Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

MA LA FRANCIA VUOLE DAVVERO SOPRAVVIVERE? (di Davide Cavaliere)

La sfida francese è la rappresentazione plastica della situazione europea, se non proprio occidentale: scomparsi i partiti tradizionali, restano a lottare per l’Eliseo il premier uscente Macron e l’eterna esclusa dalla presidenza, la Hillary Clinton della Destra «gallica», Marine Le Pen

Insomma: da una parte l’Europa digitale, politically correct, ecologista, europeista à la page, ma all’occorrenza brutale – si ricordi la feroce repressione messa in atto contro i Gilet gialli e i non vaccinati –; dall’altra la Francia profonda, che si vorrebbe nazionale e popolare. «Si vorrebbe» perché c’è qualcosa di tremendamente incerto nel loro credere alla Nazione, persino di disperato. Si ha davvero l’impressione che queste elezioni siano l’ultima chance per far sì che la Francia rimanga sé stessa. 

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Le faglie attorno alle quali si concentra la lotta politica non sono cambiate rispetto a cinque anni fa, sono rimaste più o meno le stesse, e a ripeterle si rischia di risultare scontati. 

C’è un’Europa del malessere, che patisce la nuova morale globale, i diktat europei, le tasse ecologiste e i flussi migratori. Marine Le Pen raccoglie consensi in Francia, ma Parigi, la Parigi internazionale, avant-garde, dei Ministeri, dei Bobo, continua a fare la differenza a vantaggio di Macron, seppur lievemente. 

Difficile dire se Marine, magari con l’appoggio di Mélenchon e soprattutto di Zemmour, sarebbe in grado di riprendere saldamente le redini della Francia e risollevare le sorti del Paese, avendo contro l’establishment interno e internazionale. Ma, senza dubbio, altri cinque anni di Macron segnerebbero la capitolazione di una Nazione e di una Identità di fronte all’immigrazione di massa, al tribalismo delle periferie, all’islamizzazione, alla «cancel culture» e alla nuova tirannia digitale-sanitaria

Macron è un guscio vuoto. Le sue ambizioni «euro-imperiali» sono costantemente frustrate dal suo nanismo politico. Si crede un Generale, ma sulla scena mondiale è solo un caporale. Splende nell’ambizione ma è tristemente opaco nell’azione

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I primi risultati sono a favore di Macron, ma ci sono da considerare almeno tre incognite: la dimensione dell’astensionismo al ballottaggio, che se sarà alta potrà avvantaggiare gli elettori più motivati che sono con la Destra; la condotta dell’elettorato della Sinistra sovranista, quello di Mélenchon; e infine la reazione dei gollisti, che potrebbero essere stanchi di dieci anni di centrosinistra al potere.

I margini per una vittoria della Le Pen ci sono ma, come sempre, l’ultima parola spetterà al popolo francese. Ma vuole la Francia sopravvivere? La possibilità che scelga una compiaciuta estinzione è alta.

Davide Cavaliere

 L’AUTORE 

DAVIDE CAVALIERE è nato a Cuneo, nel 1995. Si è laureato all’Università di Torino. Scrive per le testate online “Caratteri Liberi” e “Corriere Israelitico”. Alcuni suoi interventi sono apparsi anche su “L’Informale” e “Italia-Israele Today”. È fondatore, con Matteo Fais e Franco Marino, del giornale online “Il Detonatore”. 


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