Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LASCIATE IN PACE LE DONNE, MOSTRI! (di Matteo Fais)

Madonna Santa, qui, se dai dei malati di mente agli attivisti LGBTecomecazzotipare, quelli internati in manicomio ti denunciano per calunnia – e a ragione. Adesso, a quanto pare, si sono scatenati contro Adele, la cantante, perché durante i Brit Awards, criticando la decisione di eliminare la divisione per categorie di genere, avrebbe detto “Capisco perché il nome di questo premio è cambiato, ma amo davvero essere una donna ed essere un’artista donna. Sono davvero, davvero orgogliosa di noi”. Praticamente, tale atteggiamento e la dichiarazione di orgoglio femminile sarebbero da TERF, ovvero “femminista radicale trans-escludente”.

Lo vedete, questi non ci stanno dentro col cervello, sono proprio picchiati e paranoici. Se dici donna, fai loro un torto. Se pisci in piedi, si sentono minacciati. Siamo in mano a un branco di disagiati e, invece di mandarli semplicemente a fare in culo, accogliamo ogni loro istanza come se si trattasse di discorsi seri, con un qualche fondamento razionale. Parliamo di gente che si dice non binaria, ovvero che la mattina si sveglia e non sa se si sente più donna, uomo o bastone di scopa. Non è chiaro che cazzo gliene dovrebbe fregare al resto del mondo se loro hanno problemi con sé stessi.

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Capite bene che qui siamo oltre la questione della tolleranza e del rispetto, del non ammettere persecuzioni e violenza. Ci stiamo facendo dire dai pazzi come si devono comportare i sani. E, poi, questi non hanno limiti: oramai, neppure le donne sono immuni dai loro attacchi.

Le femmine erano il limite ultimo. Una volta superato quello non avranno più remore, aggrediranno senza distinzione. Il loro intento è chiaro, sovvertire il reale: se quel muro è bianco, vogliono imporre che sia nero senza andare incontro a contestazioni. Non pensate che questa sia una bizzarria “all’americana”. Se oggi è realtà sull’altro lato del mondo, tra 10 anni, lo sarà anche da noi.

La comunità transgender ed LGBT è, fondamentalmente, sul piano sessuale, una cellula impazzita della società del controllo, assolutamente funzionale a questa. Il regime sanitario dispensa pass, commina lockdow e stabilisce cosa è medicalmente corretto; loro fanno altrettanto sul versante fisico ed erotico, ridefinendo i parametri naturali ed istituendo un nuovo discorso amoroso fatto di concessioni e proibizioni. La cancel culture, a livello culturale, fa lo stesso arrogandosi il diritto di decidere che cosa può essere salvato e che cosa, per capriccio, distrutto. La connessione tra questi fenomeni è più intima di quanto possa pensarsi. Non comprendere tale aspetto è rischiosissimo.

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Stiamo giungendo al punto in cui gruppi organizzati potranno ridisegnare la realtà a loro piacimento, asserire che 2 più 2 fa 5 e ricevere un applauso. Chi si opporrà verrà accusato, zittito, censurato, minacciato e costretto a piegarsi. È una situazione senza uscita che noi permettiamo – come per il green pass e la cancel culture – evitando di strutturarci in dei contro gruppi di potere disposti a tutto per contrastare la violenza di questi.

Una delle lezioni fondamentali da comprendere, per chi ha a cuore la salvezza psichiatrica del mondo, è che bisogna predisporsi a non lasciar passare niente della follia imperante, a rispondere colpo su colpo con ancora più ferocia. Se alzano la voce, noi dobbiamo sommergerli con grida raggelanti. Se minacciano, si devono trovare il coltello alla gola. Se feriscono, devono morire. Occhio per occhio, dente per dente e al diavolo la pietà. Donne – perché oramai la cosa riguarda anche loro – e uomini di buona volontà devono capire che è necessario fare quadrato e incutere terrore. Qui, se non schiacciamo, verremo cancellati; se non terrorizziamo, vivremo il resto dei nostri anni in un terrore senza fine.

Matteo Fais

Canale Telegram di Matteo Fais: https://t.me/matteofais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha collaborato con varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

2 commenti su “LASCIATE IN PACE LE DONNE, MOSTRI! (di Matteo Fais)

  1. Ne abbiamo tutti pieni i coglioni..
    Finalmente si può dirlo.
    La Libertà al contrario e solo per autorizzati.

    Alcune minoranze dettano legge, altre dichiarate minoranze, solo dichiarate (no vax/pass/sticazz), devono sottostare perché le minoranze non vanno più tutelate..
    È il nuovo imperativo Post pandemico..

    #vaffanculo!

    Bravo Matteo!

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