Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

UN VIDEO COME SIMBOLO DELLA FARSA PANDEMICA (di Franco Marino)

Molti anni fa, nel paesino dove vivevo da ragazzino, ci fu un fatto di cronaca di cui si parlò per mesi, un delitto di cui perlomeno si trovò il colpevole. Una specie di Twin Peaks diciamo. Il caso tenne col fiato sospeso tutta la cittadina e fin qui la cosa si può anche capire. Ma quel che mi parve incredibile fu che i media del paesino vennero ipnotizzati in una spirale che potremmo definire molto simile a quella del covid: in altre parole, non si parlava di altro. Quel fatto di cronaca monopolizzò l’attività scolastica, i giornali e le TV locali, un incubo.
A me della cosa non fregava assolutamente nulla. Sia perché non sono mai stato un appassionato di cronaca nera (saltando dunque a piè pari tutti i delitti di quegli anni) sia perché sin dal primo momento avevo capito che l’assassino della poveretta era il suo ex-fidanzato – le cui turbe psichiche mi erano note – e dunque per me, che non avevo l’onere di cercare le prove, il caso era già chiuso, sia perché a quel tempo avevo ben altre preoccupazioni molto più importanti: portare ai vertici del calcio mondiale il Napoli di cui ero presidente, anche se solo nell’atmosfera ovattata della mia stanzetta, giocando a The Manager con l’Amiga.
Quello che invece notai fu la sensazione di vuoto al termine di quella vicenda. Come se il paese si fosse risvegliato da un enorme party pieno di luci lisergiche e di droga. I giornali che vendevano MIGLIAIA di copie in un paese che ne contava a malapena quindicimila, di colpo tornarono alle poche decine. I poliziotti del paese, improvvisamente assurti al rango di “ancieli broddeddori”, ritornarono ad essere gli sconosciuti che erano, la nostra classe cessò di essere un distaccamento di Chi L’ha Visto e dunque la maestra abbandonò il suo ruolo di Donatella Raffai “de paese”, per tornare a fare la sua propaganda antifascista spacciata per storia. E, come nel film “Risvegli” dove il medico prima inventa un farmaco che fa risvegliare improvvisamente decine di pazienti sprofondati nel coma, poi si accorge che quel farmaco smette di fare effetto e quei poveretti ripiombano nel coma profondo, il paese si riaddormentò nel sonno totale. Tanto che non solo oggi molti non se la ricordano, ma addirittura se la cerco su google non trovo assolutamente nulla. Del resto il tutto avvenne in un’epoca in cui Internet ancora era da venire.

Quella vicenda di cronaca, in fondo insignificante – la notizia non fu l’ennesimo delitto passionale ma che un intero paese di morti all’improvviso fosse catapultato alla ribalta – fu per me un vaccino (è proprio il caso di dirlo) contro ogni forma di sensazionalismo. Anche quando magari può essere giustificato. Ogni volta che mi capita di vedere un fatto di cronaca, mi chiedo subito chi ci si butta a pesce. E scopro che nel 99% dei casi era gente che se fosse rimasta a casa, l’umanità non se ne sarebbe accorta. Ma forse è proprio questo il punto: quel fatto di cronaca serve a quel 99% per campare, per trarre dei vantaggi, siano essi monetari o in termini di notorietà, ai quali, se ne può stare certi, non rinuncerà facilmente. Quando tre virologi, di cui mi sfugge l’entità del loro effettivo operato (vi risultano scoperte scientifiche abbinabili ai vari Galli, Burioni, Bassetti, Crisanti, Vaia, Pregliasco etc.?) si mettono a cantare un inno al vaccino e alle regole del distanziamento, oltretutto con l’aggravante di prendere di mira Jingle Bells un canto natalizio, eliminandone ogni riferimento alla cristianità, è facilissimo capire perché questa pandemia non finirà mai, fin quando qualcuno non si assumerà la responsabilità di toglierli di mezzo.
Esiste, infatti, attorno al covid un enorme quantitativo di interessi che se questa storia davvero finisse, ne risulterebbero irrimediabilmente compromessi e di cui, paradossalmente, il vaccino è quello meno importante. Si va dalle mascherine alle comparsate dei virologi mediatici, si va alle intere trasmissioni incentrate sul covid che hanno visto emergere – in qualche caso riemergere – opinionisti, figure mediatiche, fenomeni parastatali, finti oppositori, in uno sfavillante carrozzone di individui inutili che hanno contribuito al rincoglionimento collettivo. Il tutto passando attraverso orrendi individui, ben desiderosi di far sapere al mondo che loro, vaccinandosi, si sentono all’altezza di salire nell’Olimpo dei saggi, esattamente come in quel paesino in tanti ci raccomandavano di non giocare a pallone in mezzo alla strada. Perché era pericoloso circolare per strada con un assassino in libertà. Oppure, questo lo disse un carabiniere, perché se l’assassino per caso si trovasse da quelle parti, avrebbe potuto sentirsi braccato e scappare. Giuro.
Quel video non è che l’ennesima parte, forse più smaccata ed evidente, di un delirio che non può essere fermato se non da qualcuno che spegnerà questo scempio.

Nel frattempo, vi allego il video dell’oscena esibizione dei tre. Non è un deep fake come pure si pensava in un primo momento. L’hanno fatto davvero.
Ogni fase storica ha la sua fotografia o il suo video. Il quadro del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo è l’icona della marcia dei proletari. Il video in cui Mussolini annuncia “Vincere e vinceremo”, è il videogramma dei disastri della Seconda Guerra Mondiale. Il video di questi tre sarà il simbolo di quando un giorno, e speriamo che arrivi e che soprattutto arrivi presto quel giorno, molti si chiederanno come abbiano potuto dare retta a personaggi del genere.
Guardateli bene. Sappiate che voi avete dato fiducia a questa gente.
Lieto e onorato di non essere mai stato neanche per un secondo da quella parte. Come di essermi sempre disinteressato di quel delitto che avvenne nel paesino in cui vivevo da ragazzino.

FRANCO MARINO
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9 commenti su “UN VIDEO COME SIMBOLO DELLA FARSA PANDEMICA (di Franco Marino)

  1. Quando stamattina l’ho sentito non sapevo se piangere o vomitare! E c’è gente che li difende a spada tratta e crede ciecamente a tutto quello che dicono! Comincio a pensare che in tanti si meritino l’estinzione!

  2. Ma davvero non avete capito che si tratta di un deep fake?
    Ormai esistono applicazioni che utilizzando l’intelligenza artificiale e video dei personaggi in altre “performance” creano un altro video dove le voci dei personaggi sono modulate per suonare come una canzoncina ed il loro labiale segue le parole che vengono fornite.

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