Il Detonatore

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LA STORIA SIAMO NOI – PERCHÉ MOLTI TRA VOI NON SI RENDONO CONTO DI COSA STA ACCADENDO (di Matteo Fais)

L’approccio alla Storia che la maggior parte di noi ha avuto durante il percorso scolastico è poco meno idiota di quella vecchia trasmissione condotta da Mike Bongiorno, Lascia o raddoppia. Tutto si è sovente ridotto al gioco memonico di assimilare date e nozioni. Infatti, si vedono i risultati nell’interpretazione del momento storico che stiamo vivendo.

La Storia, se non accompagnata da una Filosofia della Storia, è fondamentalmente inutile. Non restituisce la dimensione dei diversi periodi, del clima dominante, non insegna nulla sull’animo umano. Infatti, la maggior parte delle persone si comporta come se vivesse fuori dalla essa, da un tempo, da uno spazio. Come se, davvero, l’unica cosa di cui preoccuparsi fosse decidere cosa mangiare a pranzo e a cena.

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Ecco perché, poi, molti ti dicono, parlando di attualità, “Se vivessimo in dittatura, tu non potresti prendere parte a delle manifestazioni no green pass” o, peggio ancora, “Il pass è una misura nazifascista”, per non parlare della cazzata “Suvvia, questa situazione non potrà mica durare a lungo”. Tanto per dire: ma avete idea di quanti secoli ci siano voluti per abolire la schiavitù in America? In verità, l’economia dei diversi Paesi che, dall’inizio dei tempi, hanno conosciuto una particolare fioritura è stata da sempre basata sullo sfruttamento di manodopera in catene. La Cina di oggi è solo la versione ultramoderna di ciò che si è visto fin dal principio.

Ma potrei continuare all’infinito. Per esempio, quasi nessuno sa che sotto il Fascismo le chiacchiere e i commenti negativi contro il Duce e i suoi sodali erano tutt’altro che inesistenti. Ci sono libri e libri in cui sono raccolte le segnalazioni delle spie. Ma, a leggere i testi scolastici, sembra che gli italiani fossero vittime di una sorta di ipnosi collettiva. Probabilmente, per assurdo, si sentivano più discorsi allora, nei bar, contro Mussolini di quanti se ne sentano oggi contro Draghi.

L’estrema concentrazione, a livello di studio, sul Ventennio, peraltro, ha solo indebolito le vostre difese immunitarie intellettuali, per cui adesso siete diventati così fessi da credere che, se non si presenta un signore in tenuta militare, a parlare da Palazzo Venezia, a Roma, si può stare tranquilli perché non si vive sotto una dittatura. Ma che cazzo ci vuole a capire che i tempi sono cambiati, che non esistevano i social media, che la potenza della persuasioni non poteva essere la stessa allora e che una nuova dittatura, oggi, avrà una veste democratica, proprio per non essere tacciata di essere dittatura?

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Ma la cosa più grave è che la maggior parte di voi è convinta che la Storia sia un processo lineare segnato da una costante evoluzione. In verità, non sta scritto da nessuna parte che il corso del tempo non possa conoscere una brusca regressione, che certi diritti acquisiti non vadano perduti, che non si ripresenti una dittatura da far impallidire la Buonanima, o, addirittura, che non torni la schiavitù che fu della Grecia e della Roma antiche, seppur in una forma leggermente diversa. Del resto, proprio mentre voi leggete, in questo mondo, la guerra che tanto vi pare lontana e impossibile, che sia civile o tra due nazioni, è in corso, così come, persino nel nostro civilissimo Occidente, vi sono persone che arrivano dall’Africa e sono stanzialmente ridotte in schiavitù, per esempio dalla mafia nigeriana.

Pensateci. Un giorno, anche noi finiremo nei libri e non è detto che la nostra storia sia migliore di quella che abbiamo svogliatamente studiato a scuola.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

Un commento su “LA STORIA SIAMO NOI – PERCHÉ MOLTI TRA VOI NON SI RENDONO CONTO DI COSA STA ACCADENDO (di Matteo Fais)

  1. È vero, distrutte difese immunitarie fisiche e mentali…e, a mio avviso, per cognizione di causa, i danni psicologici, forse, sono di maggior portata…
    finiremo davvero nei libri di storia…ma come verrà narrata, dipenderà dal “vincitore”…e che ,almeno per una volta, sia quello giusto!…
    Voi del “ildetonatore”, siete una “bomba/narrativa/storica/culturale…😘
    (F.M.è il mio prediletto-mero titolo informativo…)

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