Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

A “REPUBBLICA”, INVITANO A ESSERE FELICI DEL RAZIONAMENTO ENERGETICO (di Matteo Fais)

“Repubblica” è sempre stato il giornale della Sinistra borghese, quindi il foglio di chi sta bene e consiglia a chi sta male di sentirsi bene. Normalmente, quest’ultimo si è anche sentito effettivamente meglio dopo aver letto i pezzi, cosa che non fa certo ben pensare riguardo ai poveri.

Il papiro in questione, peraltro, ha sempre potuto fregiarsi di grandi firme, come autori famosi, che hanno il coraggio di apporre il loro nome in calce alle peggiori corbellerie – anche questo rientra tra i magici poteri della Sinistra: trova sempre un nome altisonante per dare credito alle stronzate.

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Certo, negli ultimi anni, la posizione di massimo prestigio come cannoniere della cazzata è stata guadagnata dallo scrittore Francesco Piccolo. Per intenderci, era quello che, lo scorso Natale, in piena pandemia, minacciava fuoco, fiamme e armi atomiche contro eventuali untori nascosti tra i commensali, durante i pasti con i parenti. Fosse stato per lui, avrebbe chiesto il green pass anche alla suocera.

Ma, insomma, le paranoie covidiote dello scrittore erano ancora poco. Lo si può facilmente immaginare mentre viene contattato telefonicamente dal Caporedattore che gli dice qualcosa tipo “C’è da scrivere una puttanata, ma questa volta proprio grossa” e lui che risponde “Non temere, ci penso io, tra un’ora te la ritrovi sull’email”.

Questa volta, a ogni buon conto, il tema è il razionamento energetico e Piccolo si trova a svolgere l’ingrato compito di rendere gradevole una situazione simpatica come il non trovare più carta igienica dopo una copiosa deiezione. Ma lui è così, un po’ come quel personaggio sartriano che dice di avere le mani sporche, “immerse fino ai gomiti nel sangue e nella merda”.

L’incipit è del genere che ci hanno sempre detto, durante ogni estate, che al ritorno delle vacanze ci sarebbe stato un autunno nero dell’economia. In passato, però, forse esageravano, mentre questa volta i peggiori auspici si realizzeranno per davvero – impossibile pensare che a “Repubblica” abbiano informazioni false, anche perché sono in contatto diretto con chi gestisce il nostro futuro.

Comunque, Piccolo, come tutti i repubblichini, oltre che un giornalista e uno scrittore, è anche un esempio di specchiata moralità. Lui ha già “fatto discorsi noiosi ai nostri figli, che per le tre ore successive, compresi nel ruolo, hanno fatto ogni cosa al buio” e, durante l’estate, ha “cominciato a sudare copiosamente […], per non accendere l’aria condizionata”. Caspita! Il Signore sia con lui, sia santificato il suo nome, venga il compianto Eugenio Scalfari e sia fatta la sua volontà.

Certo, sul clima che verrà, da buon gretino, non sa che pesci pigliare (“Non sappiamo se arriverà un freddo più rigido (per colpa del cambiamento climatico) o più mite (per colpa del cambiamento climatico)”. A occhio e croce, però, il suo timore più grande è un altro: “Non sappiamo se con i lampioni spenti nelle città ci picchieranno e deruberanno”. Speriamo solo che i bulli abbiano il buon gusto di accendere la luce, per farci godere lo spettacolo.

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In compenso, Piccolo ha un palese desiderio erotico che non cela neppure più di tanto: “suggeriscono che per risparmiare energia si può fare la doccia in coppia; ma non è chiaro se si parla di farla con persone che conosci o che non conosci; credo si parli della prima soluzione, ma era più divertente la seconda (anche se più complicata da organizzare)”. Addirittura, a un certo punto, il suo pezzo assume una venatura vagamente sadomaso: “a casa faremo la doccia con un altro litigando per lo shampoo, graffiandoci a vicenda i nostri corpi nudi”. Insomma, l’autore di L’animale che mi porto dentro spera, con il razionamento, di avere una scusa per abbordare la vicina e trovare finalmente una mistress – sinceramente, la cosa fa un po’ tristezza.

Ma il suo punto, al netto dei desideri reconditi, è ricordarci che dobbiamo sentirci dei privilegiati (“E se ci lamenteremo, ci diranno che altri stanno molto peggio di noi, e sarà vero, e quindi non ci lamenteremo nemmeno più”). In vero, dobbiamo proprio imparare a vivere felici, anche se siamo nella merda fino al collo, come lui quando c’era la crisi petrolifera e le domeniche a piedi (“le strade erano piene di gente che sorrideva, di bambini che correvano, di persone ferme a chiacchierare al centro di un incrocio. Era senz’altro un momento buio, eppure aveva delle conseguenze che portavano stupore e felicità”). Indubbiamente, il giornale per cui scrive, con simili cretinate, ci aiuterà a sorridere e, magari, ci passerà anche la voglia di picchiarlo sotto i lampioni spenti.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

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