Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’ITALIA: UNA NAZIONE DI DEFICIENTI (di Franco Marino)

Ho scritto proprio un paio di giorni fa che non bisogna essere presuntuosi quando si scrive il proprio parere. Dunque, se scrivessi che i commenti al mio articolo sull’Ucraina sono commenti da deficienti, ci metterei ben poco a qualificarmi come incoerente oltre che borioso e presuntuoso. Ci sono tuttavia circostanze in cui si deve scegliere: o si fa i ruffiani e si cerca di mediare, magari chiedendo scusa, o si sceglie la via della sincerità, rischiando di apparire boriosi. E non potendo far violenza a me stesso, sarò sincero e ammetterò che della gran parte dei commenti negativi ricevuti sulla pagina Facebook del Detonatore, non ce n’è uno, dico anche solo uno, che meriti di essere considerato intelligente. E non perché contrari allo spirito del mio articolo, anzi. Io ho rapporti meravigliosi con gente che è all’opposto rispetto alle mie convinzioni. E detesto i leccapiedi, anche quando i piedi sono i miei. Un accordo totale su tutto non è richiesto nemmeno tra coniugi, figuriamoci tra un blogger e i suoi lettori. E tuttavia la sensazione di scoramento nel vedere quanto la gente sia stata rincoglionita dalla vita, alle volte pervade il mio animo. Non perché io sia disabituato alla bassezza che può raggiungere chi decide di commentare un articolo, che anzi scrivendo da quasi vent’anni, è una sorta di “rischio del mestiere”. Ma perché è un rincoglionimento che pago anche io che, sinceramente, rincoglionito non sono.

Un grande corsivista del passato, Ricciardetto, diceva che gli italiani sono un popolo geniale in tantissime cose ma che in politica sono sempre stati dei bambini. Ai tempi sarà parsa una boutade ma della profonda verità in essa insita, me ne sto accorgendo proprio in questi anni. La scelta di paragonare l’italiano medio ad un bambino non è casuale. Come un bambino, l’italiano pensa di poter pestare i piedi ai più grandi senza pagarne le conseguenze. Come un bambino, l’italiano pensa che ci sarà sempre qualcuno che si prenderà cura di lui anche quando i genitori saranno morti. Come un bambino, l’italiano non capisce che i capricci non cambiano la realtà. In sostanza, è come se il mio popolo vivesse immerso in un profondo infantilismo che fa tanta più rabbia quanto più gloriosa è stata la nostra storia, quanto più quel genio totalmente assente in politica, si esprima invece in altri campi.
E così l’italiano fa debiti, nella folle convinzione che se poi arriva il conto, ci sarà sempre qualcuno che pagherà al posto suo. Si disarma, illudendosi che ci sarà sempre babbo USA a difenderlo, ché se poi quel babbo non è tanto paterno oppure muore, ci sono tanti patrigni pronti a prendere il suo posto. Inneggia alla pace, credendo – come un bambino capriccioso – che dire “no alla guerra” e mettere le bandierine arcobaleno, sia un argomento efficace contro la guerra. Ma soprattutto, crede che la guerra sia opera del Male contro il Bene, quanto assai spesso non è altro che l’estrema conseguenza di un lungo percorso in cui, dietro il paravento della pace da salvaguardare, si sono compiuti dei soprusi ai danni dei pacifici. Il nostro paese sembra non rendersi minimamente conto che tutto il benessere e tutta la pace di cui ha goduto in questi ottant’anni, non sono figli di un’evoluzione della specie umana, ma una fortuita e irripetibile serie di coincidenze geopolitiche. Che invece di far riflettere le persone, le ha completamente infiacchite e rincoglionite. Ecco dunque il perché della sequela di idiozie che ho letto nei commenti al mio articolo. Che non contenevano nessuna argomentazione. Solo attacchi personali. Solo i capricci di sciocchi che si illudono che basta guardare con severo cipiglio chiunque cerchi di riportarli alla realtà dura e cruda.

La verità è che l’Italia è una nazione meravigliosa che tuttavia è ancora allo stadio preadolescenziale. Dove l’infante non si crea nessun problema di fare spese folli, di provvedere alla propria difesa, tanto ci sarà sempre qualcun altro che pagherà. E alla bisogna, si può sempre dare colpa al cattivo di turno, stavolta Putin, che, ohibò ma che brutta persona, osa fare gli interessi della sua nazione fino alle estreme conseguenze. Qualcosa che d’altro canto, dopo tanti anni di politica serva dei paesi stranieri, gli italiani non concepiscono più. Anche perché per costoro i problemi non si risolvono facendo sacrifici, rischiando qualcosa. Basta dire “No alla guerra”, basta stramaledire qualcuno. Una volta un tale disse che “tra tutti i guai e le sfortune che possono capitare agli italiani, non ce ne sarà una che non sia meritata”. Lì per lì la presi come l’ennesima sparata antitaliana. Ma da italiano che ha sempre amato visceralmente il suo paese, comincio a pensare che avesse ragione.

FRANCO MARINO
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15 commenti su “L’ITALIA: UNA NAZIONE DI DEFICIENTI (di Franco Marino)

  1. Per secoli siamo stati sotto “tutela” straniera. “Franza o Spagna purché se magna”. Quindi l’atteggiamento di non assumersi responsabilità per il proprio destino è atavico. Anche l’unità d’Italia fu fatta sotto “tutela”, quasi un gioco di dispetti e ostruzionismi tra Francia, Inghilterra e impero Asburgico.

    1. Buongiorno Franco, nel mio commento precedente sono stata molto molto breve, perché purtroppo ho avuto un problema di salute, questo momento non è facile per me, però sto migliorando, anche se dovrò aspettare tanti giorni, il miglioramento deve essere quotidiano e costante. Io sono una ottimista di natura, ma per quanto riguarda la nostra situazione italiana, con questo governo che non fa neanche un gesto, che sia a favore del popolo italiano, mi sento talmente arrabbiata, che provo persino schifo per quel partito che da anni ho votato e difeso. Questa mattina ho ascoltato la conferenza stampa che ha rilasciato Putin, nella quale spiega i motivi e la causa di tutto ciò che è successo. Premetto che lui non è perfetto, avrà i suoi torti, ma sentire un presidente che difende il suo popolo e che pensa al bene del suo popolo, È l’esatto contrario di quello che stanno facendo i nostri pseudo governanti. Io che sono una persona molto semplice e terra-terra, avrei la soluzione per risollevare le sorti del paese, Eccome se l’avrei, ma questi personaggi che si sono venduti per interessi personali, non faranno mai quello che è l’interesse del nostro paese, perché non gliene porta niente. I miliardi di dollari, o milioni di dollari che hanno nascosti nei paradisi fiscali, permetterà però a questi fantomatici politici di salire su un aereo, in caso dello scoppio della guerra e di mettersi in salvo con le loro famiglie, intanto nella M…… rimarremo soltanto noi, Popolo italiano.

  2. …….che l’Italia sia un popolo di deficienti lo si riscontra da questi due anni di virus, ora da questa guerra, che la maggior parte non ha capito perché sta succedendo ‼️
    ……..e stendiamo un velo pietoso sui politici‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️‼️😡

  3. Guarda, non è neanche questione di essere più o meno deficienti; tutto sommato anche gli altri popoli lo sono.
    Quello che veramente contraddistingue l’italiano, inteso come individuo e non come popolo, è l’elevato livello di egoismo. Un egoismo ancora in fase individualistica, un egoismo del singolo individuo che crede di non aver bisogno di nessuno e proprio per questo motivo si fa sottomettere senza neanche accorgersene.
    Quanti italiani sono consapevoli di essere stati colonizzati dagli USA?

  4. Paragonando il popolo italiano ai bambini, sei stato troppo buono. La verità è nel titolo. Però vale solo per una parte. Ancora non mi spiego perché. Attraverso quale meccanismo si è creata una differenza così netta e marcata?

  5. [COMMENTO EDITATO DALLO STAFF DE IL DETONATORE]
    Gentile Magda, i tuoi commenti per essere approvati, devono essere rispettosi nei confronti degli autori degli articoli. Viceversa, non passeranno mai.

    LO STAFF DEL DETONATORE

    1. Ma nei confronti dei lettori e degli italiani tutti l’autore dell’articolo può dire che sono tutti “deficienti” e scrivere che di 1000 commentatori al suo pezzo su Fb “nemmeno uno poteva considerarsi intelligente”. E il mio sul suo blog “Il Detonatore”, pur non offensivo, ma solo dissenziente, non è stato nemmeno pubblicato. Bel metodo democratico e rispettoso. Ora so cosa pensare dei tipi come lei, che mi pubblichi o meno.

      1. Signora l’articolo non era riferito a tutti ma ai deficienti che non hanno capito una fava di ciò che intendevo dire. Tra cui Lei.

  6. Se nessuno tra i tanti commentatori “ha capito una fava” di cosa intendeva dire, è evidente che non si è saputo spiegare, o le sue argomentazioni non sono state convincenti e comprensibili… E non tutti sono così “deficienti” come lei vuol far credere dall’alto della sua presunzione.

    1. Nono, si fidi. Nessuno tra coloro che ha commentato negativamente ha capito una fava di quello che ho scritto. Perché non c’era un’obiezione che fosse una che abbia colto il vero senso dell’articolo. Lei per esempio che ha capito del mio articolo?

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