Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

SHANGHAI E L’UCRAINA, METASTASI DEL CANCRO DEL MONDO: LA MORTE DI DIO (di Franco Marino)

Chiunque abbia, in prima persona o attraverso i propri cari, avuto a che fare col cancro, sa benissimo che il problema non è tanto estirparlo ma prevenire le recidive che spesso sono fatali. E prevenire le recidive richiede di capire come si è formato il cancro, per quale ragione. Spesso un tumore ha origini genetiche: in sostanza, uno nasce con un difetto di fabbricazione che prima o poi scatenerà la malattia. E lì non ci può fare niente. Si può riempire di veleno attraverso chemio e radio, ma tanto il tumore torna. Altre volte, nasce da cattive abitudini. Si pensi al fumatore che si riempie di nicotina per poi farsi venire un cancro ai polmoni. Altre volte alla base c’è una cattiva alimentazione, un forte stress, cause ambientali. Il problema è che raramente si riesce a capire da dove deriva il problema. In informatica, quando un programma smette di funzionare, si disabilitano tutte le sue componenti, poi si riavviano ad una ad una tutte, fino a quando il malfunzionamento non si verifica di nuovo e allora in quel momento si capisce qual è il componente che non va, da riparare. In medicina, purtroppo, non è sempre possibile agire così. Anche perché non si tratta di programmi ma di esseri umani. Ma il senso è che è inutile estirpare un cancro, senza capire qual è la sua origine, che i medici chiamano “patogenesi”.

Da quando è iniziata la guerra in Ucraina, non ho preso posizioni. Intanto perché la semplice idea di “schierarmi” la trovo semplicemente ridicola. Dovrebbe presupporre che abbia importanza per l’umanità il mio pensiero e invece se c’è una cosa di cui ormai sono consapevole è di non contare nulla, nonostante qui nel Detonatore qualcuno abbia persino creduto che io avessi qualcosa di interessante da dire. Nondimeno, ho sempre trovato patetiche sia la russofobia – sfociata nelle demenziali epurazioni ai danni di tutti coloro che cercavano di frapporre una riflessione al delirio globale – sia la russofilia di coloro che ritengono Putin una sorta di cavaliere bianco che salverà il mondo. Perché questo significherebbe circoscrivere un problema che non è ucraino né russo. Ma mondiale. La guerra in Ucraina non scoppia a caso. E’ il riflesso di un problema che dura da decenni e non si limita soltanto ai minuscoli Donbass e Crimea. Va oltre. Ha una patogenesi molto chiara, un problema irrisolvibile, che oggi investe l’Ucraina e Shanghai, domani investirà altri luoghi, che magari nessuno si aspetta. Perché si origina in un mondo divenuto ingestibile perché siamo diventati troppi. Perché l’allungamento della durata media della vita, del benessere, ha provocato un aumento della popolazione, a fronte di risorse non illimitate, che questo pianeta non può più gestire.
Tutto questo ha un’origine molto chiara ed è la bulimica fame di vita eterna, che si estrinseca nel paradosso di una civiltà che, pur di vivere a lungo, è disposta a vivere malissimo. Dal momento che le risorse non sono illimitate, si sta semplicemente arrivando all’esaurimento. E sono proprio queste le circostanze che provocano le crisi economiche, sociali e infine le guerre. Perché il mondo non è fatto per tollerare vite inutilmente lunghe ma vuote. Non ci sono risorse a sufficienza per sfamare sette miliardi di persone che vogliono vivere cento anni, di cui i secondi cinquanta a spese dello stato, imbottendosi di medicine. Perché se le risorse bastassero per tutti, tutti potrebbero saziarsi senza aver bisogno di aggredire il prossimo. Ma dal momento che la vita sociale del pianeta si fonda sul consumo di risorse non rinnovabili, è inevitabile che mano mano che queste diminuiscono e la popolazione globale aumenta, i problemi si aggraveranno. Solo che fin quando il problema era locale, le guerre erano locali. Oggi che i mezzi hanno messo in contatto tutto il mondo, il problema è diventato inevitabilmente globale, perché le piattaforme su cui si sta sviluppando il conflitto, si muovono su scala globale. E così come i tumori si diffondono grazie al sangue – generando le cosiddette “metastasi a distanza” – il tumore che sta uccidendo il mondo ha sicuramente una base primitiva ma sta metastatizzando ovunque. L’Ucraina è solo uno degli organi colpiti. In questi giorni scopriamo di Shanghai. Domani salterà fuori qualche altro posto. Fin quando non si capirà che il problema non è giocare a indiani contro cowboy, a buoni contro cattivi. Il cancro che sta distruggendo il mondo ha un unico nome: la morte di Dio.

Aver ucciso Dio ci ha costretti a perseguire il culto di una vita lunga e materiale, sfogando sull’individualismo la fame di eternità che la coltivazione dello spirito saziava. L’eliminazione di Dio dalla nostra sfera, non ha ucciso il desiderio di eternità che c’è in noi, e non ha neanche regalato al mondo un autentico ateismo intellettuale, dal momento che, come disse qualcuno, da quando abbiamo smesso di credere in Dio, crediamo a tutto il resto, anche a plateali baggianate. Inseguendo il mito della perfezione di un corpo destinato alla decadenza, cercando in tutti i modi il benessere materiale, dimenticandoci che il piacere, sessuale, alimentare, è destinato unicamente alla perpetuazione della specie, non al proprio ego, ci ritroviamo senza una guida, senza una direzione, senza uno scopo che non sia, appunto, soddisfare nella materia il vuoto lasciato da uno spirito ineducato. Abbiamo vissuto uccidendo Dio, come quegli adolescenti sconsiderati che, credendo di poterne fare a meno, ammazzano i genitori per godersi un’illusoria libertà che è solo esplosione dei propri istinti, per poi raggiungere l’età adulta, senza sapere cosa farsene.
Infine, ci ritroviamo soli, senza una meta, senza una direzione. A scervellarci tra una guerra e l’altra, tra un lockdown e l’altro, distribuendo le nostre energie alla ricerca di tonnellate di vuoto che, per definizione, ci lasciano nel nulla. Perché vivere unicamente per la propria finitudine morale e materiale, predando tutte le risorse circostanti, inseguendo a colpi di paranoie una longevità che assomigli illusoriamente all’eternità, alla fine conduce alla morte dello spirito. Che coincide con la fine del mondo. Questo è il vero messaggio che arriva da questi anni così cupi. Bisogna ritornare da Dio. Una considerazione che da ateo non avrei mai pensato di concepire.

FRANCO MARINO
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16 commenti su “SHANGHAI E L’UCRAINA, METASTASI DEL CANCRO DEL MONDO: LA MORTE DI DIO (di Franco Marino)

  1. Ed io, da credente, non posso che darti ragione anche in questo caso. Al 100%, come praticamente nel 100% dei tuoi articoli. Hai tutta la mia stima e ammirazione Franco, non a caso amo le teste pensanti e gli animi sensibili.

  2. Grazie per questo scritto che induce a soppesare ogni parola. Grazie per l’umanità che traspare sempre in ogni articolo, di qualsiasi argomento si tratti, in alcuni casi velato da un sottile scetticismo.Permettimi alcune considerazioni. “Non contare nulla, nonostante qui ecc..”non sono d’accordo. I tuoi articoli sono sempre molto seguiti e commentati e per le tematiche e per il modo approfondito e per lo stile. Inducono sempre alla riflessione. “Abbiamo vissuto uccidendo Dio” non è così. Lo abbiamo escluso dalla nostra coscienza, lo abbiamo rifiutato nella nostra vita ergendoci al Dio di noi stessi. Dio non può essere ucciso. L’assenza di Dio porta alla morte dello Spirito e quindi sì “bisogna tornare a Dio” che nulla ha a che fare con la chiesa d’oggi. La fame di vita eterna è insita in ogni essere umano ma non è quella terrena. Una vita non è mai inutile ne vuota per quanto incomprensibile ai nostri occhi. L’affermazione “ i secondi cinquant’anni a spese dello Stato” è discutibile. Da una parte o dall’altra siamo portati a schierarci, il nostro pensiero e la nostra indole ci portano naturalmente a delle scelte che possono anche mutare in base agli accadimenti. Putin non è il cavaliere bianco, certamente, ritengo però che in questo stato delle cose sia l’unico che possa contrastare il predominio dell’America e della NATO, riportando certi valori che il mondo occidentale sta stravolgendo. Non sarà comunque il nostro salvatore ne dell’Europa.. il mio commento è un po’ lungo, me ne scuso.

  3. Sei fantastico, ma già lo sapevo. Aggiungerei che da ebrea laica, ciònondimeno la vita di quelli come me è improntata a delle regole “ spirituali” che se anche non risolvono tutto, aiutano molto. Baruch Hashem! E buona Pasqua !

  4. Scusa se te lo faccio notare, ma proprio le tue parole ti connotano come non ateo, ma tu mi sembri troppo intelligente per esserlo, se cogli almeno un po’ la complessità del creato non puoi essere ateo. Certo le religioni con questo c’entrano poco, sono solo messaggi diversi, per diversi popoli, in epoche diverse, in una parola strumenti, potenzialmente utili e funzionali ma non per forza necessari per raggiungere un livello di consapevolezza che, come dimostri tu stesso, non é altro che una chiave di lettura. Sembri solo vittima di un pregiudizio verso un dio che non ti ha potuto convincere rinchiuso in nessuna scatoletta, ma che riesci a percepire guardandoti attorno come unica possibilità… non male per un ateo🤣🤣🤣, tecnicamente puoi definirti agnostico direi. Buona vita.

  5. E’ una considerazione che ho fatto anch’io, ma in maniera più tranchant: più che un ritorno a dio, da ateo, personalmente potrei auspicare un ritorno alla religione. Una religione di tipo etico che, in quanto tale, educhi l’individuo su cosa sia giusto e cosa sbagliato, visto che ad oggi non lo fa più nessuno. Evidentemente l’uomo ha ancora bisogno di questo. Non tutti però: per conto mio non ho bisogno di un’autorità che mi dica sia sbagliato rubare, non lo farei comunque. Andare oltre il bene e il male è stato un errore, l’uomo si è evoluto in parte solo biologicamente, per il resto c’è ancora molta strada da fare. Sperando di non perderla.

  6. Io continuo a credere che la sovrappopolazione sia l’alibi con cui certi psicopatici ai vertici del mondo giustificano i loro deliri di onnipotenza e le loro teorie eugenetiche. Il problema è che abbiamo investito incredibili conoscenze e risorse tecnologiche in tablet e telefonini, quando le stesse potevano essere rivolte altrove (ci rendiamo conto che negli Anni 60 si parlava apertamente di colonizzare lo spazio e i mari?).
    È come se “qualcuno” avesse deciso che gli uomini non dovessero più rivolgere gli occhi al cielo ma sempre e solo sulla Terra.

    1. Se fosse come dici tu, non ci sarebbe bisogno di fare le guerre e non ci sarebbe la criminalità perché le risorse basterebbero per tutti.

      1. Di risorse ce ne sono in abbondanza… il problema è che piuttosto che metterle a frutto tendiamo a dilapidarle, siamo come l’ereditiero di una fortuna che la consuma senza il minimo criterio. Se tornassimo a Dio, come suggerivi tu, vedresti che abbondanza, in quantità e qualità. Potrei suggerirti una lettura interessante se ti va…

        1. pienamente d’accordo con Daniele. Ci sono deserti che potrebbero essere trasformati in giardini con le attuali tecnologie e amici scienziati mi hanno confermato che si potrebbero nutrire anche il triplo degli attuali abitanti della Terra.
          La logica che regola le guerre non è quella della povertà di risorse ma dell’avidità e della volontà di potenza di una minoranza che si crede al di sopra delle leggi umane.

      2. Infatti non vi è BISOGNO. Le guerre sono sempre dettate dalla volontà di potenza di questa o quella ideologia o di una minoranza di individui che si credono “eletti” tra gli uomini.

  7. Di risorse ce ne sono in abbondanza… il problema è che piuttosto che metterle a frutto tendiamo a dilapidarle, siamo come l’ereditiero di una fortuna che la consuma senza il minimo criterio. Se tornassimo a Dio, come suggerivi tu, vedresti che abbondanza, in quantità e qualità. Potrei suggerirti una lettura interessante se ti va…

  8. Recenti studi hanno dimostrato che il pianeta per andare in crisi alimentare dovrebbe essere popolato da oltre trenta miliardi di persone….
    Il Reale problema è che circa il 90 %della ricchezza del pianeta è in mano – esageriamo- a quindici famiglie con le ovvie conseguenze…..
    La ricerca di Dio credo sia un atto spirituale personale anche perché i popoli sono più facilmente manovrabili quando non hanno più valori in cui credere…..la crescita tecnologica è avanzata di pari passo con la decrescita spirituale,altri dei – il potere la ricchezza la bellezza fine a se stessa il materialismo – hanno prevaricato la vera immagine di Dio ma come dicevo prima tutto nasce da un disegno ben preciso: la dedivinizzazione spirituale dell’uomo per renderlo schiavo di bisogni manovrati dai soliti noti….. Sono sparite intere civiltà per questi motivi e l’occidente rischia di fare la stessa fine rinnegando le sue radici cristiane e non rimettendo in primo piano i valori scolpiti nella pietra da Dio……. comunque bisogna aver fede e speranza perché chi crede e lotta per i valori di Dio è ben più numeroso di quel che si creda…..non appariamo ma ci siamo…..

  9. Secondo la meccanica quantistica il nulla e il vuoto non esistono, anche nei meandri profondi e oscuri dell’ universo si possono generare vibrazioni capaci di mettere in moto scintille. Molto consolante dal punto di vista fisico poi sulla spiritualità tocca arrangiarsi da soli, c’è ampia scelta.

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