Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

FENOMENOLOGIA DI FAZIOGLIO: UN PAPA CHE PIACE AGLI IGNORANTI E AI CRETINI (di Franco Marino)

Con me il colpo di fulmine funziona al contrario: mentre ad amare o voler bene a qualcuno ci metto sempre un po’ – non è snobismo, sono fatto così – viceversa il colpo di fulmine si verifica con le antipatie. E con Bergoglio il colpo di fulmine è stato immediato: mi è stato sul cazzo sin da subito. Il fatto che sia finito in una trasmissione di Fazio come un Burioni qualsiasi, è stato solo l’ennesimo anello di una catena che sin dal principio me l’ha fatto percepire come indigesto, antipatico, innaturale. Ho percepito lontano un miglio la sua simpatia studiata, il suo finto pauperismo ad uso di telecamere e fotografi dei media cosiddetti progressisti, la sua totale assenza di spiritualità e di calore umano – confermati anche da una hostess che ho conosciuto e che lo ha avuto in aereo – a dispetto delle apparenze. E sin dai primi giorni, quando ho unito tutti questi punti, ho capito come sarebbe stato il pontificato di Bergoglio: contrassegnato dalla demagogia e dal populismo, mirato a cercare di conquistare quei finti fedeli imbevuti in realtà della subcultura del Personal Jesus. Ma che cos’è il Personal Jesus?

Andiamo per ordine. Il successo di Papa Francesco sarebbe impossibile spiegarlo solo con le ragioni che lo hanno portato al potere. Queste sono sin troppo semplici. Bergoglio è stato messo lì dalla finanza americana, il cui unico scopo è mettere le mani nelle casse dello IOR, in quanto da tempo sospettano che l’ala conservatrice della Chiesa possa allearsi con qualche partito sovranista, analogamente a quanto già accaduto in Russia tra Putin e la Chiesa Ortodossa. Ma per aizzare la gente contro lo IOR, il deep state ha fatto ricorso ad un’arma ricorrente già usata per scalare i movimenti di protesta in Europa: il populismo antipolitico. Come esso funzioni, difatti, lo abbiamo visto col Movimento 5 Stelle, anch’esso creatura del deep state americano. Si convince la popolazione che con una politica più povera, i cittadini saranno più ricchi, i cittadini ci cascano e da quel momento i veri padroni del partito populista hanno campo libero nel perseguire i loro reali interessi. L’elezione di Papa Francesco è stata preceduta da un incessante clima di terrorismo mediatico ai danni del predecessore Ratzinger, costretto alle dimissioni dopo mesi di pressione relativi agli scandali sulla pedofilia interni alla Chiesa, di cui si è misteriosamente smesso di parlare con Bergoglio al potere.
Poi c’è l’aspetto relativo a come si sia formato il successo di Bergoglio ed è semplice anche questo: Bergoglio asseconda il Personal Jesus che è in moltissime persone. Che si fonda su tre elementi costitutivi: l’idea che dirsi cattolici – senza nei fatti esserlo – sia conveniente (per i motivi più disparati); la fallace convinzione che la religione serva a farci stare bene nel qui ed ora – nessuna religione ha mai promesso questo; la mutilazione di tutto ciò che non rientri nell’interesse del finto credente, che è quel meccanismo per cui se Gesù diceva “Date a Cesare quel che è di Cesare”, questo suona come “cazzarola, devo pagare le tasse” oppure se dice “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori” questo suona come “cazzarola, quindi quel tizio che mi deve 30.000 euro non posso più perseguirlo”. Allora il finto credente crea un meccanismo di rimozione di questo aspetto della dottrina.

Il Personal Jesus ha due facce.
Quella conservatrice
, che non è ovviamente quella di Papa Francesco, che si esprime attraverso personaggi il cui unico scopo sembra essere quello di far credere che l’unico scopo del cristianesimo sia di limitare la libertà sessuale di un individuo. E’ quel meccanismo per cui vi ritrovate uno come Adinolfi a pontificare da mane a sera di Cristo, pur essendo il suo stile di vita (di divorziato, di giocatore di poker) del tutto incompatibile con la dottrina cattolica, oppure uno come Giuliano Ferrara a pontificare di aborto, ignaro che sì, l’aborto, quando usato come metodo contraccettivo merita tutte le reprimende del mondo ma spesso è anche una situazione alla quale una donna è costretta dalle circostanze della vita. E non se ne fa una questione morale. Io non giudico nessuno. Siamo tutti chi più chi meno peccatori che devono farsi perdonare qualcosa. E’ il moralismo che non si sopporta. Ma quello che Adinolfi scrive, darà la pelosa soddisfazione al nostro conservatore finto credente di acquisire uno status che gli consente di potersi mettere sul trespolo e giudicare il prossimo, guardando la pagliuzza nei suoi occhi e dimenticando la trave nel proprio.
Poi c’è l’aspetto progressista di pretendere che un’istituzione che si è retta per duemila anni su cardini molto solidi – che sono poi quelli che le hanno permesso di resistere ai numerosi mutamenti sociopolitici – all’improvviso debba trasformarsi in qualcosa di diverso e accetti cose che vanno contro lo spirito della sua dottrina, come per esempio i matrimoni gay. Oppure che diventi una sorta di associazione di beneficenza, cosa che la Chiesa non è mai stata, spogliandosi delle proprie ricchezze. Partendo dal presupposto che il matrimonio nasce con l’unica funzione di generare e proteggere i figli – e che con la scoperta del DNA, diventa praticamente inutile – non si può certo pretendere che la Chiesa snaturi se stessa. E spogliandosi delle proprie ricchezze, gli unici che ci rimettono non sono certo i cardinali che continuano a vivere nei loro lussuosi appartamenti ma sono semmai le scuole private cattoliche che chiudono a frotte (la madre e la zia di mia figlia, insegnanti in una scuola privata, l’anno prossimo saranno a spasso assieme ad altre migliaia di insegnanti di scuole private cattoliche, tanto per capirci) e l’assistenza ai più deboli che viene meno. Tutto questo però asseconda il nostro progressista finto cattolico, il quale nel vedere un Papa dall’aspetto più informale – che confonde con una maggiore bontà – vede appagata la propria frustrazione sociale.

Il motivo per cui questo Personal Jesus è deleterio si può esprimere in alcuni punti.
Il primo è la qualità del prodotto originale. Il Cristianesimo, piaccia o meno, anche nelle sue varie declinazioni scismatiche, ha avuto il meglio degli intellettuali e degli artisti europei per duemila anni. Tanto che quando Scalfari provocò Papa Ratzinger chiedendogli se esistessero documenti che dimostrassero scientificamente l’esistenza di Cristo, questi con educazione gli rispose citandogli centinaia di documenti, di testi che provavano tale esistenza, ricordandogli per giunta la differenza tra la scienza e la fede, di fatto consacrando urbi et orbi l’ignoranza del fondatore di Repubblica. Analoga fine fece Odifreddi. Uno può liberamente trovare inattendibile che un povero cristo – è proprio il caso di dirlo – possa camminare per chilometri interi con quintali di legna, spine e chiodi che lo trafiggono ovunque (fossi stato un soldato romano, davanti ad uno così me la sarei data a gambe) e poi dopo tre giorni possa risorgere. Ma sono cose scritte da gente che conosceva – e parlava correntemente – latino, greco, ebraico e aramaico. Si possono non condividere i contenuti della Cappella Sistina ma l’opera in sé, confezionata dal miglior artista del tempo, ha un valore enorme.
Così, sia chi arriva al Personal Jesus da una prospettiva conservatrice, sia chi vi arriva da una prospettiva progressista, cade su banali domande di catechismo, neanche tanto difficili peraltro. Ed è questo il punto. La religione dell’ateismo (gli ateisti sono semplicemente religiosi a loro insaputa) finora è sempre caduta di fronte alle argomentazioni dei teologi.
L’altro punto che nessuno sembra comprendere è che la religione non nasce “per far stare bene qui ed ora”. Per quello bastano molte cose terrene. Per stare bene a volte basta una giornata alle terme o al mare, una bella giornata passata a letto con una donna che sa come dilettarci, un buon libro. Ciò per cui la religione nasce è “Dare un senso alla propria vita in preparazione dell’Aldilà“, in nome del quale bisogna essere pronti a sopportare anche un lunghissimo cammino di dolore e di sacrifici. Il religioso ineducato pensa che il miraggio dell’Aldilà addormenti le inquietudini dell’Aldiquà. Il religioso educato sa che la vita è solo un cammino di preparazione. Altrimenti la religione diventa qualcosa di simile al mio caffè. Che io adoro, mi viene fuori proprio buono. Ma non mi dice perché e in nome di cosa devo arrivare vergine al matrimonio.

Papa Francesco, concedendosi truffaldinamente ai Personal Jesus, ha semplicemente snaturato la Chiesa, facendola divenire qualcosa di simile ad un’associazione di beneficenza quale non è mai stata e svuotandola del suo contenuto dottrinale, che almeno diceva qualcosa. Quando Ratzinger spiegava che il relativismo etico avrebbe ucciso la Chiesa, a quei tempi ai più parve un Torquemada. In realtà, aveva perfettamente ragione.
Se invece si cerca qualcosa che ci faccia stare meglio qui ed ora, che non ci chieda sacrifici, la religione non è la risposta giusta. In compenso, è molto meglio il mio caffè. Che almeno non pretende di interferire con chi lo trovasse una ciofeca.

FRANCO MARINO
Se l’articolo vi è piaciuto, per favore, supportatemi aggiungendomi a questi canali.
Telegram: https://t.me/joinchat/yd6L_1Y29SVhMWI0
Facebook: https://www.facebook.com/FrancoMarinoPatriotaSovranista/
Ma soprattutto, chiedete l’amicizia a questo profilo: https://www.facebook.com/FrancoMarinoLGI/

10 commenti su “FENOMENOLOGIA DI FAZIOGLIO: UN PAPA CHE PIACE AGLI IGNORANTI E AI CRETINI (di Franco Marino)

  1. Sono totalmente d’accordo. Direi in aggiunta alla tua sempre circostanziata disamina che B è funzionale a quella trita agenda elettorale che è già scattata e che, come il green pass e tutte le amenità connesse, sta “ addormentando” definitivamente le menti di chi non sa elaborare…..

  2. Le tiritere 24/24 sui migranti fatte da Bergoglio sono nauseabonde. Da quando è arrivato lui,pur abitando a Roma,non ho mai messo piede in Vaticano e ho peraltro tolto il mio 8×1000 alla Chiesa Cattolica che versavo regolarmente da sempre. Quanto rimpiango i tempi di Giovanni Paolo II 😌

  3. Si può toccare il fondo in questo paese? Si, con la partecipazione di un “Papa” ad un talk show! Vedere il rappresentante di Cristo, credenti o non credenti, abboccare alle domande di un sinistrorso come Fazio in una schermo televisivo è il punto più basso che potesse mai toccare Bergoglio!

Rispondi a Daniela Tagliacozzo Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.