Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

I NON VOTANTI  (di Matteo Fais)

Un esercito di zombie elettorali si aggira per lo Stivale, sono i (non) votanti. Si tratta di coloro che, per un motivo o per un altro, hanno deciso di non recarsi al seggio in occasione di queste ultime votazioni europee – e, presumibilmente, molti di loro avevano scelto di astenersi dal proprio diritto già da lungo tempo.

Non ci vuole un grande analista politico per capire che, se poco più della metà del Paese non vota, qualcosa non sta funzionando. Più o meno come dire che, se nessuno più si sposa, un qualche motivo vi sarà pure – ma meglio sorvolare al momento su tale faccenda, che meriterebbe una trattazione a parte.

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Il problema sarebbe arrivare a comprendere cosa tenga queste persone lontane psicologicamente e fisicamente dalle urne. Anche perché, capire cosa si nasconda dietro questa massa che vive nell’ombra, potrebbe voler dire liberare una grande potenzialità o, perché no, riconoscere una zavorra di esseri inutili a livello civile.

Purtroppo, va da sé che senza un’approfondita ricerca sondaggistica, condotta da organismi autonomi, si può solo speculare. Cionondimeno può avere senso farlo, vista la difficoltà di una ricognizione, per così dire, scientifica. In verità, con una bolla social abbastanza ampia, è facile farsi un’idea, tanto più che oggi le persone non si tengono niente dentro e spiattellano tutto ai quattro venti, dai pranzi di Natale alle gite al cesso.

Per quanto l’osservazione sia dunque limitata, appare comunque come l’Italia sia piena di soggetti, magari minoritari ma certo rumorosi, che nutrono il sospetto di vivere entro una sorta di gigantesco complotto. Ci sono i famosi terrapiattisti – esistono davvero, anche oltre l’immaginazione dei giornalisti, e organizzano addirittura convegni –, i quali sono seriamente persuasi che la terra sia piatta e che, non si capisce perché, il Potere – chissà, poi, quale – ce lo tenga nascosto. Vi sono i sostenitori delle scie chimiche, quelli secondo cui non farebbero altro che avvelenarci con strani effluvi – avvelenano la stessa aria che respirano? – e far piovere provocando alluvioni. Questi, ogni volta che il cielo è nuvoloso, ne postano una foto su Facebook chiedendo “Secondo voi, è normale?”. Non si capisce cosa ci sarebbe di strano nel fatto che ogni tanto non ci sia sole, ma loro la pensano diversamente.

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Insomma, di casi umani non ne mancano. Abbiamo quelli convinti del potere satanista diffuso per il mondo, quelli del complotto giudaico massonico che ancora ritengono i famosi Protocolli dei Savi di Sion autentici. Per farla breve c’è un delirio, disponibile sullo scaffale, adatto per ogni persona che voglia smarrire il senno, più o meno come un abito per ogni taglia, skinny come over size.

Una categoria a parte sono quelli certi che la democrazia non esista più, che ci fanno votare solo per darci l’illusione e blah, blah, blah. Fondamentalmente, questi personaggi sono dell’idea che, affinché la democrazia possa dirsi reale, il mondo dovrebbe conformarsi alle loro aspettative. Un atteggiamento, ammettiamolo, vagamente infantile, tipico di chi non ha superato una momento dello sviluppo psicologico di base, che il bambino deve sempre compiere per crescere: distinguere tra il proprio sé e il mondo.

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In ultimo, restano coloro che sono giustamente sfiduciati. Questa gente ha capito che la politica è solo la manifestazione del popolo e non una forza perversa che agisce su dei buoni selvaggi di rousseauiana memoria; che sarebbe inutile eleggere anche la persona più onesta al mondo, se quest’ultimo è fatto di delinquenti o, comunque, di gente che, quando gli conviene, se ne fotte altamente di tutte le norme e dell’etica condivisa. Ciò che avviene ai piani alti, in soldoni, non è altro che il frutto di una malattia che abita il popolo italiano, di cui i politici sono degni rappresentanti.

Per concludere, c’è forse poco da stare allegri o da sperare che una qualche forza rivoluzionaria seria serpeggi sotto la scorza di quest’Italia tutto sommato non percorsa da tutte le tensioni che, potenzialmente, potrebbero esserci. Fatte le debite somme, la Meloni come il PD potranno andare avanti all’infinito con questa inutile dialettica democratica che non sposterà niente, né rovescerà le sorti di un Paese destinato solo a proseguire sulla spinta di una stanca inerzia. Tragicamente, le alternative sono se possibile peggiori.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”) e, in radio, con la trasmissione “Affari di libri” di Mariagloria Fontana. Ha pubblicato L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima (Robin Edizioni). Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Il suo romanzo più recente è Le regole dell’estinzione (Castelvecchi). La sua ultima opera è una raccolta di poesie, L’alba è una stronza come te – Diario d’amore (Delta3 Edizioni)

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