Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’EDITORIALE – QUELLO CHE STA SUCCEDENDO ADESSO, IN AMERICA, SARÀ A BREVE IL NOSTRO DESTINO (di Davide Cavaliere)

Teniamo d’occhio l’America. Il centro di tutto è lì. La città di Portland è la capitale dello Stato dell’Oregon. Nell’ultimo anno, il tasso di omicidi ha fatto un balzo del 18,6 per cento. I suoi tassi di crimini contro la proprietà superano quelli di Boston e Denver e la collocano alla pari di città pericolose come Atlanta. Il Downtown Clean and Safe, cioè il servizio di pulizia cittadino di Portland, ha raccolto 9.897 aghi usati nel 2015. Quest’anno sono 39.000. La diffusione della droga è una piaga sociale e un rischio biologico. I furti di auto sono aumentati del 45 per cento negli ultimi due anni. 

La città, una roccaforte della sinistra più progressista, è stata colpita da un’ondata di criminalità senza precedenti. Mentre i cittadini di Portland assediavano il commissariato di polizia con richieste di soccorso, il sindaco Ted Wheeler, un Dem di ferro, ha sottolineato che stava lavorando a una forza di polizia più “inclusiva” e razzialmente diversificata, nominando come capo della polizia un’afroamericana, Danielle Outlaw (nomen omen, dato che “Outlaw” significa “fuorilegge”)

Dal giorno della morte di George Floyd, la capitale dell’Oregon è diventata l’epicentro della rivolta degli anarco-comunisti negli Stati Uniti. I rivoltosi hanno attaccato gli agenti della polizia locale e i federali, che hanno cercato di proteggere gli edifici governativi da saccheggi e incendi. La furia dei manifestanti si è espressa anche in abbattimento di statue, aggressioni casuali di bianchi e profanazione di luoghi religiosi cristiani. Un ufficiale dell’FBI è stato aggredito con un martello e sono state diffuse informazioni private sui domicili degli agenti delle forze dell’ordine. Numerosi membri Dem del Congresso si sono schierati a favore dei rivoltosi

Osservare Portland è come guardare una reazione chimica in una provetta. Il caos è generato da un mix di reagenti: lassismo giudiziario, demonizzazione della polizia, ossessioni razziali, permissivismo culturale e massicce dosi di politicamente corretto. Un insieme di elementi che troviamo anche in Italia e in Europa. Ad esempio, quattro giorni fa, il Ministro dell’Interno ha bloccato la sperimentazione delle pistole taser. Nel prossimo decennio, l’Italia sarà percorsa da forti tensioni sociali, alimentate da un’immigrazione massiccia e da allogeni sempre più violenti. Quando gli immigrati si rivolteranno, col supporto dell’estrema sinistra, si troveranno di fronte delle forze dell’ordine depotenziate e politici paralizzati dall’accusa di “razzismo”. Il risalto mediatico dato a casi come quello di Stefano Cucchi o della caserma di Piacenza hanno il solo scopo di minare la reputazione delle forze di polizia. Non manca molto al giorno in cui apparirà, anche in Italia, un movimento che chieda il taglio ai fondi per la pubblica sicurezza e lo smantellamento dell’Arma dei Carabinieri. 

“Defunding Police” è uno slogan che vedremo apparire presto nelle strade e in televisione. Sarà un regalo a centri sociali, scafisti, terroristi islamici e immigrati clandestini. Il “progresso” avanza, inesorabile.

Davide Cavaliere 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *