui tutti possono godere del benessere, non importa se firmato o no: del mangiare, della casa, delle comodità, delle vacanze , perché la vita sia davvero per tutti un vivere e non un sopravvivere.Mi direte: sono utopie .
    No sono speranze , sono un tendere verso, e chiamo all’ appello un altro artista contemporaneo: Fontana che con i suoi tagli può fare fantasticare chi guarda il suo quadro facendo pensare che al di
    là di uno dei suoi tagli, ci sia un po’ di felicità e di giustizia per tutti.

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