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VALE LA PENA LOTTARE PER L’ITALIA? (di Franco Marino)

Capita spesso che un commento ad un articolo costituisca uno spunto per scriverne un altro e questo è il caso di un paio di giorni fa quando un utente, Marco, nel concordare col senso del mio scritto di ieri, ha fatto una domanda che mi ha acceso una lampadina “Vale la pena lottare per l’Italia?”. Non è una domanda da poco. Lottare davvero, non tonitruando slogan sui social, richiede di mettere in gioco tutto di se stessi. Vita compresa. Specie con questi avversari. E tuttavia è una domanda alla quale non posso certo rispondere io per lui. Certamente se qualcuno si chiedesse “Vale la pena stare con Franco Marino?” (o meglio, con chi si nasconde dietro questo pseudonimo) troverebbe persone per cui, come è legittimo che sia, non solo non ne valga la pena ma casomai gli suggerirebbero anche di scappare. Ma – incredibile ma vero – troverà pure qualcuno che gli dirà che ne vale la pena eccome. A fare la differenza non è l’analisi connotativa delle caratteristiche, dei pregi e dei difetti, ma il sentimento che si prova per l’oggetto delle nostre considerazioni.
Per cui la domanda “Vale la pena lottare per questo paese?” va sostituita da un’altra domanda: “Ma tu, caro Marco, questo paese lo ami?”. Ma non nel senso che ti piace la cucina, l’arte, il pallone, ‘o mare, ‘o Vesuvio, ‘a muzzarella. Io intendo quell’amore che faccia rischiare la vita per la cosa amata, svegliandoti al mattino con l’idea di ribellarti a chi vorrebbe distruggerla. Se la risposta non è uno squillante SI’, non ne vale la pena. Squillo invece presente nella mia risposta, essendo pronto anche a morire, pur di difendere il mio paese.
Non sto dicendo né che sia un amore razionalmente giustificato né che l’amore in sé sia irrazionale. L’amore non è che una realtà aumentata che altera valutazioni che probabilmente, senza di esso, sarebbero ben diverse. Certamente, l’italiano trapiantato all’estero e che ha figliato con uno straniero, se ne infischia dell’Italia. Per lui discorsi sull’amor di patria cascano completamente nel vuoto. Sarà per questo, vai a sapere, che fino a meno di cento anni fa proibivano i matrimoni tra persone di diversa nazionalità

Ma qui si torna al discorso di fondo. Possono decantare tutte le qualità del mondo di una persona e anche i motivi per cui dovremmo sposarla. A chi non la ama, sembrerà una persona ordinaria in tutto e per tutto. Io sono innamorato del mio paese. Non so spiegare perché. Sicuramente il sentimento sarà ispirato da motivi inconsci ai quali non so dare una risposta (non è che l’amore nasca a caso, c’è sempre un motivo ma non lo conosciamo) ma so che c’è. E so che considero l’Italia una famiglia per la quale lottare. E quando un individuo ama la sua famiglia, con tutti i suoi pregi e difetti, farà tutto quel che è in tuo potere per difenderla da chi vuole portargliela via o farla fuori. Non è che quell’individuo non potrebbe trovare una famiglia migliore. Più ricca, più numerosa, una compagna più bella di quella che ha, figli più intelligenti e studiosi, magari avere ancora un padre e una madre. Ma l’amore lo porta a trovare speciale la famiglia che ha. E per essa sarà disposto a dare la vita.

Ma il punto è tutto qui caro Marco. Questo sentimento ce l’hai? La risposta ti dirà cosa fare. Perché se la risposta è SI’, esiste una legge naturale, iscritta nel DNA che ti porta a fare solo due cose contro chi minaccia ciò che ami: sparare o sparire. Sparire fin quando si tratta di portarsi dietro la tua famiglia diciamo che è possibile. Ma l’Italia non puoi farla sparire. E’…grandicella da spostare. Rimane sparare. E anche qui è questione di istinto: se un domani qualcuno si presentasse a casa tua e cercasse di portare via i tuoi familiari con un pretesto, se li ami quello sarà il momento in cui dovrai sperimentare cosa voglia dire essere un assassino. E poi te la darai a gambe con loro. Ma non perché penserai di avere la figlia o la moglie più bella, più intelligente, più simpatica del mondo. Ma perché nessuna persona normale che veda minacciato i propri cari, si farebbe il minimo scrupolo di usare le maniere forti. Analogamente, se non sei disposto a fare questo discorso per il tuo paese, vuol dire che non lo ami. E non devi per questo giustificarti né con me né con nessun altro.

Io a chi mi dice “Ma che mi frega dell’Italia, me ne vado all’estero”, non perdo tempo a spiegare (ci vorrebbe un altro articolo) perché trovo questo discorso sbagliato. Ogni tentativo di far rinsavire chi si innamora di un furfante o, al contrario, di indurlo ad innamorarsi di una brava persona che invece gli è indifferente, non solo cade completamente nel vuoto ma si rivela controproducente. Come diceva un mio illustre concittadino (Renato Caccioppoli, il famoso “matematico napoletano” che morì suicida) “al cuor non si comanda”. E’ questione di amore. O c’è o non c’è.
E non c’è altro da dire su questa faccenda (cit.)

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FRANCO MARINO

9 commenti su “VALE LA PENA LOTTARE PER L’ITALIA? (di Franco Marino)

  1. Amo l’Italia, tutto di lei, è la mia Patria, la mia casa. L’amo con un amore viscerale che non chiede e non da spiegazione . Non tutti possono salire sulle barricate, vi sono altresì altri modi di portare avanti le proprie battaglie. Non cercherei mai altri lidi, sarei sempre e comunque una straniera.

  2. Bisogna fare attenzione a non confondere L’Italia con lo stato…. l’Italia la amo, è mia ed io sono sua,lo stato non solo non mi appartiene ma io non appartengo a lui, né intendo farlo. Lo stato mi ha in ostaggio al pari dell’Italia tutta. L’Italia s’è desta? Vedremo…

  3. Amare l’Italia è molto facile e io la amo incondizionatamente. Amare le sue istituzioni che l’hanno ridotta a bordello è cosa impossibile.

  4. Amare :parola magica che vorrebbe dire – almeno per me- donare incondizionatamente senza attendersi nulla in cambio….Amare la Patria è un concetto astratto e tuttavia reale che nasce nel profondo dell’anima e che suscita emozioni…..
    In senso più realistico e meno romantico la Patria dovrebbe essere vissuta e amata da patrioti e non è così ,quindi il sacrificio di tanti eroi spesso dimenticati è servito a qualcosa se i risultati sono quelli dei giorni d’oggi????
    In conclusione, sinceramente pur amando la mia Patria la mia Italia avendone vissuto anche il sacrificio familiare non so se sarei disposto a sacrificare dopo la prima e la seconda generazione la mia vita per la terza generazione…..ad oggi non mi sento né un Santo né un Eroe……

    1. condivido pienamente quanto letto in un commento, la mia Patria, il mio Paese è il posto migliore al mondo , peccato sia eterodiretto dalla peggiore , più iniqua e proditoriamente inetti struttura STATALE riscontrabile, probabilmente, al mondo…ed è il nostro problema più grosso..

  5. condivido pienamente quanto letto in un commento, la mia Patria, il mio Paese è il posto migliore al mondo , peccato sia eterodiretto dalla peggiore , più iniqua e proditoriamente inetti struttura STATALE riscontrabile, probabilmente, al mondo…ed è il nostro problema più grosso..

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