Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’EDITORIALE – PUBBLICITÀ DUREX – LA DESTRA RIPARTA DAL SESSO LIBERO CHE SINISTRA E GRANDI MARCHI HANNO UCCISO (di Matteo Fais)

C’era una volta la Sinistra maschia e rivoluzionaria. C’era una volta la Sinistra contro i bigotti, mentalmente ottusa come ogni congregazione religiosa – da quella maomettana a quella cattolica – che, però, lottava per dare libera espressione a ognuno a mezzo della sessualità. Intendiamoci, queste sono solo narrazioni romantiche. Più prosasticamente, i capipopolo se le chiavavano tutte e gli altri si facevano le seghe a due mani. Ma, quantomeno sulla carta, idealmente, l’intento doveva essere a più ampio raggio.

Beh, come al solito, è bastato poco perché i sinistri si rivelassero per ciò che realmente sono. È bastato un virus. Siamo così passati dal sesso libero al sesso “perfettamente igienico”, come lo definisce Oscar in Luna di fiele, il bellissimo romanzo di Pascal Bruckner e l’ancora più bella trasposizione cinematografica di Roman Polanski.

Basta vedere la nuova pubblicità della Durex, noto marchio di preservativi e ammennicoli vari per il sesso, comparsa di recente su Facebook. “Toccatevi”! Insomma, da propugnatori della sessualità senza confini, della fantasia più gioiosamente sordida al potere, a strenui sostenitori del distanziamento genitale – ovviamente dalla parte del Potere, quindi della Sinistra.

La pubblicità della Durex comparsa su Facebook

Non si scopa più. La nuova Sinistra volge dalla libertà senza freni tra uomo e donna al gayfriendly, al gender fluid, e infine alla pippa covid free. Roba che, a paragone, i miei nonni, materni e paterni, tutta gente che andava in Chiesa ogni domenica, erano più felici.

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Peraltro, lasciate che ve lo dica: qui, tempo vent’anni, e il sesso passerà dalla materialità all’etereità virtuale. Il covid-19 lascerà una senso di incertezza devastante, su una popolazione non più abituata a fare i conti con l’idea della morte. Anche quando verrà debellato, resterà la paura che possa sopraggiungere – e sopraggiungerà certamente – una qualche nuova malattia – con l’aids, il giochetto non gli era riuscito, essendo questo sul breve termine molto meno palese di una polmonite. Sarà allora che introdurranno un qualche sistema simile a una tuta elettrostimolante che soppianterà in toto la vecchia e cara carnalità, essendo questa tendenzialmente troppo rischiosa. Sì, un giorno scoperemo con dei cavi – o saremo collegati in bluetooth? – che correranno dal computer al nostro corpo, come in una visione distopica di David Cronenberg. Tutti, in ultimo, accetteranno una simile soluzione per paura di infezioni e malattie, dato il ricordo di ciò che è stato. Come al solito, al principio, come accaduto per questo telefono che tutti abbiamo in tasca, ci sarà qualche duro e puro che non cederà, ma poi, alla lunga, nessuno ne potrà fare a meno, anche perché non troverà alcun partner disponibile per un antico e dolce scontro di corpi.

La Destra, se ci fosse una Destra seria in Italia e nel mondo, dovrebbe ripartire da qui, dal ritorno al corpo, il campo di battaglia in cui ognuno di noi si scontra con l’alterità altrui. Perché, vedete, è proprio questo il bello della sessualità che non si riduce a masturbazione: lo spaventoso incontro con l’altro, soprattutto se del sesso opposto. Con questo bisogna accordarsi, capirsi, creare un intesa, venire a patti. Peggio che dirigere un’orchestra. Perciò, in un mondo di singoli e monadi spaventate, trionfa la sega solitaria: rapportarsi con sé stessi è più semplice. “L’inferno sono gli altri”, dice Sartre. Basta dunque eliminarli e si porteranno via con sé pretese e malattie, angosce e odori sgradevoli. Eppure, eppure rimpiangeremo quel covo di germi, batteri, virus e sudate dolcezze, la sensazione per cui “Io sono in te/ come il caro odore del corpo/ come l’umore dell’occhio/ e la dolce saliva/ Io sono dentro di te/ nel misterioso modo/ che la vita è disciolta nel sangue/ e mescolata al respiro”*. Ho già nostalgia.

*Lalla Romano, Poesie (a cura di Cesare Segre), Einaudi, Torino 2001.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Da ottobre, è nelle librerie il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

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