Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA PRESIDE E QUELLO CHE FEMMINISTE E MASCHILISTI NON DICONO (di Clara Carluccio)

La preside e lo scolaretto. Un titolo ideale per fantasticare di scenari erotici alla Tinto Brass. Tutti i giornali ne parlano. Lei si chiama Sabrina Quaresima, lui il liceale. Non essendoci fatto dono di conoscere nome e fattezze anche dell’altro soggetto, il web punta dito e occhio solo sulla donna “con la faccia da troione” limitandosi a discutere sulla, più o meno legittima, vivacità sessuale della stessa.

A questo ci ha abituato il femminismo contemporaneo, fortemente sostenuto da uomini che vorrebbero aumentare le possibilità di copulare e che poi si scagliano come muli contro quelle che esprimono dubbi sui risvolti negativi che il movimento ha preso negli ultimi tempi. Insomma, libere di darla, ma non di tenersela. 

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La propaganda si sofferma sempre e solo su questioni materiali: sesso, aborto, guadagno, lavaggio dei piatti, minigonna, catcalling. Senza mai approcciare la sfera del sentire umano, nelle sue debolezze e tragicità. Infatti, dove ci sarebbe bisogno di mettere in campo un pò di comprensione, si insiste su elementi di superficie. 

Dagli audio resi noti in seguito allo scandalo si evince che la donna, oltre ad essersi intrattenuta intimamente con il ragazzo, forse ne era anche coinvolta sentimentalmente. Data la situazione, comprensibilmente troppo impegnativa – l’istituzione scolastica, il matrimonio di lei e la differenza d’età – il giovane ha deciso di porvi fine.

Non mi aspettavo totale imparzialità, speravo comunque di incappare, dentro qualche buio e stretto angolo di analisi e giudizio, in parole di compassione per questa donna, forse, in cerca di una via di fuga e leggerezza. 

Se al Detonatore diamo voce all’amore tossico, non è per esaltare eventuali storture psicologiche, ma per aprire la mente alle debolezze, alle mancanze, agli impulsi inspiegabili che possono tormentare l’animo umano. Anche da quelli che, seppur dannosi, compromettenti e con esiti socialmente recriminabili, non riusciamo a liberarci. Siamo in grado di comprendere e accettare le azioni altrui nella misura in cui abbiamo sperimentato noi stessi le nostre miserie e contraddizioni. Di certo non sorbendoci incessantemente i sermoni buonisti e ripetendoli a memoria. Le esperienze possono essere diverse ma è il sentire profondo che può unirci e liberarci dalle tirannie relazionali. 

Perché rischiare di rovinare carriera, reputazione e matrimonio, per qualcosa di insignificante come una botta e via con uno studente del proprio liceo? Forse la questione non si riassume in una mera emancipazione femminile o un bollore sanguigno sotto i pantaloni. 

Finché ci ostiniamo a vedere “una tardona” con un debole per i giovanotti e non eventuali lacune esperienziali, avremo sempre come metro di giudizio gli amori ideali della Lucarelli: prevedibili, facili e perfetti. 

Certo, Sabrina Quaresima può essere solo una ninfomane a cui la situazione è sfuggita di mano. Ma non potrebbe anche essere una ex ragazza che, per qualche ragione, si è preclusa le normali fasi giovanili? Una donna insoddisfatta della propria vita di coppia che rivede, in quel ragazzo, un amore adolescenziale? Non potrebbe celarsi, dietro tutto lo scandalo, un bisogno di essere guardata di nuovo con quel frizzante desiderio che esiste solo in occhi non ancora contaminati dall’esistenza? 

Nessuno, mai, tocca simili argomenti. Eppure, oltre alla macchina in cui i due avrebbero consumato un rapporto carnale, ci sarebbe anche quella frase pronunciata dallo studente a cui prestare attenzione: “non sono pronto a darti quello che vuoi”. In poche parole un universo di bisogni e aspettative non soddisfatte e ricercate in luoghi sbagliati e persone ancora più sbagliate. Un infelice copione che si ripete dacché esiste l’uomo. E sempre si ripeterà. 

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Ma tutto, oggi, si riassume in un diritto di accoppiarsi con chi se ne ha più voglia. Siamo esseri addomesticati al finto buonismo, alla finta pace, al finto amore salubre e innocuo. 

Sabrina Quaresima andrà incontro ai comprensibili provvedimenti disciplinari. Ma verrà ricordata come l’eroina delle femministe, per aver esercitato la sua libertà sessuale e, al contempo, per quella “con la faccia da troione” da tutti gli altri secondo cui si è semplicemente approfittata di un povero scolaretto.

Clara Carluccio 

2 commenti su “LA PRESIDE E QUELLO CHE FEMMINISTE E MASCHILISTI NON DICONO (di Clara Carluccio)

  1. Non capisco dove scaturisca il problema! Sono due esseri senzienti e ciò basta a fare quello che due esseri senzienti fanno per “sopravvivere, ovvero sesso” ma come non demoniziamo più il sesso LBGT e poi facciamo i moralisti se lo fanno “anche” altri? Signori, c’è qualcosa che non va. Ve ne rendete conto o no?

    1. Se non le è chiaro il senso di questi articoli sul Detonatore è proprio quello di Detonare i falsi problemi che intasano la società

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