Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

IL VACCINO DI PUTIN (di Franco Marino)

Il presidente della Federazione Russa ha annunciato al mondo che è pronto il vaccino contro il covid-19 e che l’ha sperimentato anche la figlia, endocrinologa.
Inutile dire che contro di lui si sono già scatenati satiri e giornalai di regime i quali, tra tweet, post e battutacce, tentano di immergere la notizia nella consueta patina di russofobia che domina l’informazione occidentale.
Non è dato capire se questo sia effettivamente il vaccino che salverà i russi ma alcuni dati sono significativi.

Punto primo: il vaccino è stato sviluppato dall’Istituto Gamaleya di Mosca. Che è *pubblico*. Non starò a farne una questione di pubblico contro privato. Esistono eccellenze private ed eccellenze pubbliche. Come esistono pessimi privati e pessimi servizi pubblici. Il senso è che con questa mossa Putin marca una differenza fondamentale rispetto al sistema sanitario americano quasi interamente basato sul privato. Laddove è possibile che Bill Gates brevetti un vaccino per poi redistribuirlo, dietro cospicui pagamenti, ai paesi di tutto il mondo.
In Russia invece tutto sarà pubblico e gratis.

Punto secondo: gli stessi anticomplottisti che sfottono i complottisti, accusano Putin di complotto. E’ meraviglioso. E questo conferma che la questione non è complottismo sì o complottismo no ma chi è l’autore dei complotti. Se domani scoprissi che Salvini e la Meloni complottano per sodomizzare tutti gli elettori del PD e lo scrivessi, troverei orde barbariche di piddini ad applaudirmi. Ad ognuno i suoi complotti.

Punto terzo: Putin, da judoka provetto – cioè esperto in una disciplina che basa tutto sullo sfruttamento a proprio favore della forza dell’avversario – ha dimostrato che in realtà all’Occidente non interessa nulla del vaccino ma punta soltanto a realizzare cospicui profitti sulla pelle di centinaia di milioni di persone.

Poi si vedrà come finirà tutta la storia ma il messaggio inviato all’Occidente e alla sua cultura è devastante. “Mentre voi speculavate sulla vita delle persone e fate gli esperimenti sulla pelle di cittadini inermi, noi russi lavoravamo per risolvere il problema e gli esperimenti li abbiamo fatti su noi stessi”.
Come si dice nei sobborghi di Mosca: “Pigliatevelo ‘n saccoccia”
Come si dice nei sobborghi di San Pietroburgo “Pigliatavell’ ‘nculo”.
Si dice proprio così da quelle parti.
Lo giuro su Burioni.

FRANCO MARINO

Un commento su “IL VACCINO DI PUTIN (di Franco Marino)

  1. Giuste considerazioni ma sono speculative anche quelle di Putin. Ad ogni modo sulla mia pelle decido le mie sorti. Non lo faccio né “privatamente” né “pubblicamente”. Del resto, avendo avuto il morbillo, non necessito del vaccino. Non vedo perché fare eccezioni.
    Preciso, perché allarmarsi è ragionevole ma i piedi devono stare per terra, che a mia sorella, alla seconda polmonite nel giro di 6 mesi, non è mai stato fatto un tampone pur essendosi curata dal medico di base, in Veneto.

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