Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA GUERRA DICHIARATA DAI PROGRESSISTI ALL’EVIDENZA, AI TEMPI DEL COVID (di Franco Marino)

Nel periodo del trentesimo anniversario della morte di Freddie Mercury, un utente di Facebook, americano, è stato impalato al pubblico ludibrio per aver detto “In piena epoca covid, piangete un cantante che, in quanto gay, ha portato l’AIDS nel mondo”. La cosa ha scatenato reazioni violentissime e il poveretto è stato costretto a scusarsi: a dimostrazione che tutto il mondo è paese (anche perché a dire il vero, il politicamente corretto è roba americana) e che anche negli Stati Uniti toccare il sedere ad una donna e dire la cosa sbagliata contro i gay è considerato molto più grave di decine di milioni di senzatetto (bianchi, perché perché quelli neri ci si inginocchia) e di secoli di diritti civili sequestrati in nome della pandemia. A colpirmi però, in casi come questi, non è tanto la propensione ad indignarsi per la parola sbagliata quanto la guerra dichiarata dal progressismo all’evidenza, che emerge in maniera palese in ogni circostanza.

Prendiamo la frase “Freddie Mercury, essendo gay, ha portato l’AIDS nel mondo”. L’evidenza che l’omosessualità sia una delle cause della diffusione di questa malattia è talmente palese che non a caso il primo nome dell’AIDS, inizialmente definito “il cancro gay” era GRID, Gay Related Immunodeficiency Disease, malattia di immunodeficienza correlata ai gay. E la cosa ha ovviamente una spiegazione solare: il sesso omosessuale, essendo sciolto dai rischi contraccettivi, era molto più soggetto alla promiscuità. Oltre al fatto che, come è noto, i rapporti anali sono dieci volte di più forieri del contagio rispetto ai rapporti eterosessuali.
Quindi l’affermazione “I gay hanno portato l’AIDS nel mondo” può tanto essere vera, tanto non esserlo: ma l’evidenza dice quello. E dunque è tutt’altro che una dichiarazione manifestamente infondata.
Poi, che l’HIV non si contragga solo con rapporti omosessuali e che, anzi, esso si sia propagato anche e soprattutto attraverso rapporti eterosessuali non protetti, questo è un fatto. Ma sull’origine omosessuale dell’infezione, l’evidenza, che non sempre coincide con la verità assoluta, ci dà un’informazione che non piace ai sostenitori dei diritti LGBT.

Prendiamo un’altra evidenza che non piacerà ai progressisti: i neri sono inferiori ai bianchi. Se i bianchi sono più ricchi e hanno una storia migliore alle spalle mentre i neri si scannano da millenni in massacri di natura etnica e vivono nella povertà, potete mettervela come vi pare. Potete dire che la colpa è del colonialismo, che nei paesi sviluppati ci sono migliori condizioni di vita e dunque i neri, nei loro territori, non hanno la possibilità di sviluppare la propria intelligenza, ma rimane sempre il fatto che se il benessere c’è da noi e non c’è da loro, noi siamo stati più bravi di loro nel crearlo, così come siamo stati più forti di loro e dunque li abbiamo colonizzati. In qualche cosa siamo stati superiori. Non nell’intelligenza, dato che un nero, una volta immesso in un sistema scolastico di bianchi, riesce a realizzarsi e a diventare, ad esempio, un Barack Obama o un Colin Powell. Ma anche qui la domanda: quanti Barack Obama e Colin Powell esistono? E perché negli Stati Uniti, nonostante il razzismo sia stato abolito da cinquant’anni, ci sono pochi neri nelle classi dirigenti?
Anche qui l’evidenza, che non sempre coincide con la verità assoluta (che potrebbe essere un’altra) ci dà un’informazione che non piace ai sostenitori dei Black Lives Matter. E peraltro non si capisce perché nel momento in cui potete leggere praticamente ovunque che i neri siano superiori sessualmente e atleticamente ai bianchi, ci si debba scandalizzare se li si ritenga intellettivamente inferiori a questi ultimi.

Se poi vogliamo scatenare contro il Detonatore un’altra ondata di odio, prendiamo un’altra evidenza che non piacerà alle femministe: nella lotta per il potere, le donne sono inferiori agli uomini. L’elettorato attivo e passivo, come è giusto che sia, è aperto anche alle donne. Di donne in politica ce ne sono tante ma solo pochissime raggiungono i posti di potere e quelle poche (vedasi la Merkel e la Thatcher) tutto sono tranne che esempi di femminilità.
Potete dire che la colpa è del maschilismo, potete dire che i maschi sono prepotenti, tossici e quel che vi pare (curiosamente però nessuno dice nulla di fronte al fatto che nelle guerre a crepare siano sempre i maschi e che tra i caduti sul lavoro il 99% sia di sesso maschile) ma se le donne hanno la possibilità di raggiungere il potere ma quasi nessuna di queste ci riesce, anche qui si raggiunge un’altra evidenza, che non sempre coincide con la verità assoluta (che potrebbe essere un’altra) ma ci dà un’informazione che non piace alle femministe.

In un paese sano, di fronte a queste tre evidenze, che non coincidono necessariamente con la verità (che potrebbe essere un’altra), l’avversario dialettico ne mostra altre che potrebbero sovvertire la tesi di fondo.
Sono disponibilissimo ad ascoltarle. Perché IO non ho paura della verità, anche se mi dà torto e dunque sono aperto ad ogni evidenza contraria.
Viceversa, l’avversario ha deciso di condurre una guerra contro l’evidenza, tappando la bocca a chi la mostra. Se io vado davanti ad una persona, gli punto una pistola contro e questa cade a terra, l’evidenza dice che io le ho sparato. Non necessariamente coincide con la verità. La pistola potrebbe essere una pistola giocattolo. E potrebbe aver sparato qualcun altro. Ma tutto questo è possibile chiarirlo solo mettendo gli indizi contrapposti sul tavolo per confrontarli, compreso quello che attesti chi abbia davvero sparato. Ma se si nega dignità ad un indizio, ci si preclude una possibile strada per la verità.

Le narrazioni ufficiali sul Covid hanno attecchito così bene presso il progressismo perché esse consistono esattamente nella negazione dell’evidenza. E l’esperienza ci mostra ogni giorno come i bugiardi la neghino con tanto più ardore quanto più essa sembri solare.
L’evidenza ci dice che i morti per malori improvvisi sono triplicati. Che la cremazione avvenuta in fretta e furia delle prime vittime di Covid in Lombardia è sospetta. Che se tanta gente dubita di questo virus o quantomeno dell’utilità del vaccino, è perché avverte istintivamente che questa malattia non sia la peste nera che tutti dicono. Che se i virologi si contraddicono tra loro e anche con se stessi, da qualche parte sicuramente c’è l’inganno. Che si sia approfittato di questa emergenza per requisire i diritti di decine di milioni di persone e che si proseguirà su questa china perché è verso questa direzione che convergono gli interessi globali.
Il progressismo, in sostanza, sta approfittando del covid per perseguire la prospettiva di un’umanità diversa da quella attuale. Un’umanità che non sia razzista, che non sia omofoba, dove le donne siano uguali agli uomini. Un’umanità non vera. Perché l’umanità è esattamente così, ci piaccia o meno: razzista, omofoba e sessista. E quanto più l’evidenza sostiene l’esistenza di un’umanità di questo tipo, tanto più il progressista ha deciso di negarla. Dichiarando guerra all’evidenza e dunque alla strada più sicura per raggiungere la verità.

FRANCO MARINO

2 commenti su “LA GUERRA DICHIARATA DAI PROGRESSISTI ALL’EVIDENZA, AI TEMPI DEL COVID (di Franco Marino)

  1. Può non essere verità la Tua…ma logica Ti da ragione…per cui…
    Comunque è di un godimento estremo..vedere le loro incazzature,..anche sé, ci rimettiamo in libertà di espressione e movimento..

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