Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

NON CI SALVERA’ NESSUNO. CI SALVEREMO SOLTANTO DA SOLI (di Franco Marino)

Un articolo del Frankfurt Allgemeine prova a tracciare un parallelo tra il bipolarismo della Guerra Fredda e quello di oggi tra Stati Uniti e Cina. Scrive – con piena ragione – che la guerra fredda è stata alla base della prosperità dei paesi europei e si chiede come mai la stessa cosa non stia accadendo con la Cina, dicendo di trovare assurdo che i paesi europei non ne approfittino.
Ma quando una spiegazione è assurda, semplicemente la spiegazione è un’altra e proveremo qui ad identificarla.



L’autore, dicevamo, ha perfettamente ragione quando scrive che il conflitto ideologico ma mai, per fortuna, bellico tra Stati Uniti e URSS è stato alla base dei nazionalsocialismi in Europa prima e delle moderne società di oggi. Apparentemente diversi tra loro – i primi totalitari, le seconde democratiche – ma uniti dall’ideologia del compromesso tra capitale e lavoro, sia il fascismo che il nazismo furono apertamente finanziati da americani e inglesi, i quali semplicemente temevano che i paesi europei, impoveriti dalle guerre, si facessero sedurre dall’URSS che nel 1917 aveva fatto la sua comparsa nel proscenio europeo. La minaccia sovietica è stata sia alla base del grande successo che fascismo e nazismo incontrarono nei paesi europei, sia della prosperità del tutto fasulla del dopoguerra. Col crollo dell’URSS, gli americani e gli inglesi, veri proprietari dell’Occidente, decisero di riprendersi lentamente tutto ciò che avevano prestato (facendo finta di donarglielo) ai paesi europei. Fu il tempo delle svendite, delle privatizzazioni, dello smantellamento dello stato sociale universale, tutte conquiste dei nazionalsocialismi.
Oggi che è comparsa la Cina, l’autore si chiede perché non sia possibile ricreare le medesime condizioni, dal momento che quel gigante asiatico ha un’ideologia molto simile. E la risposta, che presupporrebbe chissà quali competenze geopolitiche o storiche, in realtà è semplicissima. L’URSS si proponeva come interlocutore del proletariato europeo alla cui miseria contrapponeva una serena povertà. La Cina si propone come interlocutore di società europee grasse, caratterizzate da una finta ricchezza che in realtà è puro e semplice debito che può, in qualsiasi momento, crollare facendoci piombare nella miseria.

Se gli Stati Uniti stanno rivelando la perfidia del proprio sistema ideologico, la Cina non può costituire né un’alternativa né una scappatoia. Il sistema cinese in linea di principio assicura a tutti la stessa serena povertà sovietica. Ma vi aggiunge un totale spregio dei diritti a cui noi occidentali siamo stati abituati. L’uomo occidentale ha l’illusione di essere libero. Di vivere una vita che vada oltre la sua effettiva dimensione di pollo da batteria. Ma se Washington piange, Pechino non ride. Il cinese medio non è che un’ape di un’alveare che può essere in qualsiasi momento soppressa per mille ragioni o forse nessuna. Il diritto cinese prevede la pena di morte per reati che qui in Italia al massimo prevedono un’ammenda. Come si può pensare che possa costituire il punto di approdo di popoli europei panciuti che, abbracciato il sistema cinese, dovrebbero rassegnarsi a lavorare come animali mediante paghe da fame, per poi essere soppressi magari da qualche finto vaccino?
Porsi la domanda su chi sarà il nostro salvatore presuppone lo stesso medesimo errore che ci ha fatto abbracciare gli americani: nessuno salva nessuno gratis. Poi che il conto si paghi a scoppio ritardato come sta avvenendo qui in Occidente dove tutti si stupiscono della piega totalitaria che si è presa dopo la vicenda Covid, senza neanche provare a porsi il dilemma che questo sia semplicemente lo svelamento della finzione che voleva gli americani protettori delle tasche e dei sederi europei, questo ci dà l’idea di quanto gli esseri umani amino adagiarsi sulle proprie illusioni, trasformando in salvatori, in angeli, autentici farabutti abilissimi a manipolare la realtà sensibile. Un errore che nelle vicende pubbliche e in quelle private, commettiamo un po’ tutti, ogni giorno.

Non so come finirà tutta questa storia. Forse non arriverò a vederla. Forse arriverò a vederla ma sarò troppo vecchio per goderne i frutti. Forse il giorno che arriverà sarò un grandissimo eroe in grado di gestirla, discutendone con un grande capo religioso, mentre nell’ospizio in cui sono ricoverato per qualche demenza arriveranno gli infermieri a sedare un matto che si crede un famoso rivoluzionario e l’altro che si crede papa. Quello di cui sono sicuro è che quando quel giorno arriverà, questo sarà un mondo sicuramente diverso da come è adesso. Dove si ritorna alla sana realtà. Quella che ci dice che i liberatori non liberano nessuno, realizzano solo un passaggio di proprietà. Dove non si fanno debiti se non si ha un serio piano di rientro economico. Dove se si viene aggrediti, ci si difende: magari attaccando per primi i potenziali aggressori. Dove si accetta l’idea che i diversi vengano emarginati, non perché sia in sé “giusto” farlo, ma perché purtroppo l’architettura del sistema nervoso umano funziona così e alterarlo significherebbe trasformare l’umanità in un ospedale psichiatrico.
Un mondo forse molto più spietato di quello che si è raccontato favole negli ultimi ottant’anni. Ma sicuramente migliore.

Una cosa è certa. Un detenuto che voglia evadere da un carcere, deve liberarsi del carceriere più pericoloso: se stesso, la sua sudditanza psicologica, i suoi megalomaniaci sogni, l’illusione che ci sia qualcuno che voglia salvarci.
Questa volta non ci salverà nessuno. Ci salveremo soltanto da soli.

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FRANCO MARINO

3 commenti su “NON CI SALVERA’ NESSUNO. CI SALVEREMO SOLTANTO DA SOLI (di Franco Marino)

  1. Un articolo vero e commovente, in questo momento sei una delle poche voci libere e vere!
    Mi piacerebbe fare due chiacchiere con te.
    Fabio Mochi
    3391270469

  2. Già…la vera disgrazia, e stata la caduta dell’URSS…per l’Europa…e Italia in particolare…
    Comunque, Bellissimo, il Tuo riassunto della situazione attuale..

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