Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA GUERRA INEVITABILE (di Franco Marino)

“Americani contro americani, fratelli contro fratelli. Ma non abbiamo altra scelta”. Fu pronunciando queste parole che Abramo Lincoln dichiarò guerra ai sette stati del Sud che nel 1861 si staccarono dagli Stati Uniti, provocando l’inizio della guerra di secessione.
Non si vuole qui dare una dimensione retorica ad una guerra che, a dispetto di ciò che si è sempre raccontato, fu ovviamente una guerra di interessi. Il senso è che Lincoln era cosciente della particolarità di quella guerra: quella di essere una guerra civile, fratricida. Del resto, anche tra fratelli spesso ci si scanna per questioni di interessi personali.
La guerra nasce con l’uomo e con l’uomo morirà. Dirsi contro è un pensiero nobile ma fine a se stesso. Ciò nondimeno, nessuna persona sana di mente parla con disinvoltura non soltanto del rischio di farsi del male ma anche di dover fare del male al prossimo.



In più di una circostanza, sono stato accusato di dare troppa importanza nel web. E considerando che grazie alla digitalità non solo ho un lavoro che mi dà serenità e ho conosciuto persone che mi hanno dato immensamente di più rispetto a quel che mi danno familiari e amici che già conoscevo prima, la cosa può avere un senso. Un giorno però mi sono voluto dire: ma vuoi vedere che il web è una grande bolla come dicono alcuni? Che molti che si atteggiano a rivoluzionari in verità sono buffoni e che molti che fanno i moralisti, in realtà dal vivo sono molto più leggeri ed elastici?
Mi è bastato collegarmi col profilo personale con cui scrivo rarissimamente per ricevere una brusca doccia gelata. Perché fin quando uno ha un profilo di sconosciuti, certe cose non le realizza. Ma quando si collega col profilo personale e vede fratelli contro fratelli, genitori contro figli, compagni di classe contro compagni di classe – e presto, quando verranno presi di mira anche i bambini, mariti contro mogli – capisce immediatamente che la guerra è arrivata nelle nostre case, nelle nostre vite. E, tuonano gli osservatori, quelli che hanno capito molto ma non tutto, che è un complotto, che ci stanno mettendo gli uni contro gli altri, che ci stanno plagiando. No, purtroppo non è così. Il covid ha solo detonato rancori che già erano a monte, che già covavano sotto la cenere. Oggi il pretesto è il vaccino, ieri erano gli immigrati, l’altro ieri era Berlusconi.
Molte belve assetate di sangue cercavano solo un pretesto per saltare addosso al prossimo, non potendo farlo contro il datore di lavoro, contro il banchiere che gli sta togliendo la casa. E allora l’ha trovato nel covid. Cosa c’è di più giustificabile di sparare a chi non si è vaccinato, senza curarsi del fatto che sia sano? Cosa c’è di più facile di dargli la colpa che è grazie a lui che il virus è tornato in circolo, senza neanche sincerarsi che abbia davvero contagiato qualcuno? Cosa c’è di più orgasmico di abusare del prossimo, magari appropriandosi di qualcosa di suo, dei suoi soldi, dei suoi beni, dei suoi diritti?

No, signori. Il covid non c’entra niente. La guerra è già in atto perché in questo paese ci sono due popoli estranei che occupano uno stesso spazio. E non sono neanche fratelli contro fratelli come in America. Non è mio fratello né mio cugino né mio amico né mio connazionale chi gode all’idea che io possa morire di covid. Come non lo è chi tifa affinché io sia chiuso in una gabbia. Non lo è mai stato. Col covid è solo uscito allo scoperto ma io prima già sapevo che c’era.
Adesso il finto fratello o il finto connazionale, unito a me solo dalla casualità di un DNA o di un luogo di nascita, mi ha dichiarato guerra. E il fatto che sia qualcuno che parla la mia lingua, non cambia le cose. Quando un ladro assalta casa nostra, non ci deve commuovere il fatto che parli italiano. Dobbiamo neutralizzarlo prima che neutralizzi noi.

Italiani contro italiani, fratelli contro fratelli? No, la desolata constatazione di Abramo Lincoln non si applica a questo caso. Non sarà una guerra civile né fratricida. Perché non sono civili quelli che l’hanno dichiarata e soprattutto non sono italiani.

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FRANCO MARINO

5 commenti su “LA GUERRA INEVITABILE (di Franco Marino)

  1. Concordo.
    Rossi contro neri.
    Sinistri contro Craxi.
    Sinistri contro Berlusconi.
    Euristi contro sovranisti.
    Immigrazionisti contro leghisti.
    Tutti contro i dipendenti pubblici.
    Tutti contro partite iva.
    Tutti contro operai poco produttivi.
    Covidisti contro negazionisti.
    Vax contro novax.
    Da sempre.

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