Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA VERA GUERRA NUCLEARE SARÀ QUELLA CIVILE (di Franco Marino)

Quando ho scritto l’articolo sulla “vera guerra” che sta per scoppiare nel mondo, è capitata una cosa abbastanza strana. Sono stato aggiunto su whatsapp e su Telegram da un sacco di persone alle quali il mio articolo è molto piaciuto ma con una particolarità: stavolta molti erano stranieri. E delle nazioni più impensate. Mi ha scritto gente dall’America, dal Brasile, dal Kazakhistan, dalla Grecia. Ovviamente tutti mi hanno scritto in inglese (qualcuno in un italiano un po’ zoppicante, da google translate, ma comunque comprensibile) e tutti quanti hanno mostrato grande entusiasmo per i miei articoli. Deve essere successo che alcuni li hanno condivisi e dunque sono diventati virali. Ma al tempo stesso, l’articolo ha suscitato molte domande, specialmente sul tipo di guerra che si verificherà e sul perché io sia così sicuro del fatto che non ci sarà alcuna guerra nucleare.
E il problema è che molti hanno della storia una visione stile risiko e pensano che le nazioni siano alveari dove tutti concorrono al bene della nazione, senza esitazioni. Questo può andare bene nei totalitarismi – e in realtà anche i totalitarismi hanno al proprio interno una certa eterogeneità – ma nelle democrazie non è MAI così. Così, sento dire che “Se la Russia o la Cina faranno questo, gli Stati Uniti faranno quest’altro. Se gli Stati Uniti fanno questo, la Russia farà quest’altro ancora” e via discorrendo.
Nella realtà, ogni stato ha al proprio interno una pluralità di interessi che non c’è da stupirsi, per esempio, che Berlusconi e Putin continuino ad essere grandi amici sul piano personale sebbene né Berlusconi abbia mai fatto nulla di concreto – a parte le lodi sperticate e le pacche sulle spalle – per importare il putinismo in Italia né Putin abbia mai potuto fare qualcosa per aiutare Silvio quando ha avuto dei problemi. Solo i fessi credono davvero che Berlusconi e Putin abbiano il potere assoluto. Entrambi rispondono ad una pluralità di interessi.

Ma c’è un aspetto ulteriore che sta uscendo fuori col covid – ma già c’erano i prodromi prima – ed è la trasversale divisione che percorre TUTTI i popoli in merito al covid. E non è nulla che non possiate vedere ogni giorno sui social tra quelli che nella propria biografia su Twitter scrivono “No leghisti, fascisti, novax” e quelli che invocano processi popolari. In sostanza, tira una pessima aria e se si continua così, la guerra civile sarà la conseguenza inevitabile. In molti paesi.
Quando io parlo di prospettiva di guerra civile, molti ridono dicendo “ma che sarà mai, i novax saranno quattro gatti”. E qui si torna al risiko. Molti credono che nelle guerre vincano le maggioranze e danno per scontato che sia sufficiente essere di più per vincere una guerra.
Partendo dal presupposto che ad oggi i non vaccinati in Italia sono circa sette milioni e aggiungendo che tra i vaccinati ci sono moltissime persone che si sono vaccinate perché costrette, si dimentica che la gran parte dei vaccinati sono codardi che hanno ceduto ad un ricatto, che sono stati agevolmente convinti che fosse giusto vaccinarsi, dopo mesi di terrore diffuso dai media. Domanda: credete davvero di poter vincere una guerra contro milioni di persone che non hanno ceduto e che si stanno preparando a lottare pur di non essere sottomesse? Credete di farlo con gente che ha venduto la propria salute pur di andare a mangiare da McDonald e a vedere un concerto di qualche popstar del cazzo?

In più c’è anche un altro aspetto. Questi due anni di pandemia mi hanno permesso di capire moltissime cose. Di come in realtà io sia circondato da un’umanità orrenda, oscena. Di come molti amici e parenti si siano rivelati autentiche serpi. Di quanto odio stia uscendo fuori tra coloro che un tempo si catalogavano tra i buonisti. Non è nulla di nuovo: con La Rouchefoucauld sappiamo che l’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù.
Ma ho anche scoperto nuovi legami. Con gente di tutto il mondo con cui condivido la mia convinzione di perseguitato dal regime. Le persone di tutto il mondo di cui vi parlavo e che mi hanno scritto, sono arrabbiati come me, odiano il sistema come lo odio io. E cresce, anzi dilaga, in noi non vaccinati la convinzione che da questa situazione non se ne uscirà con le buone e che l’unica via di uscita è fare violenza a chi ha contribuito a questa situazione. E così come io mi sono fatto una mappa di persone con cui prendermela se le cose si mettono male e – Dio non lo auguri a questa gente – io dovessi sopravvivere a tutto questo, così sicuramente se la sono fatta anche queste persone, ognuna delle quali ha la sua lista di stronzi che li hanno emarginati e che godono delle loro costrizioni.
Domanda: calcolando che in questa situazione si trova praticamente tutto il mondo, è razionale pensare ancora alle guerre giocando a risiko come se gli stati fossero un blocco unico?
Nei soli Stati Uniti, ci sono ben 100 milioni di persone che rivorrebbero Trump, il che significa che odiano Biden e il deep state. Trovate sensato trascinare gli americani in una guerra nucleare contro i russi quando corrono loro per primi il rischio di ritrovarsene una in casa? Trovate sensato che la Russia si lanci in una guerra contro l’Ucraina quando al proprio interno deve affrontare tensioni in forte crescita e un Putin in notevole calo di popolarità? In una situazione dove se oggi ci scrivesse un americano o un russo e, garantendoci le giuste coperture, ci desse una lista di nemici italiani di cui liberarci per recuperare la nostra libertà, cosa pensate? Che non sfrutteremmo l’occasione solo perché sono italiani come noi?
Quando vedo un maiale italiano su Twitter godere perché i non vaccinati sono stati isolati dalla vita civile, medici italiani che minacciano di non curare i non vaccinati, il primo pensiero che mi faccio nella testa è “Ma perché non c’è ancora un gruppo organizzato che gli va a spaccare la faccia fino a casa, magari togliendogli pure la casa?”. E non sto certo a badare se il maiale e il medico siano miei connazionali. In quel momento, qualsiasi gruppo, anche multiculturale e multilingue, mi offrisse la possibilità di fargliela pagare, la sfrutterei al volo.

Affrontare le schermaglie tra USA e Russia ragionando come se questi due paesi fossero blocchi monolitici, significa non aver capito che si stanno delineando due nazioni globali contrapposte. Con tutte le conseguenze del caso. Parlano lingue, hanno colori della pelle, tratti somatici, culture, tradizioni diverse. Ma sono uniti dall’unico vero valore che caratterizza un popolo: la dignità umana.
Un popolo può essere un’autentica Babilonia ma se ha dei princìpi umani che lo uniscono, le differenze si superano. Questa vicenda mi ha fatto sentire molto più cittadino del mondo che non le stronzate globalistiche e universalistiche con cui hanno cercato di riempirmi la testa. Mio fratello è il greco, il rumeno, il russo che lotta assieme a me contro la dittatura universale. Il mio nemico è il vicino di casa, in qualche caso anche il parente, il quale esulta perché sono stato isolato dalla società e che casomai è anche pronto a prendersi le mie cose. Solo un idiota pensa che sia possibile una guerra classica tra nazioni in una situazione come questa. La vera guerra “nucleare” nascerà quando un bel giorno si scateneranno in tutto il mondo violenze tra no green pass e pro green pass. E se tra i no green pass dovesse sorgere qualcuno di intelligente a coordinarli, per i pro green pass prevedo giorni difficilissimi. Anche perché i cazzoni hanno talmente riempito le bacheche delle loro idiozie che è facilissimo rintracciarli. E una guerra si fa quando un popolo è compatto, quando non odia i suoi connazionali al punto di stringere alleanze con persone straniere pur di levarseli di torno.
Quando avete messo persino i parenti contro, che cazzo di guerra nucleare volete fare, razza di idioti?

FRANCO MARINO
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