Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’EDITORIALE – MA QUESTO CALENDARIO DELLA CODACONS SMINUISCE LA TONNAH ( di Matteo Fais)

SCANTTTAALLO!

Ma è uno scanTalo! Ma come si permette la Codacons di fare un calendario con delle topone-belle-figone-che-me-le-farei-dalla-prima-all’ultima? Ma qui non c’è più religione né ideologia, compagni e parenti! Qui siamo all’assurdo! Ma tutte queste femmine che hanno ricevuto una retribuzione per posare nude! Scandalo, abominio, maschilismo, orrore e raccapriccio. 

Ma staremo davvero scherzando, Signora mia. Ai bei tempi della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista, quelli che poi si sono fusi nel PD, la fica mica si mostrava così impunemente. No, Signora. I comunisti e gli scudi crociati erano per la passera messa in comune e quanto meno non rasata. Poi sono arrivati gli incel e abbiamo deciso che no, la figa era tutta per noi, perché gli incel sono di Destra, ma vorrebbero la passera in comune come noi di Sinistra.

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UNA MAATTTIINNA MI SONO SVEGLIATA… CON UNA PETIZIONE 

Ma qui, noi donne dobbiamo inTTTignarci, dobbiamo lanciare una peTTTTizione, dannazione e per bacco. La tonnah sembra divenuta un occcceettto. Noi donne lavoratrici, noi donne che la mattttina cerchiamo sempre il selfie giusto da caricare su onlyfans per guadagnarci onestamente il pane e dare un iPhone ai nostri figli. Noi mamme e maestre elementari con i video porno caricati su Telegram dai nostri fidanzati bastardi, che noi quei video li avremmo volentieri usati per guadagnare esentasse su onlyfans. Noi trattate come delle poco di buono su un calendario a culo nudo, quando in spiaggia abbiamo sempre indossato il perizoma, perché ok mostrare il buco del culo, ma solo in una situazione da vedo non vedo. Firmate anche voi per far ritirare il calendario e comprare le foto solo su onlyfans.

LA RIVOLTA DEI CESSI

E poi noi siamo inTTTIgnate perché la tonnah è sempre rappresentata come superbona e superfica, ma noi tonneh normali siamo normali e quindi i seni ci cascano come supertele sgonfi e c’abbiamo la cellulite e il culo flaccido, ma siamo belle, sì, belle. E ce lo diciamo sempre l’una con l’altra alle serate di autoanalisi collettiva, tra femministe. “No, Gina, se tuo marito ti ha mollata per una rumena ventenne, cerbiatta, con due bocce così e che profuma di fica invece che di candeggina è perché i maschi non ci rispettano, non l’hanno mai fatto, dall’inizio dei tempi e ci sottoMETTTTOONOO. No, Gina, no, non sei un cesso, non piangere. Tuo marito non vede la tua bellezza, malgrado i 45 chili di sovrappeso, perché l’hanno abituato a quei calendari patriarcali, con ragazze giovani e belle non femministe. 

RITIRATE QUEI CALENDARI 

Bisogna ritirare quei calendari perché noi tonneh normali ci sentiamo ridotte a uno stereotipo di donna bella, sensuale, con le forme, le gambe e le ascelle senza peli e un culo stupendo, quando noi siamo in sovrappeso, vecchie, flaccide e laide, ma ci sentiamo bellissime. È uno stereotipo che la tonnah fa eccitare i maschi. Le tonneh vere non sono così, quelle soffrono del gender crap, della vagina lasca, della tessera della CGIL. Le tonneh vere sono non una di meno e mi abbatto la testa contro i muri, sono FEMMINISTE e pro aborto anche e soprattutto se nessuno le ingravida e non vogliamo il calendario delle donne belle perché le donne belle sono perseguitate da secoli. Le tonneh vere postano le foto del loro culo vittima della forza di gravità con una citazione da Sylvia Plath, quella che ogni tonnah ama un fascista, anche se in realtà ama un cuckold femminista. Il calendario, comunque, non lo vogliamo perché l’abbiamo deciso tutte insieme: ci umilia e noi siamo belle anche se nessun maschio ci caga.

Matteo Fais

Canale Telegram di Matteo Fais: https://t.me/matteofais

Chat WhatsApp di Matteo Fais: +393453199734

L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Da ottobre, è nelle librerie il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

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