Il Detonatore

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BOILER SUMMER CUP – CARI AMICI MASCHI, ANCHE SE LE DONNE SBAGLIANO, È STUPIDO ESSERE CRUDELI CON LE RAGAZZE IN SOVRAPPESO (di Matteo Fais)

A quanto dicono le statistiche, un terzo degli uomini al di sotto dei 29 anni non ha accesso a una vita sessuale e affettiva. È così in Italia, ma pare che, anche in America, le cose non vadano meglio. Secondo gli ultimi dati noti qui in Europa, anche lì, un terzo dei giovani, non ha neppure un rapporto carnale all’anno. Una cosa francamente paradossale. Nel Paese che ha lanciato il porno e che è tra i suoi massimi produttori al mondo, tutti questi uomini sono forzatamente tenuti ai margini del mercato sentimentale. 

Non si parla di sproporzioni, che sono sempre esistite, ma proprio di una sorta di morte sociale che colpisce senza pietà alcuni. Non per niente, come negli anni ’60 vi erano i gruppi di coscienza collettiva femminile (e femminista), oggi, si fanno sempre più largo, anche grazie al web, masse di uomini che hanno acquisito una nuova consapevolezza rispetto al rapporto dei sessi. I redpillati, gli MGTOW (o Men Going Their Own Way, ovvero Uomini che vanno per la loro strada), per non parlare degli incel che si convogliano in alcuni forum appositi.

Meglio chiarire un concetto: questi giovani e meno giovani maschi hanno in massima parte ragione. Le donne, di questi tempi, sono stronze, insensibili, pretenziose – si potrebbe, praticamente, dire da evitare. Persino i cessi impresentabili – quelle più larghe che alte, con un culo che oscura il panorama e la pancia che ballonzola come un osceno sacco di farina slabbrato – fanno la parte delle gran dive. Una roba insopportabile! Da gridar loro dietro parole irripetibili. Presumibilmente, neanche la Claudia Schiffer dei tempi d’oro si sarebbe atteggiata come queste scrofe che camminano impunemente a piede libero, infettando le strade della loro supponenza.

È ragionevole pensare che tanta ingiustificata altezzosità abbia portato i numerosi esclusi dalle gioie della liberazione sessuale ad assumere un atteggiamento di aperta ostilità verso quelle che i redpillati chiamerebbero NP (Non persone), scroccasushi (coloro che approfittano anche della loro minima avvenenza per rimediare inviti a cena da maschi bisognosi), o d word (donne, secondo la formula americana che si limita a usare la prima lettera, quando non si vuole pronunciare la parola nella sua interezza).

Non per niente, tra le tante manifestazioni della guerra tra i sessi, è appena spuntata questa challenge (sfida), su TikTok, nota come Boiler Summer Cup, ovvero una gara tra i giovanissimi che consiste nel conquistare delle ragazze in sovrappeso, sedurle, magari portarle a letto, per poi mollarle nel più brusco dei modi, umiliandole.

Certo, è contemplabile l’ipotesi di restituire al genere femminile un po’ del suo modo di fare privo di remore. Del resto, se loro fanno le infami e selezionano nel modo più spietato, perché non dimostrare che possiamo fare altrettanto ed essere anche noi crudeli, autoreferenziali, privi di empatia ed egoisti. 

Verrebbe da dire, “Sì, questa è la via”. Tra l’altro, l’errore più grave è reagire con la non violenza a chi ci dichiara apertamente guerra. E, se loro sono stronze, noi possiamo esserlo a nostra volta, saziandoci sadicamente delle loro lacrime.

Davvero, non sarebbe una cattiva trovata, ma prendersela con delle ragazze in sovrappeso che si sovrastimano è inutile. Nel migliore dei casi, i maschi più quotati daranno loro una botta prima di sbatterle fuori dai coglioni. La vita trasmetterà sicuramente la sua lezione. 

Meglio lasciar perdere ed evitare di esasperare una situazione già prossima alla rottura. Vi sono tutta una serie di problemi ben più seri che riguardano ambo i generi – dal lavoro al degrado dell’assistenza sociale – e sarebbe inutile appiattire il tutto su una questione di scopate concesse e mancate. 

L’umanità maschile deve smetterla di cadere nella trappola del femminismo e divenire una risposta uguale e contraria ad esso. Combattere sull’IVA degli assorbenti, per fare un torto a queste quattro deficienti, non costituisce assolutamente una minaccia al Potere. Non bisogna mai dimenticare che esiste ancora qualche donna sana di mente con cui fare fronte.

Matteo Fais 

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

4 commenti su “BOILER SUMMER CUP – CARI AMICI MASCHI, ANCHE SE LE DONNE SBAGLIANO, È STUPIDO ESSERE CRUDELI CON LE RAGAZZE IN SOVRAPPESO (di Matteo Fais)

  1. E’ arrivato il momento di approfondire e di chiedersi come siamo arrivati a questo punto. Chi l’ha detto che l’atto sessuale ha lo stesso valore morale di una stretta di mano o di un giro di valzer? Chi l’ha detto che una moglie può licenziare un marito quando vuole e tenersi comunque la sua casa e il suo stipendio? Chi l’ha detto che lo stupro o la molestia non devono essere necessariamente atti oggettivamente violenti e ricattatori ma è la donna che a posteriori decide se era consenziente oppure no? E tante altre infamie che dall’Onu arrivano fino a noi al di fuori di ogni ragionevolezza.

  2. Non sono 4 deficienti e le donne sfruttano ampiamente i privilegi che il femminismo, ideologia intrinsecamente negativa, concede loro.
    Inutile volere volere la pace quando l’altra parte vuole la guerra.
    Cavalleria fa rima coglioneria, è ora di svegliarsi e guardare la realtà per come è e non per come la si vorrebbe

  3. Già scrivere “Cari maschi… le donne sbagliano”, ossia contrapporre “maschi” a “donne”, mentre avresti dovuto scrivere “uomo” e “donne” oppure “maschi” e “femmine”, denota un certo pregiudizio sessista di fondo. Liberatene e poi parliamo.

    1. Ritengo Matteo Fais una persona molto intelligente. Il fatto che anche lui cada nella trappola che contrappone “donne” a “maschi” (fateci caso, quasi mai si scrive “femmine”) è indice di un clima culturale molto severo e saldamente segnato da misandria.

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