Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

IN UCRAINA NON SCOPPIERÀ NESSUNA GUERRA (di Franco Marino)

Ad ogni rigurgito di retorica antifascista, sono preso dalla tentazione di spiegare perché l’antifascismo sia un errore e perché sia sciocco pensare che il fascismo e il nazismo siano state due associazioni di criminali che pareva non avessero altro da fare nella vita che picchiare antifascisti e gasare ebrei. Poi penso che un articolo del genere sarebbe inutile: perché passerei a gingillarmi tra due curve di ultrà, cioè la peggiore categoria con cui si abbia a che fare quando si parla di politica. In realtà, un articolo sulle benemerenze del fascismo sarebbe totalmente inutile. In primo luogo perché hanno ragione gli antifascisti quando dicono che il fascismo è stata una dittatura. Ma hanno anche ragione i fascisti quando dicono che il fascismo non è stata solo una dittatura e che gli antifascisti sono dei bugiardi. Hanno torto e ragione entrambi. Il che significa che la discussione è inutile e serve solo per prolungare una guerra civile di cui ogni persona di buonsenso ne ha fin sopra i capelli.

Chi è interessato a leggere come questa cosa si agganci alla vicenda dell’Ucraina verrà presto soddisfatto: difatti anche la figura di Putin si aggancia a questo stesso tema. Sul suo nome assistiamo alla medesima divisione che c’è tra fascisti e antifascisti. Per la curva degli idioti globalisti, Putin è il cavaliere nero che vuole sottomettere i poveri ucraini mentre per la curva dei sovrancazzari, Putin è il cavaliere bianco che vuole opporsi ai cattivoni globalisti.
Come se ne esce? In una maniera semplice. Perché la questione ucraina è semplicissima. Partiamo dal fatto. La Crimea faceva parte dell’Ucraina ma esiste un trattato che permette ai russi di intervenire nell’Ucraina orientale in difesa della maggioranza russofona della popolazione, in Crimea dunque e anche nel Donbass. Inoltre, anni fa, come è noto, la Crimea ha indetto un referendum per decidere se continuare ad appartenere agli ucraini oppure tornare ai russi. Naturalmente agli americani la ricostruzione non piace e dunque mettono in discussione sia la regolarità del referendum sia che Putin sia rimasto davvero neutrale. I russi dal canto loro accusano gli americani di aver violato i trattati di non espansione della NATO e che anche per esempio la destituzione di Janukovyč , filorusso e regolarmente eletto, sia figlia di un colpo di stato. Accuse, peraltro, fondate, dato che Gorbaciov, certo non sospettabile di anti-atlantismo, ammise di aver sbagliato a non ratificare per iscritto l’accordo di non espansione con gli americani e che Soros stesso ha addirittura rivendicato il suo sostegno alla causa ucraina. Chi ha ragione? Chi ha torto? Con chi schierarsi? Sono tutte questioni oziose perché in politica internazionale non esistono né torti né ragioni ma rapporti di forza. Se gli americani avessero la forza di ridare la Crimea all’Ucraina, gliel’avrebbero già ridata. Se i russi non avessero avuto la forza di riprendersela, non l’avrebbero mai presa. Al tempo stesso, se gli americani non rappresentassero ancora una minaccia, la Russia non solo si sarebbe ripresa la Crimea ma tutta l’Ucraina, alla quale Putin non ha mai riconosciuto una reale legittimità storica. Del resto, nemmeno gli americani hanno mai mostrato di avere granché considerazione della storia ucraina. Basti pensare che Ivan Drago, leggendario antagonista di Rocky Balboa, il temibile pugile russo che uccise Apollo Creed, in realtà era ucraino. Tradotto: in Occidente della differenza tra ucraini e russi se ne sono accorti solo quando si trattava di dare contro a Putin, ripetendo analogo schema con la Cecenia e la Georgia.

Il punto è che la politica, specialmente quella internazionale, è una grande Gomorra. Dire che Salvatore Conte è cattivo quando prima perdona il ragazzino e un secondo dopo gli pianta una pallottola nel cervello, ha senso solo se nel frattempo non si simpatizza per Genny Savastano o Ciro l’Immortale. In caso contrario, si tratta di ridicolaggini. La bussola di chiunque voglia capirne è molto semplice. I politici diventano tali per una smisurata ambizione e per la spasmodica ricerca del potere, per ottenere il quale venderebbero pure il papà e la mamma, come del resto accade anche in Gomorra. Oggi Putin difende la Russia perché ha usato un malcontento russo realmente esistente per porsi come alfiere del ritorno ai fasti. Ma non esiterebbe a “vendere” il suo paese, se questo significasse mantenere il potere fin qui conseguito. E questa regola vale per tutti i politici, specialmente per quelli che, come Putin, assurgono al rango di grandi leader.
Hitler e Mussolini salirono al potere cavalcando un malessere esistente. E lo gestirono come qualsiasi leader politico avrebbe fatto, ovvero non tenendo minimamente conto delle proteste dei loro avversari ed anzi facendo morti e feriti, come era inevitabile che facessero. Le grandi sciagure avvenute sono figlie del flusso naturale della storia che si muove sempre su grandi piani, mai sui vicoli ristretti tracciati dal moralismo.
Ma il nostro tifoso politico non ne tiene minimamente conto. Una volta individuato il suo capo ultrà, diventa un cane ringhioso con cui non è possibile alcun tipo di discussione. Chi oserebbe discutere i meriti del Napoli con un capo ultrà della curva B?
Il curvaiolismo moralistico in politica, che si tratti di Putin o di fascismo e antifascismo, l’idea dunque che esistano buoni e cattivi, significa prendersi in giro. E infatti ecco il Movimento 5 Stelle. Che non appena è entrato in Parlamento, l’unica cosa che ha saputo fare è rinnegare le promesse e occupare poltrone. In Politica, specialmente quella internazionale poi, non ci sono né angeli né demoni. Ci sono solo interessi.
La retorica filoamericana ci dice che la Russia vuole invadere l’Ucraina perché Putin è il nuovo Hitler e dunque l’America deve intervenire per il bene dei poveri ucraini. La retorica filorussa ci dice che in realtà la Crimea ha deciso democraticamente di diventare di nuovo russa – cosa comunque vera, il referendum c’è stato – e che i russi non hanno influito minimamente.

Quale sia la verità non conta. Perché l’unica cosa che fa la differenza in geopolitica sono i rapporti di forza. Se gli USA siano davvero una potenza in declino o abbiano qualcosa da dare, è una cosa che non si può dire. In primo luogo perché gli americani, messi alle strette, potrebbero reagire in maniera scomposta e far volare qualche cazzotto ben assestato che ancora potrebbe mettere KO qualcuno. La Russia, d’altro canto, è legittimamente stanca di farsi trattare come l’Anticristo di turno e reclama il suo ruolo nel mondo. Anch’essa potrebbe far volare qualche cazzotto che potrebbe fare molto male.
E dunque la guerra tra questi due pesi massimi non scoppierà per tante ragioni che si riassumono in due: la prima è che non conviene a nessuno e la seconda è che oggi le guerre si fanno in altri modi, molto più subdoli. E forse il covid è proprio uno di questi. Questa malattia, da molti usata come arma di pressione finanziaria e politica, riuscirà dove la strombazzata atomica non sarebbe mai riuscita: far collassare il mondo come lo avevamo conosciuto, facendolo accartocciare sul peso delle proprie contraddizioni.
Anche per questo Putin non ha mai dato prova, contrariamente a ciò che gli viene rinfacciato, di particolare attivismo in politica estera. Sa benissimo che certe cose accadono senza bisogno di muovere rubli o soldati.

FRANCO MARINO
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Un commento su “IN UCRAINA NON SCOPPIERÀ NESSUNA GUERRA (di Franco Marino)

  1. Sinceramente, l’unica cosa che ho capito di politica internazionale è che la Cina è sicuramente alleata della Russia. Credo che questo sbilanci parecchio il rapporto di forza fra i due “blocchi”. Poi ci sono tantissimi lati oscuri, interessi nascosti… Essendo troppo difficile, per me, interpretare tutto ciò (e anche un po’ inutile…non abbiamo voce in capitolo a casa nostra, figuriamoci a livello internazionale), ci rinuncio.

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