Il Detonatore

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ECOSESSUALI, QUELLI CHE SI ECCITANO A CONTATTO CON LA NATURA (di Clara Carluccio)

Di certo non li si può accusare di andare contro natura: “noi facciamo l’amore con la Terra, sussurriamo parole erotiche alle piante, accarezziamo le pietre, ci eccitiamo sotto le cascate”. Altro che quanto scritto da quel povero ingenuotto rétro di Marcuse, in L’uomo a una dimensione, auspicando un più genuino contatto dialettico, durante l’atto erotico, con gli elementi: “Si paragoni, ad esempio, il far l’amore in un prato e in un’automobile, durante una passeggiata fuori mura e in una strada di Manhattan. Nel primo caso, l’ambiente partecipa dell’investimento libidico, lo sollecita e tende ad assumere aspetti erotici. La libido si effonde al di là delle zone erogene immediate, in un processo di sublimazione non repressivo. Per contrasto, un ambiente meccanizzato sembra bloccare tale autotrascendenza della libido. Impedita nello sforzo di estendere il campo di gratificazione erotica, la libido diventa meno «polimorfa », meno capace d’assumere forme erotiche che vadano al di là della sessualità localizzata”.

Qui parliamo degli ecosessuali, adepti dell’eros in brodo vegetale, mica dei francofortesi! Capaci di convertire la sveltina di campagna in uno step evolutivo che travalica i confini di specie, sdoganando l’accoppiamento uomo-pianta. Chissà cosa risponde il Ficus quando si sente bisbigliare all’orecchio le più turpi zozzerie umane. Mi raccomando, ricordatevi sempre di chiedere il consenso.

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Indubbiamente, si può sperimentare una forma di godimento ascoltando Moonlight Sonata di Beethoven. Alcuni, però, la prendono alla lettera e si auto producono veri e propri orgasmi lunari. Come dimostra Madison Young – femminista e pornoperformer – che sa convogliare su se stessa l’energia orgasmica dell’universo, in questo estratto del documentario What is an ecosexual? (https://youtu.be/xjYC2SKHckU

Chi va per boschi in cerca di funghi, castagne o erbe aromatiche non conosce le vere potenzialità dell’ecosistema. A riguardo, nel video integrale, una pussy witch – letteralmente, strega della figa – ci istruisce sulle innumerevoli risorse a nostra disposizione: “C’è tanto cazzo nella natura”. E come non vederlo. Mi pare lecito, a questo punto, domandarsi come sia nato il forte impegno ambientalista di Greta Thunberg. Meglio non soffermarsi troppo su questi bla bla bla irrispettosi. 

Le fondatrici del movimento, Beth Stephens e Annie Sprinkler – moglie e moglie – hanno coniato lo slogan L’acqua ci fa bagnare. Roba da squali del marketing? Al massimo, cetrioli di mare. Le vediamo mentre fanno il gioco della fontanella, sputandosi vicendevolmente in faccia l’acqua salata con gemiti di apprezzamento. 

Gli ecosessuali hanno persino un loro pamphlet, lungo la bellezza di un intero foglio A4, da far invidia a Unabomber: “salveremo le montagne, le acque e i cieli con ogni mezzo necessario, soprattutto tramite l’amore, il gioco e il potere della seduzione”. Insomma, non la bellezza, o i gattini di Facebook, ma gli eco-grattini, salveranno il mondo. Ma, dubito siano sufficienti a risparmiarci tutte le imposizioni “a fin di bene” della nota transizione ecologica.  

Più commoventi del matrimonio di Christian Grey, le nozze ecosessuali, classificate per elementi o manifestazioni atmosferiche. Troviamo, infatti, il matrimonio della neve, del fuoco, del vento, del sole, e via discorrendo, fino al giuramento tra sposini. Rigorosamente bandito il lancio dei coriandoli. Meglio il muschio, a meno che non preferiate leccarlo

Per chi credesse che questa realtà sia ben lontana dal nostro arretrato Paese, sappia che il movimento ha già mosso, da tempo, i suoi passi anche nello Stivale. A Palermo, pochi anni fa, si è tenuta una mostra all’orto botanico – sconsigliata ai minori di 16 anni – per educare gli ecosessofobi all’amore green. Vediamo, in questo estratto, Zeng Boh, artista ecologista, mentre pratica un magistrale cunnilingus sull’organismo autotrofo di suo piacimento (https://youtu.be/tXy9Eqxmfpo

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Non c’è più bisogno di segregarsi in casa, per la vergogna, con il proprio bonsai. E, quelli che partecipano al gruppo di trekking per copertura – andando in cerca di formazioni falliche fingendo di dover fare pipì – potranno fare il loro coming out. Dopotutto, come dice Damiano – quello dei Maneskin: “love is never wrong”, l’amore non è mai sbagliato.

Ma, se la montagna non fa per voi, potete sempre recarvi in qualche località balneare e strusciarvi sulla sabbia fino ad autosoddisfarvi. Madre terra è ovunque. 

A ogni modo, dopo aver visto il documentario, non posso che complimentarmi per il Moonorgasm – come lei lo definisce – di Madison. Mio malgrado, non riesco ancora a provare attrazione per questa categoria. Che dire, sarò eco frigida.

Clara Carluccio 

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